Come smettere di soffrire inutilmente (e farlo subito)

Una delle prime cose che insegniamo nella Scuola, è come imparare a fermare subito i pensieri negativi per evitare che si ingigantiscano e prendano il sopravvento togliendo lucidità.

Parlo naturalmente di quei pensieri sterili (che non portano a riflessioni costruttive o soluzioni) ma fine a se stessi e altamente nocivi per la mente.

Fermare i pensieri naturalmente non basta, ma è un primo fondamentale e indispensabile passo per poter “pulire” la mente e metterla nelle migliori condizioni per ragionare bene e trovare soluzioni.

Giacomo chiama “rete di protezione” l’utilissimo strumento “spezza-pensieri” che permette, nel giro di pochissimi secondi, di riacquistare lucidità e serenità.

Voglio oggi condividere con te la mia esperienza personale in merito, risalente ormai a molti anni fa.

Ti aiuterà a capire come smettere di soffrire inutilmente (e riuscirci subito).

 

Come smettere di soffrire: il segreto è la mente

Come smettere di soffrire

Mi tornano in mente in particolare due episodi

Avevo circa sedici anni e avevo vissuto la mia prima grande delusione d’amore 😀

La mente tornava continuamente lì, con sofferenza, incredulità, rabbia, gelosia: avevo scoperto che il ragazzo con cui stavo per iniziare una relazione mi aveva nascosto di essere già fidanzato (un classico 😀 ).

Cosa fare quando si sta male per amore?

In quell’occasione mi era venuta in soccorso mia madre, che mi aveva aiutato niente di meno che a mettere in pratica una “rete di protezione” che mi aveva letteralmente salvata dalla disperazione.

Mi preparava tantissimi cartoncini ritagliati che da un lato riportavano una parola in italiano e la sua traduzione in giapponese, scritta in alfabeto, mentre dall’altro lato c’era l’ideogramma corrispondente.

Ogni giorno trascrivevo con cura gli ideogrammi e ne imparavo il significato in italiano e la lettura.

Ogni giorno imparavo almeno una ventina di nuovi vocaboli e la sera mia madre mi faceva l’ “esame” 😀

Cavolo, se ci penso, devo moltissimo della mia conoscenza della lingua giapponese scritta a quel periodo così impegnativo! 

Ricordo ancora come, con grande sorpresa, le mie emozioni negative e i miei pensieri quasi ossessivi si allentavano momento dopo momento.

Ogni giorno che passava, mi appassionavo sempre di più allo studio della lingua giapponese e non vedevo l’ora di imparare nuovi vocaboli e conoscere sempre di più il paese e la cultura di mia madre.

Dopo pochissimo tempo neanche più riuscivo a ricordare e capire come potessi essere stata così male per un ragazzo 😀

Leggi anche: perché si soffre per amore?

 

Qualche anno dopo, mia madre stava morendo in ospedale per una grave malattia.

Dato che mi stavo preparando proprio in quel periodo agli esami di maturità, mio padre mi permetteva di andare a trovarla solo una volta al giorno, nel pomeriggio.

La mattina lui andava da solo e io dovevo studiare.

Sapevo che erano i suoi ultimi giorni e, ogni giorno, mi chiedevo se quel giorno l’avrei potuta rivedere, riabbracciarla, parlarle un’ultima volta.

Lei era davvero tutto per me.

Eppure, mattina dopo mattina, mi concentravo per ore nello studio del libro di fisica (una materia che, tra l’altro avevo sempre odiato e mi era sembrata del tutto incomprensibile fino ad allora!) 

Studiavo con una concentrazione tale che in poco tempo avevo iniziato a trovare interessanti gli argomenti!

Ricordo anche la grande sorpresa di mia zia e di mia nonna che non riuscivano a capacitarsi di come riuscissi a concentrarmi così bene nonostante la situazione.

In quei momenti, ricordo di aver pensato, con grande fermezza: “Se in questo momento io non posso andare da lei, è inutile che ci pensi e stia male

L’unica cosa utile, per me e per tutti, che io possa fare in questo momento è studiare”.

E, immediatamente portavo la mia concentrazione su quei concetti per me molto impegnativi da comprendere bene.

Chiudevo, in altre parole, la mia mente in compartimenti stagni impenetrabili.

Se vuoi capire come creare la tua rete di protezione, guarda questo video.

