Amicizia e amore: due facce della stessa medaglia?

Scritto da: Giacomo Papasidero

Oggi parliamo di amicizia e amore.

Di solito siamo propensi a tenere queste due cose separate: gli amici sono una cosa mentre l’amore è sempre inteso come relazione di coppia, visto nel partner.

Spesso alcuni si chiedono cosa conti di più se l’amore o l’amicizia, come se amore e amicizia fossero in competizione tra loro.

Il problema è legato alla convinzione che amanti e amici siano categorie distanti, che amiamo solo una persona e siamo amici di molti. Niente di più sbagliato.

L’amicizia è una forma di amore.

La sola differenza sta nella nostra errata convinzione di cosa significa amare. Oggi facciamo chiarezza, per cui iniziamo subito questo ricco approfondimento 😉

Aspetta, dimenticavo: che sia amicizia o amore parliamo sempre di relazioni con gli altri. Tu sei capace di creare relazioni solide e forti? Le tue resisterebbero a qualsiasi problema? Per saperlo ti basta rispondere alle poche domande del mio test.

 

Amicizia e amore: che differenza c’è?

Amicizia e amore

Amare, in verità, significa rispettare, comprendere, ascoltare, perdonare, sostenere, accettare, incoraggiare, aiutare, pazientare.

Se smettiamo di vedere nell’amore solo una relazione di coppia, ci accorgiamo che l’amicizia è fatta di amore incondizionato.

Se oggi si pensa a chi dare priorità, tra amore e amicizia, è solo perché viviamo le nostre relazioni come se fossero degli scambi di interessi e vantaggi.

Se devo scegliere tra due alternative, scelgo quella che mi conviene di più, quella che mi da più vantaggi, che mi fa stare bene.

Così abbiamo persone che preferiscono gli amici, che sono sempre stati con noi, e altre che preferiscono il partner, perché senza “amore” non ha senso vivere.

Entrambi sbagliano perché non parlano di relazioni umane o di amore, ma di bisogno, interesse e convenienza.

Coloro che si dimenticano degli amici all’inizio della nuova relazione di coppia non sono molto innamorati del partner, ma hanno in lui trovato chi li soddisfi meglio.

Chi invece non accetterebbe mai di lasciare gli amici per una relazione di coppia, ottiene più benessere da loro che non dal partner.

Ma entrambi sono ingannati dalla convinzione che si possa amare solo una persona (o qualcuna al massimo) alla volta e che l’amore sia qualcosa da ricevere, da ottenere.

Quasi tutti abbandonano un partner che non soddisfa più le loro esigenze o degli amici che non si comportano più come vorrebbero.

Ci comportiamo allo stesso modo quando il nostro frullatore non funziona più, quando la macchina comincia a perdere colpi, quando la penna finisce l’inchiostro.

Usiamo gli altri per i nostri interessi.

Amare è qualcosa di molto diverso.

Non ti amo per quello che mi dai o per i vantaggi che derivano dal nostro rapporto, ma ti amo perché voglio condividere la mia vita con te, perché voglio renderti partecipe della mia felicità, sia tu un amico o un partner.

Ogni volta che mi aspetto che gli altri, chiunque siano, si adeguino alle mie pretese (anche se condivise dalla società), non sto amando, non ho ne amici ne partner, ma solo interessi ed egoismo.

Il grande errore nell’amore e nell’amicizia è quello di non porre l’amore al centro delle nostre relazioni, ma di centrare tutto su noi stessi.

Così avremo amore o amicizia solo nella misura in cui le persone si adeguano ai nostri standard e alle nostre pretese, dandoci il benessere e la soddisfazione che pretendiamo di ricevere.

Che sia amicizia o coppia, sempre di amore parliamo, e l’amore vero è universale e incondizionato.

Amore e amicizia sono due facce della stessa medaglia, purtroppo in molti la confondono per una semplice moneta e cercano solo di possederne sempre di più.

