Cambiare vita: cosa non funzionerà mai (e come riuscirci davvero)

Cambiare vita.
Ti interessa?

Per lavoro ricevo ogni giorno email di chi mi racconta che vorrebbe cambiarla per ritrovare (o trovare!) serenità e gioia di vivere. I problemi sono sempre gli stessi?

In realtà ho letto qualsiasi problema.
E ho scoperto cosa succede a chi riesce a cambiare vita per davvero e diventare felice.
E ho visto chi invece, pur provandole tutte, non ci riesce.

Così sono arrivato a capire che ci sono 6 livelli dentro ognuno di noi.

I 6 livelli della vita

Ovviamente queste divisioni sono sempre un po’ forzate, giusto per farti capire, perché dentro di noi non ci sono “sezioni” o compartimenti stagni.

Riguarda l’immagine: il livello che sta sotto controlla e determina quello che sta sopra.

Così la tua vita, il livello più in alto e più superficiale, è ciò che vorresti cambiare. A quel livello c’è tutto ciò che vivi: situazioni, relazioni, lavoro, eventi, cose che ti accadono.

 

Cambio vita: dentro o fuori?

Di Gianluca Soffietti.

Cambio vita

Quando il lavoro, il rapporto di coppia, le amicizie non vanno come mi aspetto, non sono felice e spesso mi sono detto: devo cambiare vita!

Questo desiderio l’ho riscontrato anche in tante persone che conosco e che per svariate ragioni non sono felici della loro vita attuale.

Il bisogno di cambiare vita, dunque, nasce quando non ci sentiamo felici.
Se sono felice e sento che non mi manca nulla, infatti, difficilmente desidero cambiare vita.

Come faccio a cambiare ?
Ci sono diverse possibilità alle quali ho pensato:

  • Partire per un viaggio e staccare dalla mia quotidianità.
  • Trasferirmi in un’altra città o nazione.
  • Cambiare lavoro andando a lavorare in un’azienda diversa o passando dal lavoro dipendente a quello autonomo.
  • Iscrivermi in palestra e dedicare molto tempo alla cura del mio corpo cambiando anche il mio modo di vestire e anche la mia pettinatura.
  • Cambiare partner o avere un amante.
  • Andare a vivere su una montagna lontano da tutti e da tutto.

Conosco molte persone che tentano di cambiare vita alla ricerca della felicità: c’è chi si è trasferito a vivere in un’altra città ritenendo che Napoli fosse una città troppo complessa (io vivo a Napoli), un amico ha lasciato il proprio lavoro pensando di trovare in un lavoro autonomo la soluzione alla propria infelicità.

Alcune persone che conosco si sono separate ed hanno cambiato partner pensando che il nuovo partner possa finalmente renderli felici e altre persone hanno uno o più amanti, altri hanno due famiglie contemporaneamente, altri ancora vanno con le prostitute appena è possibile…

Riescono ad essere felici le persone che fanno questi cambiamenti?

Nella maggior parte delle volte io vedo che vi è all’inizio una grande eccitazione ma che poi con il tempo il senso di insoddisfazione ritorna ed avvolte anche più forte.

Il punto che così facendo non si riesce mai ad essere veramente felici in modo stabile e continuamente si cerca di cambiare vita. A volte le energie finiscono e si cade in depressione senza voglia di provare più nulla.

Ma è possibile cambiare vita realmente ed essere felici?

Cosa intendo per essere felici?

Per felicità intendo quello stato di calma, benessere e serenità che mi consente di avere la forza per affrontare qualsiasi tipo di problema che possa sorgere.

Avere la convinzione che ci sia sempre una soluzione.

Dove trovo questa forza? In un lavoro, in un partner o città diversa?
Io penso di no.

Il vero cambiamento avviene quando cambiamo dentro di noi e scegliamo di non affidare più all’esterno la nostra felicità.

Non è un cambiamento facile, richiede impegno, lavoro. E’ un percorso da intraprendere ogni giorno e che ti consente di essere felice in modo duraturo.

