Come sentirsi a casa: una cosa è tua quando ti doni

Scritto da: Serena Sironi

Stamattina, qui al rifugio, stavo facendo la mia solita passeggiata, la mia dose di gratitudine quotidiana per iniziare la giornata con il piede giusto.

Mentre camminavo e mi sentivo magnificamente, pensavo che qui mi sento proprio a casa.

Ti è mai capitata questa sensazione?
Quella di sentirsi a casa?

E, al contrario, ti è mai capitata la sensazione di non sentirti a casa in un certo luogo?

Un luogo dove ti senti costretto, o costretta, a stare, dove provi una certa insofferenza. Un luogo dal quale, in definitiva, scappi.

Qualunque altro posto va bene, purché non sia lì.

Ma basta poco, molto poco, per farti capire che neanche quello è il posto giusto.

E, ancora una volta, prendi e riparti per un’altra meta, sempre con lo stesso risultato.

 

Casa tua è davvero casa tua?

Sentirsi a casa

Beh, io facevo così a casa mia.

Ogni pretesto era buono per uscire e per distrarmi. E quando dovevo rientrare arrivava quel senso di disagio che trasformava ogni pretesto in un ottimo pretesto per non tornare.

Era buono quello di stare fuori per un aperitivo o un invito cena. Arrivavo ad auto-invitarmi perfino.

Un po’ forzata come cosa, giusto? Eppure lo facevo.

Stare fuori una notte, o, ancora meglio, giorni!

Scuse, scuse e ancora scuse!

Inventavo qualunque cosa, mentendo anche a me stessa, pur di avere un’apparente buon motivo per non rientrare.

Capisci quanto è possibile non sentirsi a casa in un luogo?

E di sottofondo il senso di colpa, che diceva che in tutto questo c’era qualcosa di profondamente sbagliato.

Ma casa mia era davvero “mia”?

Vediamo: se ti chiedo cosa significa che una cosa è “tua”, cosa mi rispondi?

Suppongo che mi risponderai che lo è quando ti appartiene, quando la possiedi.
Ok, ma non mi hai detto abbastanza.

Mi dirai che devi averla comprata, che qualcuno te l’ha regalata, o che ti spetta di diritto per qualche motivo.

Bene, ma ancora la tua risposta non mi soddisfa.

Come ti dicevo io sono sempre scappata dalla casa in cui sono nata, che mi spetta di diritto perché i miei genitori l’hanno donata a me. La casa che ho ristrutturato con i miei soldi e che mi risulta intestata.

La mia casa a tutti gli effetti, ma sono sempre scappata finché…

Finché ho deciso di dare una mano ai miei familiari ad occuparsene. Questioni di gestione generale, ma soprattutto la manutenzione della vegetazione circostante che, dove vivo, rischia di fagocitare ogni cosa.

Non che mi fossi mai tirata indietro, ma vivevo la cosa piuttosto male. La vivevo come un obbligo, un dovere e, mentre ero lì, la mia mente andava lontano da quel luogo che non sentivo mio.

Decidere davvero significava assumersi ogni responsabilità della mia decisione.

Da allora ho cominciato a dare il massimo, mettendo il massimo impegno, la massima cura e attenzione.

Significava mettere tutto il meglio di me stessa in quel momento perché il mio contributo fosse davvero tale, dando un senso al mio tempo, lì e in quel momento.

Ed ecco che un giorno, non molto tempo fa, mentre sistemavo una catasta di legna, mi sono sentita invadere da una sensazione di profonda gratitudine.

La stessa meravigliosa sensazione che ho provato stamattina nella mia passeggiata. Una gioia immensa che mi diceva che ero nel posto perfetto, al momento perfetto.

 

Come sentirsi a casa dando ciò che siamo

Come sentirsi a casa

Sentivo che quella, ora, era davvero casa mia.

Dialogavo con quel posto!
Io davo e lui rispondeva restituendomi amore. Eravamo diventati una cosa sola.

Qualcosa è tuo quando lo vivi, quando ne conosci ogni piccolo particolare per averlo vissuto.

Quando lo hai osservato, modificato, lavorato.
Quando hai dato un contributo autentico. Sincero e profondamente vero.

È tuo perché ami, mettendo qualcosa di te.

Quando ti riconosci in quella cosa.

Tuo, non è quando prendi, ma quando dai.

Quando una cosa è tua davvero, non ti attacchi al lei, perché sai che puoi fare tua qualunque altra cosa.

A che ti servirebbe tenerti quella?

E puoi pure lasciarla andare, in qualunque momento e senza soffrire la separazione.

Puoi sempre dare, ma non sempre puoi prendere. Dare è infinito, ma per prendere c’è un tempo. Quando hai preso, hai preso. E basta.

Puoi dare a tutti, dare a tutto. Ma prendere? Quello no. Alcune cose non le avrai mai.

Dare dipende solo da te.

Ecco perché puoi farlo sempre e comunque!

Casa mia è diventata casa MIA quando ho cominciato a prendermene cura, a lavorarci e a viverla. A godermi ogni cosa che poteva offrirmi, con rispetto e gratitudine.

Quando una cosa è tua lo è perché tu dai a lei.
Perché la Ami!

Ciò che prendi da lei è “soltanto” il riflesso del tuo stesso amore che lei ti restituisce.

Non è tua perché possiedi lei, ma è tua perché ci hai messo un pezzetto di te stesso, o te stessa, ci hai messo l’anima.

 

È da tempo ormai che ogni mattina faccio la mia passeggiata qui al rifugio, da tempo che ho deciso di amare questo posto contemplandone la bellezza e contribuendo a mantenerlo in ordine, mentre lo vivo sfruttando, con estremo rispetto, anche ciò che mi dona.

È da tempo che ho fatto di questo luogo un luogo speciale per isolarmi, riflettere e, sì, anche pregare.

È da tempo che ho fatto di questo luogo il luogo dove mi sento casa.

È il MIO ambiente, il MIO rifugio, la MIA montagna 🙂

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