 

 

Come distinguere amore e amicizia

Amicizia vera

È ovvio che se parliamo di amicizia e amore, con “amore” stiamo facendo riferimento alla relazione di coppia.

Come detto è sbagliato, ma per adesso teniamo questa separazione, alla fine ti dirò come eliminarla.

Facciamo un gioco: fai un elenco di tutte le cose che caratterizzano un amico o un’amica.

Non però un’amicizia come tante, ma pensa alla persona che potresti considerare quella più vicina, più importante, il classico amico del cuore, o amica del cuore.

Insomma, quell’amicizia speciale che ti lega a una persona e non a tutti gli altri amici, pur amando anche loro.

Fermati qualche minuto e scrivi questo elenco.

Appena finisci, leggi quello che ho scritto io e vediamo se ci troviamo d’accordo.

Ecco il mio:

  1. Condividere le esperienze più importanti della mia e della sua vita.
  2. Perdonare questa persona se si comporta male o sbaglia.
  3. Accettare i suoi punti di vista anche se sono diversi dai miei e voler capire perché la vede in un certo modo.
  4. Esserci se ha bisogno di una mano, di un incoraggiamento, del mio supporto.
  5. Sapere che posso contare su questa persona, perché mi ama e vuole la mia felicità.
  6. Passare spesso del tempo insieme, anche solo per il piacere di condividerlo, pur non facendo niente di particolare.
  7. Sentirci spesso, se non possiamo vederci, per parlare.
  8. Voler conoscere le sue idee, i suoi gusti, le sue preferenze.
  9. Accettare le sue scelte e volere il meglio per questa persona, anche se a volte non farà quello che ritengo giusto.
  10. Volere la sua felicità ed esserne felice.

Sono solo alcune cose.

Ora il tuo elenco, ovviamente, potrebbe essere molto più preciso del mio, che sono rimasto sul generico, e magari hai fatto riferimento a tante situazioni della tua vita quotidiana.

Ma la cosa che per me è più importante di tutte è farti notare che se questo elenco lo leggesse un tuo amico, o un’altra persona qualsiasi, potrebbe tranquillamente pensare che ti riferisci al tuo partner.

Se nel tuo non hai esagerato nel pensare a situazioni troppo precise, prova a rileggerlo tenendo in mente la persona con cui fai coppia, o una con cui hai avuto una relazione se ora sei single.

Non calza a pennello?

Non sono le stesse cose? O quasi tutte almeno?

A dire il vero ne manca solo una: il sesso. E forse non sempre 😉

Tante volte faccio notare proprio questa minima differenza, per far capire che il passaggio da un’amicizia a una relazione di coppia è caratterizzato solo dal coinvolgimento fisico e sessuale.

Punto.

Non c’è altro.

 

 

Amicizia o amore: cosa fa la differenza?

Amicizia o amore

Se togli il sesso, infatti, finisce che in molti, attraversando una crisi di coppia, mi dicano che si sentono come grandi amici, o fratelli e sorelle.

Considera che in fondo il sesso è l’unico distinguo tra un amico e un partner.

L’attrazione fisica e l’intesa sessuale sono il cuore che distingue una relazione di coppia da una di amicizia.

Poi possiamo inventarci tutte le scuse del mondo, ma no si pensa spesso che il proprio compagno dovrebbe essere anche il migliore amico?

Perché?

Perché a una persona molto vicina, un grandissimo amico, dici tutto, o quasi, condividi le cose importanti, vuoi che ci sia nei momenti speciali.

Infondo, per come oggi viviamo le nostre relazioni di coppia, la sola vera differenza sta tutta in questa dimensione. Tutto qui.

Il problema è che il sesso, così, non diventa un elemento della coppia, ma la cosa più importante. Se manca, al di là della falsa retorica, la relazione crolla, questione di tempo.