A questo punto fermiamoci un momento e fai il mio test sul cambiamento.

Ti permetterà di capire se oggi tu sei capace di cambiare.

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Come scrive Gianluca, cercare di cambiare le situazioni esterne non funziona mai.
Siamo nel primo livello come detto, il “cosa vivi”.

Se ti sforzi per cambiare a questo livello farai una fatica enorme perché quel che sta al di sotto è ciò che conta. Ma di solito cerchiamo solo di cambiare le cose che viviamo.

Per questo non dura e non funziona.

Al primo livello vedi i problemi: una crisi di coppia, un tradimento, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, un conflitto con gli altri sono alcune delle difficoltà che potresti vivere.

Se vuoi cambiare la tua vita devi cambiare le tue scelte, quel che fai e dici, azioni e comportamenti: dobbiamo scendere al secondo livello.

 

 

Livello 2: comportamenti e scelte

E qui si concentrano quasi tutti gli esperti: cambiare le tue azioni, le tue abitudini e i tuoi comportamenti. Come detto prima, però, anche in questo caso non funziona.

Allora perché tutti lavorano su questo livello?
Perché un piccolo cambiamento è subito visibile e dà sempre l’impressione che qualcosa stia davvero cambiando.

E se devo venderti un prodotto, questa sensazione è quella che fa aprire il portafoglio 😀

Ciò che tu fai oggi dipende da quello che provi. Puoi sforzarti di agire diversamente, ma le emozioni sono più forti e domineranno sempre le tue scelte.

Cosa fare nella vita è forse la più importante, ma senza serenità diventa impossibile prenderla con chiarezza.

Se ti impegni, con tanta fatica, vedrai dei risultati che però, nel tempo, svaniranno sempre se non cambi quello che provi.

Se ti ricordi, infatti, nessuno cambierebbe mai la propria vita se non perché è infelice o parzialmente insoddisfatto.

Pensa a una squadra di calcio che ha un attaccante fortissimo, fa gol in ogni partita e trascina la squadra a vincere tutte le competizioni in cui partecipa.

Così l’allenatore decide di venderlo.
Ti sembra logico?

Se vuoi cambiare vita il motivo è uno solo: provi emozioni negative e ne dai la colpa a quello che stai vivendo.
Ripasso la parola a Gianluca, ha ancora qualcosa di importante da dirti.

 

Come cambiare vita capendo le tue emozioni

Di Gianluca Soffietti.

Come cambiare vita

Il segreto, dunque, è capire la nostra felicità non dipende mai dalle cose esterne o dalle persone ma da noi stessi, da quello che riteniamo essere fondamentale per essere felici.

Dipende da quello poniamo al centro della nostra vita come cosa più importante.

Sino ad oggi ho pensato che per essere felice erano necessarie alcune condizioni esterne:

  • Avere una moglie che mi facesse sentire speciale manifestando continuamente il suo amore per me.
  • Avere un lavoro che mi consentisse di guadagnare bene, di avere un riconoscimento sociale.
  • Di essere sempre in salute unitamente alle persone della mia famiglia o che amo.
  • Che di estate nei week end fosse sempre bel tempo in modo da potere andare a mare.
  • Che miei amici mi cercassero per giocare, uscire….

Per essere felice ho speso tantissime energie per fare accadere quello che per me era necessario.

E’ stata fatica enorme e spesso non ci sono riuscito. In fondo è molto difficile riuscirci perché per quanto mi affanni io non posso controllare il mio partner, gli amici, la salute, il tempo…

Ho iniziato un percorso nel quale mi alleno ad acquisire consapevolezza delle mie emozioni e del perché le provo.

A individuare le regole che mi pongo per essere felice e quando queste regole dipendono dagli altri metterle in discussione per capire se cambiarle o se è possibile raggiungere uno scopo in modo diverso ed indipendentemente dagli altri.

Non è facile.
E’ un percorso che sto facendo. Richiede impegno.
A volte finisco fuori strada ma poi rientro. Ho visto che una strada che ciascuno può decidere di percorrere.