 

La sofferenza non arriva dall’esterno, ma dai tuoi pensieri

Come smettere di soffrire per amore

Ultimamente, mi é capitato più volte di collegare questi due ma anche tanti altri episodi agli li strumenti “spezza-pensieri” che offriamo all’interno della Scuola.

Mi sono chiesta che cosa avessi fatto con esattezza, da ragazzina, quando avevo inconsapevolmente applicato degli strumenti capaci di fermare l’inutile rimuginio.

Indubbiamente, in entrambi i casi, avevo scelto di chiudere immediatamente fuori dalla mia mente dei pensieri legati a qualcosa che non era sotto il mio controllo.

Per tutta l’estate avevo sognato e fantasticato su quel ragazzo, nel primo caso.

Per la prima volta avevo incontrato un ragazzo che mi dava attenzioni, mostrava di tenerci davvero a me, sembrava veramente sincero (e sicuramente, in quei momenti, lo era :D).

La verità, che fosse in realtà impegnato, era di conseguenza per me dolorosissima. 

Ma potevo cambiarla

Una sola lacrima che versavo avrebbe cambiato la situazione?

Avevo scelto di lasciare la presa su ciò che non potevo controllare.

Quando mia madre era in ospedale, lo stesso. 

Ma non basta distogliere la mente da ciò che non controlli. Perché tornerebbe immediatamente lì e sarebbe una lotta continua.

Mi ero immediatamente aperta alle opportunità.

Per cominciare, ogni pomeriggio che passavo con mia madre, lo trascorrevo come se fosse l’ultimo (perché, di fatto, poteva esserlo, e, un giorno, lo é stato davvero). 

Ognuno di quei pomeriggi, nonostante la sua malattia e la sua sofferenza fisica, l’ambiente trascurato e sporco dell’ospedale, era meraviglioso e perfetto per me.

Esistevamo solo noi due.

Non solo parlavamo ma sognavamo insieme anche su tutto quello che avrebbe fatto, e avremmo fatto insieme una volta guarita.

A differenza sua, io sapevo che non sarebbe mai accaduto, che non sarebbe mai guarita, ma parlarne insieme ce lo rendeva comunque meravigliosamente reale.

Tuttora per me é come se quelle cose le avessimo vissute davvero 🙂

Questo mi permetteva, ogni mattina, di dedicarmi nonostante tutto a ciò che in quel momento era nella mia vita. 

Cose che dovevo fare, certo. 

Ma in un certo senso, che avevo l’opportunità di fare, qualcosa su cui avevo la fortuna di potermi concentrare.

E considera che in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione, c’è sempre qualcosa che puoi fare:

  • Svolgere con attenzione e cura il tuo lavoro.
  • Occuparti con amore dell’ambiente in cui vivi, riordinandolo o pulendone degli angoli.
  • Offrire il tuo aiuto, ascolto o sostegno a qualcuno che ne ha bisogno.
  • Concentrarti nell’imparare qualcosa di utile e di nuovo.
  • Dialogare in modo costruttivo con te stesso (altra cosa che ho sempre fatto con ottimi risultati e di cui un giorno ti parlerò 😉 )

Qualcosa che puoi fare e puoi scegliere di svolgere come se non esistesse nient’altro al mondo, con la tua mente concentrata al 100%.

Lasciare la presa. 

Aprirti alle opportunità. 

Mettere amore e cura in ciò che fai.

Sono tutte Leggi della Felicità 🙂

E sai quel é la cosa meravigliosa?

Che dipende soltanto da te metterle in pratica, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione 🙂


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Chi ha scritto questa pagina:

Megumi Campanella

Nata a Messina nel 1977 da papà italiano e mamma giapponese, mi sono interessata fin da ragazzina alla crescita personale, leggendo e riflettendo molto. Eppure continuava a mancarmi qualcosa. Quel “qualcosa” che soltanto all’inizio del 2018, dopo aver conosciuto la Scuola di Indipendenza Emotiva ho pienamente trovato. Una strada che richiede determinazione, coraggio, entusiasmo, umiltà, curiosità, voglia di mettersi in discussione, un percorso a tratti accidentato, difficile, ma entusiasmante. Per quanto difficile però, se una strada c’è, la si può percorrere. E il cammino credo sia la parte più bella del viaggio.

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