Non perché una coppia si basi sul sesso, anzi, per me il sesso conta poco o niente in una coppia che si basa sull’amore, ma perché creando quasi sempre le nostre relazioni sul bisogno, cerchiamo negli altri soddisfazione alla nostre pretese.

E la coppia si distingue perché chiediamo qualcosa in più che a un amico, il sesso appunto.

Se questo non fosse vero ti chiedo, in tutta sincerità, di rispondere a un piccolo quesito, lo avevo posto già diversi anni fa, ma ora so che avrò molte più risposte e un campione più affidabile.

Se il tuo partner, per un problema di salute, non potesse mai più avere rapporti sessuali in vita sua, continueresti la vostra relazione?

Riusciresti a rinunciare per sempre al sesso per restargli accanto e amarlo, o amarla, nonostante tutto?

Ti sto dicendo: puoi continuare a vivere la vostra relazione senza che ci sia più il sesso? Senza fare più l’amore insieme?

E senza fare tu più l’amore per sempre?

Perché ti faccio questa ipotesi abbastanza estrema?

Per farti capire che oggi distinguiamo amore e amicizia sulla base del sesso.

Per farti capire che spesso le nostre relazioni di coppia, che dovrebbero essere frutto dell’amore, nascono per la ricerca del piacere personale.

E il sesso è la strada principale che scegliamo per ottenere questo benessere, questo piacere.

Te lo dico senza mezzi termini: confondiamo l’amore con il sesso e forse tu mi dirai che infondo sono legati tra loro, ma a mio avviso, quasi sempre, il sesso e l’amore non centrano proprio niente.

Ma qui divagheremmo, anche se l’argomento immagino sia interessante 😀

Tranquillo, tranquilla, ne riparleremo 😉

 

 

Conclusioni: dall’amicizia all’amore

Quello che mi interessa farti capire è che l’amore, al di là di qualsiasi relazione instauriamo con gli altri, è qualcosa di unico.

Se ami di più il partner, o un amico, se ami di più alcune persone e meno altre, oppure alcune, che non sono né partner né amici, non le ami affatto, il tuo non è amore nemmeno verso chi dici di amare.

Lo diceva Fromm tanti anni fa, penso che non si sbagliasse affatto.

L’amore è un modo di essere, un modo di vivere e pensare, l’amore è la scelta di dare tutto se stessi agli altri senza chiedere niente in cambio. Nemmeno, e forse soprattutto, di essere ricambiati.

Prima di concludere ti mostro un video che rende bene l’idea.

 

Se non capiamo questo, continueremo a vivere la nostra vita basandoci non sull’amore, e sull’amare, ma sul tipo di relazione che creiamo con gli altri, dividendo le persone in base a etichette superficiali, legate solo al nostro interesse, a cosa otteniamo da loro.

Una relazione di amicizia si basa sul nostro essere amici, non su come si comportano gli altri. L’amore è qualcosa che dai, senza aspettarti di riceverla.

E una relazione di coppia si basa sul nostro dare amore all’altro, non aspettandoti di riceverlo.

Il punto è che prima viene l’amore e poi, in funzione anche di cosa sceglie l’altra persona, possiamo definire la relazione che c’è tra di noi.

Ma se le tue relazioni dipendono da cosa fanno gli altri, tu non ami, perché l’amore non tiene conto delle scelte altrui.

Mai.

Io non ho amici, sono amico di coloro che incontro, di chi mi chiama, delle persone con cui condivido i momenti della mia vita, che sia una passeggiata o una grande difficoltà, o un bel successo. Questa è amicizia vera.

Io scelgo di amare.

Non tutti vorranno amarmi, ma fa parte del gioco e so che non tutti sono pronti a una scelta così difficile e coraggiosa.

La verità, però, è che conta il tuo amore. Tra amore e amicizia scegli di amare, amare tutti, amare in modo sincero, vero, autentico.