 

Gianluca ti ha spiegato la cosa essenziale: niente e nessuno ti possono rendere felice (per capirlo meglio puoi anche leggere la mia guida su come stare bene con se stessi).

E così andiamo più in basso, fino al terzo livello.

 

 

Livello 3: come le affronti le emozioni?

Di solito l’approccio è di due tipi: controllare o sfogare. E nessuno ti propone modi diversi di lavorare a livello emotivo. Che è forse il livello più difficile su cui intervenire.

Se reprimi un’emozione fai l’effetto “nodo”.

Immagina di avere un tubo d’acqua, apri il rubinetto e fai un nodo nel mezzo del tuo tubo.

Ora hai due possibilità: la pressione non è forte (emozioni deboli, situazioni gestibili): in questo caso non succede niente, nell’immediato, ma col tempo la pressione aumenta e il tubo (cioè tu) diventerà più fragile.

La seconda possibilità è che la pressione sia forte: in questo caso il tubo esplode.

Se reprimi un’emozione finirai come quel tubo. E magari ti è già successo. Ma se prendi l’altra strada, ossia sfoghi le tue emozioni, cosa risolvi?

Niente.

Sfoga oggi, poi domani, fallo ogni giorno e ti ritroverai sempre con le stesse emozioni negative da dover vivere.

Sfogare l’emozione è come svuotare un contenitore quando è pieno d’acqua, per rimetterlo sotto al rubinetto subito dopo.

Si riempie di nuovo e tu lì, ogni giorno, a svuotare l’acqua e far riempire nuovamente il contenitore. Non finirai mai e non sarai mai davvero bene finché non decidi di chiudere quel rubinetto!

In questo livello cerchi di vincere la paura, magari la paura di amare, gestire l’ansia, capire come essere felici, eliminare la rabbia repressa, i sensi di colpa, la tristezza. Su tutto devi comprendere come funziona l’indipendenza emotiva.

Ma non puoi chiudere il rubinetto e smettere di stare male al terzo livello, devi scendere al quarto, quello di ciò che pensi, perché è questo che controlla le tue emozioni.

 

Livello 4: come nasce ogni emozione

Una delle cose più difficili da capire è che le tue emozioni non capitano, non sono dovute a quello che fanno gli altri oppure alle situazioni che vivi.

Le tue emozioni dipendono sempre e soltanto da te.

Questa si chiama indipendenza emotiva, ossia la comprensione di come funziona la mente umana, capire cioè che l’emozione che provi dipende da quello che pensi.

Te la faccio molto semplice: se pensi che quel che vivi, o che potrebbe accadere, sia positivo per te, cioè ti farà stare bene o sarà utile, vantaggioso, allora provi un’emozione positiva.

Le emozioni negative le provi nel caso contrario, ovvero quando ti aspetti che qualcosa sia pericoloso, quando quel che ti accade lo giudichi negativo, minaccioso, dannoso per te.

Passo la parola ad Alessandra, per condividere un’esperienza di una mattina di novembre che ci offre alcuni spunti su come usare meglio i tuoi pensieri.

 

Voglio cambiare vita… adesso!

Di Alessandra Barigazzi.

Voglio cambiare vita

Giorno dei morti.
Fuori, come diceva Paolo Conte, piove un mondo grigio.

Ieri, passando per caso in auto davanti al cimitero vedevo delle persone che si recavano in visita ai defunti e mi stupivo al pensiero che noi vivi siamo la minor parte e la quantità dei morti dall’inizio dell’umanità ad oggi è immensa.

E pensavo che anche quelle persone che camminavano a braccetto sotto l’ombrello verso il cimitero e anch’io che passavo di lì, stavamo vivendo il nostro momento da vivi.

Ed è un momento piuttosto breve.
Ed è adesso.

Che noi crediamo nell’aldilà o meno, che ci aspettiamo un destino di felicità o il nulla, la cosa certa è che, prima o poi, dovremo cambiare vita, affrontare quel passaggio radicale che si chiama morte e di cui sappiamo poco o nulla se non che avverrà certamente.