Se cade la pretesa che l’altro soddisfi il tuo piacere, o ti faccia stare bene, comincerai a vedere abbastanza chiaramente da non pensare agli altri come una relazione che hai, ma come un’opportunità per condividere l’amore che sei.

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AUTORE

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni.
Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.

Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Fab
Ospite
Fab
1 anno fa

C’è un passaggio del tuo articolo con cui mi ritrovo molto, nello specifico in “Amicizia o amore: qual’è la differenza?”
In sintesi hai riassunto anche come amo approcciare alla persona ed è un’esperienza che ho già vissuto, e a cui voglio vivere ancora, magari anche con altre persone 🙂
Trovo sia un ottimo spunto per coltivare sane relazioni e diffondere sempre più positività.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa
In risposta a  Fab

Mi correggo
*Amicizia e amore: cosa fa la differenza?

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa

Ciao,
torno per esporre un’altra riflessione su questo tema, a me molto caro, collegandolo al precedente intervento.
Innanzitutto il pensiero che voglio condividere è il seguente.
 
Partiamo dal presupposto che molti pensatori, filosofi, scrittori hanno trattato il tema dell’amicizia in varie forme, laddove lo scopo condiviso è sempre stato lo stesso, l’amore verso l’altro.

Con ciò vorrei sottolineare la bellezza del bisogno dell’uomo. Pensiamo a qualcheduno che mi viene a dire “ho bisogno di te”.
Per come viene posto questo discorso, per come viene concepito il bisogno, la si analizza sotto una lente di giudizio negativo, della serie “tu non stai amando davvero”.
Di certo è anche vero che esiste, ahimè, un modo di relazionarsi analogo, laddove ci si relaziona soltanto per ciò che l’altro mi dà.
Insomma, sono argomentazioni a cui ho già assistito, non soltanto all’interno di questo spazio, ma anche in altre situazioni.

Se amore e bisogno venissero poste con questa dicotomia (molto limitante e pressappochista), non si potrebbe nemmeno parlare di soggetto, di volontà, di scelta.
Ciò su cui mi soffermerei non è sulla separazione tra amore e bisogno (che non esiste), ne tanto meno se qualcuno (esperto, addetto ai lavori o anche una persona ”non del mestiere”) mi venisse a dire cosa sia “amare davvero” o altro su presupposti imprecisi, ma su quale bisogno noi fondiamo le nostre intenzioni, i nostri scopi, se si vuol usare l’altro solo pensando a noi stessi oppure se davvero si è attenti all’altro e ne si ama la sua Essenza.

Anche dicendo che “voglio fare ciò che non voglio fare” o che si abbia intenzione di fare ciò che, presumibilmente, non si vuol fare per non cedere alla convenienza, rimane comunque un’espressione di volontà, dell’interesse della persona, che è parte di ciò che si ha intenzione di fare, anche e soprattutto per necessità (per lo più implicita).
Personalmente non ci vedo nulla di sbagliato, anzi, semmai la reputo una presa di coscienza aver realizzato il rapporto tra amore e bisogno, in quanto tutto dipende dallo scopo di ognuno di noi nei confronti dell’altro, ovvero cosa vogliamo fare (e ciò che fa bene ci fa stare bene).

Nella bellezza della Fragilità umana (che purtroppo viene confusa e considerata come Debolezza, perché siamo abituati sempre a contrapporne la Forza) si vive e si vede la persona per com’è, senza pretese di perfezione, con i suoi bisogni (che tutti abbiamo), i suoi sogni, i suoi valori e i pensieri che ne conseguono.
Proprio cosi ci si relaziona all’altro per com’è davvero, con le sue imperfezioni, con i suoi limiti, con le sue mancanze. Fondamentalmente con una persona e non un’entità da dover educare, da dovergli dare sempre una lezione di/su qualcosa o da considerarlo più “forte” o più “debole”.