Così oggi assaporo la grande opportunità che mi tocca adesso: essere viva.

Porto fuori la mia cagnetta e trovo che ho una giacca un po’ leggera per il freddo umido che fa e mi annoto mentalmente di cambiarmi, quando uscirò di nuovo.

Mi godo il freddo che mi penetra la pelle sotto i vestiti; passo davanti alle vetrine dei forni e delle pasticcerie e assaporo con la memoria tutte le cose buone che si possono mangiare in questo periodo e che suggeriscono calore, coccole, tepore casalingo: la cioccolata, i dolci alle mele, la zucca, le castagne…

Vorrei fermarmi a comprare una fetta di cheese-cake alla zucca che mi chiama da una vetrina; ma non posso, il mio stomaco può elaborare poche cose e i dolci molto grassi e i latticini non rientrano tra queste.

Mi dico che tutto sta nel metterci entusiasmo. Che se lascio passare quest’attimo senza entusiasmo spreco il bene più prezioso e scarso di cui dispongo: il tempo.

Entusiasmo per tutto quello che ho: la mia cagnolina, il meraviglioso autunno che amo tanto (come amo l’estate e la primavera e l’inverno).

Vado al mercato a comprare i rifornimenti che mi servono e mi godo la faccia sorridente del negoziante che mi ammicca da dietro al bancone: con lui è sempre così, ci guardiamo ci sorridiamo e ci facciamo quasi un accenno di occhiolino.

Di solito la cosa mi imbarazza un po’, ma oggi mi chiedo: perché? Perché non godersi anche un momento leggero di simpatia così, senza farsi problemi?

Guardo i volti delle persone che affollano quel luogo come sempre pieno il sabato mattina: facce segnate, anzianotte, ben nutrite, alcune serene, altre più serie o accigliate: mi sembrano tutte bellissime, ciascuna interessante nella propria particolarità e nella storia che un po’ racconta e un po’ nasconde.

Entusiasmo: se non posso, al mio rientro, riscaldarmi con una tazza di cioccolata e un po’ di dolce della pasticceria, posso però farmi una tisana con un pezzetto di torta di mele fatta da me che ho a casa.

Evviva: il miglior modo per cambiare vita è dire evviva a tutte le possibilità che abbiamo.
Adesso.

 

Cogliere le opportunità.
Vivere con entusiasmo.

Da quanto non lo fai?
In realtà vogliamo cambiare vita perché non stiamo bene, ma stare bene non dipende mai dalla vita che facciamo.
Dipende più da cosa pensi e da come la vivi.

Ovviamente riempirti la testa di “mantra” con cui pensare che andrà tutto bene quando non è vero, non serve a niente. Così come è inutile cercare di “pensare positivo” in situazioni che vivi male.

I pensieri puoi cambiarli, puoi riempirti la mente di frasi e belle idee, ma alla lunga, come visto per i livelli precedenti, anche quel che pensi dipende da qualcosa di più profondo.

Così è facile trovare consigli che ti dicano cosa pensare, fare l’elenco delle cose ci cui essere grati, di quel che di bello abbiamo (utili, validi, per carità!) ma non durerà neanche questo approccio, perché devi fare i conti con le tue regole. Il prossimo livello.

 

 

Livello 5: cosa controlla la tua mente

Le emozioni positive le vivi di fronte a qualcosa che consideri favorevole. Quelle negative se vivi qualcosa che invece pensi sia un pericolo.

Chi lo stabilisce?

Le tue regole.
Le nostre regole hanno una funzione molto semplice: dirci cosa è buono e cosa è cattivo.

Tutto qui.

E questo avviene in continuazione: tu hai migliaia di regole che determinano quali scelte compi in ogni momento, perché indirizzano i tuoi pensieri, quindi cosa provi e infine cosa fai.

E lo fanno a livello inconscio (se vuoi approfondire leggiti anche la mia guida sull’inconscio).