Trovo più interessante avere a che fare con persone consapevolmente fragili (di cui l’arte e la creatività ne è pregna di opere fatte anche e soprattutto da folli), invece che assistere a qualcuno che cerca la stessa cosa, ossia rincorrere questo scopo chiamato “felicità”, quando c’è la possibilità di raggiungerla in modo diverso, in base a come siamo davvero.

Mi viene in mente l’amicizia di Montaigne, dove egli descrive l’amicizia, con una o più persone, come un rapporto duale con ogni persona con cui ci si relaziona.
Onestamente mi ritrovo molto in questo approccio, tant’è, aggiungo, che non si tratta di soppesare un rapporto ritenendolo migliore a discapito di un altro, ma di evidenziarne la diversità con cui l’amicizia con un soggetto è stata instaurata, per il semplice motivo che abbiamo a che vedere con un “mondo” diverso in base alla persona con cui stiamo interagendo.

Montaigne parla addirittura di “mescolanza dell’anima”, in cui l’amicizia viene vissuta spiritualmente. L’amicizia con l’altro diventa, dunque, una fusione delle anime, in cui l’Io non è più una sorta di atomo isolato ma una realizzazione di qualcosa di più grande, ovvero più di un Io.
Amando si fa esperienza dell’altro. Ascolto l’altro in modo attivo e consapevole, so cosa sto facendo, sono dedito ma non succube. Ecco cosa significa essere in risonanza.
Mondo interno e mondo esterno sono in costante relazione, poiché tutto è relazione.

Sempre riguardo il modo di relazionarsi con l’altro, mi viene in mente la nota di Epicuro alla concezione aristotelica di Amicizia, dove egli afferma che un’amicizia può diventare significativa e profonda anche se partita da una base utilitaristica.
Ovviamente è un rischio in quanto dipende sempre dal soggetto e dalle intenzioni di voler passare ad una fase successiva e rendere il rapporto fondato sull’amore e non sulla fugacità del soddisfacimento immediato di un bisogno derivante dall’utile.

Rimango comunque abbastanza convinto riguardo alcuni punti sollevati e alle premesse di questa discussione (un po’ meno su come sono stati messi certi punti nell’insieme del discorso), specialmente sul modo di relazionarsi all’altro, inteso come “mi relaziono perché sei tu” e non in base ad una necessaria condivisione di certe caratteristiche specifiche.
Una persona potrebbe anche approcciare tenendo conto di “com’è fatta quella persona”, ma come già scritto, vi è la possibilità che si vanno poi a creare determinate aspettative e non si riesce a concentrarsi nei confronti dell’altro nella sua totalità e interezza, ma soltanto per determinate caratteristiche.

In tal senso, relazionarsi prima ancora di sapere se è “la persona giusta” (parlare di “giusto” non lo sento mai come consono quando si parla di persone) i soddisfacimenti dei rispettivi bisogni sono solo una conseguenza del legame con l’altro e non l’elemento cardine su cui il rapporto con l’amico/a (ma varrebbe anche per la parentela o, anche, quando c’è un coinvolgimento sessuale) si fonda.

Concludo e ti ringrazio per aver esaudito la mia richiesta di qualche giorno fa.
Ho voluto riassumere quest’ulteriore riflessione prendendo alcuni spunti da quelle precedenti (mi riferisco alle risposte cancellate) che ho scritto un anno fa.

Un saluto e buona estate.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa
In risposta a  Fab

Nota: con la frase “ne tanto meno se qualcuno (esperto, addetto ai lavori o anche una persona ”non del mestiere”) mi venisse a dire cosa sia “amare davvero” o altro su presupposti imprecisi” non ho inteso e non intendo riferirmi all’amore come un concetto relativo, tutt’altro.
Amare ha un significato preciso, a rigor di logica, altrimenti, agendo diversamente, è tutto fuorché amore.
La frase non è riferita che non si esiste un modo oggettivo, ossia come si fa ad amare, ma su quali presupposti si ama davvero, cioè se la spiegazione fornita sull’argomento risulti convincente.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa
In risposta a  Fab

“Anche dicendo che “voglio fare ciò che non voglio fare” o che si abbia intenzione di fare ciò che, presumibilmente, non si vuol fare per non cedere alla convenienza, rimane comunque un’espressione di volontà, dell’interesse della persona, che è parte di ciò che si ha intenzione di fare, anche e soprattutto per necessità (per lo più implicita).”
Analizzando meglio questa mia affermazione vorrei aggiungere una cosa importante: il paradosso del “voglio fare ciò che non voglio fare” è un volere/interesse che non stravolge l’intento e il significato altruistico del gesto.

Mi rendo conto che si tratta di un paradosso, ma l’altruismo (pur divenendo consapevole che si tratta di una forma di “saggio egoismo” per dirla alla Dalai Lama) non si stravolge, non perde di senso, semplicemente anche ciò che non ci conviene potrebbe convenirci allo stesso tempo o facciamo qualcosa che vogliamo pur consapevoli dei rischi, ma rimane che ciò che non ci conviene, ci “conviene”.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa
In risposta a  Fab

La parola “convenienza” è impropria, in quanto indice di Ipocrisia, semplicemente si fa ciò che riteniamo in linea con i propri Valori, perché la convenienza non tiene conto dei Valori, li cambia perché devono essere utili e allora tutto si basa sull’Apparire in un modo, a discapito dell’Essere.

Quindi il discorso che ho scritto riguardo “altruismo-egoismo” non vuole rivolgersi ad una questione di convenienza, come erroneamente ho scritto, ma si agisce in coerenza con un Valore, al di là di una contrapposizione altruismo-egoismo, che è tutt’altro che importante, ciò che conta sono le azioni che si mettono in atto.

Ho scritto anche “Trovo più interessante avere a che fare con persone consapevolmente fragili (di cui l’arte e la creatività ne è pregna di opere fatte anche e soprattutto da folli), invece che assistere a qualcuno che cerca la stessa cosa, ossia rincorrere questo scopo chiamato felicità” ma se questa consapevolezza sussiste sarebbero felici automaticamente. Il punto non è preferire una persona ad un’altra in questo senso.

“Fondamentalmente con una persona e non un’entità da dover educare, da dovergli dare sempre una lezione di/su qualcosa o da considerarlo più forte o più debole”
Probabilmente non è nemmeno questo, o almeno in parte. La condivisione è fatta anche e soprattutto per poter apprendere, perché possono esserci idee diverse su cui poter prendere degli spunti, magari scoprendo che ciò che sostiene l’altro è più in sintonia con ciò che si porta avanti.
Ritengo che l’Ascolto sia fondamentale in questo senso, perché è ciò che può permettere la riflessione e la possibilità di imparare qualcosa.

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa
In risposta a  Fab

invece che assistere a qualcuno che cerca la stessa cosa, ossia rincorrere questo scopo chiamato “felicità”, quando c’è la possibilità di raggiungerla in modo diverso, in base a come siamo davvero.”
In effetti tutti, in modi diversi, tentano di cercare la felicità, spesso senza riflettere, seguendo dettami sociali che sono tutt’altro che volti a questo scopo.

In questo senso, anzi, trovo corretto che si cerchi di Essere Felici, essendo la vita una sola. Ciò non negando le problematiche e la sofferenza che esistono, ma impegnandoci ad alleviare il Negativo, non rimanendone succubi (molte sofferenze si tende a crearcele da soli).

A tal proposito mi sento vicino a Epicuro, specie quando tratta dell’Amicizia, come uno dei passi per la felicità e la ricerca del Piacere Stabile, dove non nega i bisogni dell’Uomo, in antitesi con l’Edonismo di stampo contemporaneo, fatto di piaceri fugaci, laddove si manifestano le forme di turbamento a cui capita di assistere.

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