Per cui non ti rendi neanche conto di quante regole hai in testa, di come le hai sviluppate, di cosa dicano e di come spesso entrino anche in conflitto tra di loro.

Però sono le regole che non vedi a determinare cosa pensi, cosa provi, cosa fai e che vita vivi. Se vuoi cambiare vita devi trasformare le tue regole.

Cosa significa amare, cos’è l’amore, sono tra le regole principali che non vediamo ma che determinano profondamente la nostra vita, spesso senza che ne abbiamo consapevolezza.

A questo punto tocca a Serena raccontarci come possiamo cambiare molte delle nostre regole.

 

Cambiare vita senza dover per forza prendere la luna

Di Serena Sironi.

Cambiare vita

Qualche tempo fa un ragazzo mi ha scritto dicendo che non riesce a trovare soddisfazione nella sua vita e il lavoro che fa in questo ha un peso importante.

Una volta gli piaceva, ma il motivo per cui ha cominciato non esiste più e ora lo sente vuoto, privo di senso.

Il lavoro che fa ora è ben distante da quello che farebbe potendo ripartire da capo, o almeno è quello che pensava.
Ma chi lo dice che si deva rinunciare ad un sogno?

Cos’è un sogno?
Per me è una meta che indica la strada da seguire.

Quella che mi fa muovere in modo che ogni mio passo abbia un senso e che forse domani si potrebbe realizzare.
E mentre cammino, quel sogno me lo sto già godendo, passo dopo passo.

Pensa se volessi arrivare sulla luna salendo una scala.

Pensi ci potresti mai arrivare in quel modo?
Probabilmente no, ma se pensassi che potrebbe succedere e ci provassi con entusiasmo ogni gradino che faresti ti farebbe salire un po’ più su, e poi più in alto.

E via un altro gradino!
E, luna sì o luna no, il tuo sogno si avvicina sempre di più.

E tu lo vedi e ti senti sempre più forte nella possibilità di riuscirci perché ormai lo stai già vivendo.
Intanto tu stai bene e questo ti aiuta a diventare una persona sempre migliore.

Questo ragazzo ha cominciato a percorrere la sua scala verso la luna.

Gradino dopo gradino, però, ha capito che quello che gli interessava non era proprio quel sogno che immaginava, ma qualcosa che quel sogno conteneva.

Quell’idea che poteva benissimo cambiare la sua vita, anche senza mettere piede sulla luna.
L’idea che mai avrebbe visto se non avesse cominciato a salire quella scala.

Ha cambiato lavoro?
No, ma sta arrivando vicino alla luna.

Cosa ha fatto in pratica?

Ha cominciato ad ascoltarsi, anziché irrigidirsi su quello che pensava sarebbe stato giusto fare e continuare a fare. E quando ha capito che ciò che desiderava davvero era la luna ha cominciato a salire quella scala.

Ha inseguito il suo sogno tenendolo dritto come un faro davanti a sé, fino a toccare la luna con un dito.

Il ragazzo della mail ha cominciato a chiedere, a informarsi, a trovare soluzioni, a provare.

Per gioco, senza la pretesa di prendere la luna.
Ci ha messo entusiasmo e voglia di migliorarsi e di migliorare la sua vita e quella degli altri.

Così ecco cosa devi fare!
Apri il tuo cuore e la tua mente, ascoltati, trova il tuo sogno e inseguilo.

Ci arriverai?
Io dico di sì, ma se anche non dovessi riuscirci ti renderai conto che forse non è nemmeno poi così importante arrivare sulla luna perché quello che ti fa stare bene lo hai già avuto e la tua vita è già cambiata fin dal primo istante che hai cominciato a credere nel tuo sogno.

 

Cosa ti dice se puoi inseguire un sogno, realizzarlo?
Le tue regole.

Puoi sforzarti di seguirne di nuove, cambiare quelle vecchie con altre più “efficaci”, ma come ormai ti sarà chiaro, non durerà neanche questa volta, perché alla base di tutto c’è il livello numero 6, ciò che governa, in realtà, anche le tue regole.

Se pur decidessi di cambiarle, alla fine, se fossero in contrasto con l’ultimo livello, dopo un po’ torneresti alle vecchie regole, alle vecchie abitudini e ai vecchi schemi.

Dobbiamo fare l’ultimo passo se davvero vuoi cambiare la tua vita e andare al cuore del meccanismo della tua esistenza.

 

 

Livello 6: il tuo tesoro

Il livello fondamentale è questo: cosa conta di più per te.

A questo livello profondo trovi la risposta a una domanda molto semplice: cosa mi renderà felice?

Qualunque sia la tua risposta, questa determina le tue regole e tutto il resto. Ecco come:

  • Le tue regole diranno cosa devi, e non devi, fare per conquistare e proteggere il tuo tesoro, la fonte della tua felicità.
  • In base a queste regole determini cosa è positivo e cosa è negativo, quindi cosa pensi di quel che vivi, degli altri, di te. Positivo è cosa protegge il tuo tesoro, negativo cosa lo minaccia.
  • Quello che pensi ti porta a provare emozioni positive (ogni volta che tutto va come deve andare) o emozioni negative (quando accade il contrario e le tue regole vengono infrante).
  • Ogni scelta, azione, comportamento, parola dipenderanno sempre dallo stato d’animo, dall’emozione del momento.
  • E la tua vita è il frutto di quello che fai.

Se cerchi di cambiare senza scendere fino a questo livello, non funzionerà.

Ma non basta: non tutto quello che puoi considerare fonte di felicità lo sarà veramente.

Infatti tu puoi anche convincerti che fuori ci sia il sole, ma se piove, ti bagnerai.

La realtà è oggettiva, esiste a dispetto dei tuoi gusti, di quel che gradisci, dei tuoi errori, delle tue azioni. La realtà è un dato di fatto con cui devi fare i conti.

Quasi tutti gli esperti che provano a lavorare a questo livello ti spingeranno a scegliere qualcosa da considerare più importante di tutto, un nuovo tesoro, e armonizzare regole, pensieri, emozioni e scelte in base a questo.

In teoria l’idea sarebbe corretta se la risposta che tu darai (“Cosa mi renderà felice?”) sarà quella giusta.

Altrimenti ti ritroverai a cambiare tutto e non aver risolto assolutamente nulla.

Infatti sarai felice, cambierai vita e troverai una serenità profonda che niente e nessuno potrà mai toglierti, anche di fronte a problemi e difficoltà, solo se costruisci tutta la tua vita su una base solida.

Se quel che conta per te non è realmente in grado di renderti felice, non lo sarai mai davvero. E il cambiamento che raggiungi oggi, sarà inutile e insoddisfacente domani.

Se vuoi cambiare la tua vita devi capire non solo che tutto dipende da quel che per te conta di più, ma che questo tesoro deve essere davvero capace di darti forza, sicurezza, visione, direzione e senso.

Questi sono i 5 bisogni fondamentali che dobbiamo soddisfare per vivere una vita positiva e piena. E se li soddisfi tutti, non c’è niente che potrà fermarti.

E se vuoi scoprire il tesoro che ha cambiato la mia vita e cambierebbe anche la tua, leggi il senso profondo di qualsiasi percorso di crescita personale.

Quest’ultimo link penso sia il più importante da leggere.

E se vuoi ho creato un percorso ordinato che in meno di due mesi di aiuterà a fare questo cambiamento. Si chiama “La Strada da prendere“.

 

Ora sai come cambiare vita.
Non fuori, ma da dentro.

E quando tu inizi a diventare felice, questo ti darà la forza di cambiare anche ciò che ti circonda.

E forse, a quel punto, non ti servirà neanche, o lo farai ma in modo molto diverso da quanto penseresti adesso.

Ripassa i 6 livelli, leggi le guide con cui ti ho offerto degli approfondimenti e ricorda: cambiare vita è un processo, non un traguardo.

Buon viaggio!


P.S.
Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito. In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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