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Diario emotivo: capire le tue emozioni per diventare felice 

Indipendenza Emotiva

Oggi ti parlo del diario emotivo, probabilmente l’esercizio che uso di più e da più tempo per aiutare le persone a liberarsi della propria sofferenza e delle emozioni negative in generale.

Tra l’altro è proprio così che io ho iniziato a capire le mie emozioni e fare il percorso che mi ha portato fino a qui. E continuo anche oggi a usarlo.

Questa è anche la fase 4 del mio programma gratuito per diventare più forte di ogni problema (alla fine di questa pagina riepiloghiamo tutto).

Per prima cosa ti mostro subito un video che ti permette di capire chiaramente come scriverlo. E vedrai anche un esempio reale di come usarlo concretamente.

Questo video è tratto da uno dei laboratori gratuiti riservati agli studenti della mia Scuola. Se vuoi sapere come funziona e quanto costa la mia Scuola, leggi questa pagina ⇒

Come hai visto l’esempio si basa su un diario emotivo reale.

Per prima cosa devi imparare a usarlo bene, altrimenti diventa un semplice diario, un esercizio di scrittura che non ci serve per capire davvero per quale motivo provi le emozioni che senti.

Come visto nella prima parte del video, sono 3 gli elementi che ti servono:

  1. Emozione: cosa provi?
  2. Situazione: cosa stai facendo mentre provi questa emozione?
  3. Pensieri: cosa stai pensando in questa situazione, mentre provi quell’emozione?

Come ho suggerito nel video, cerca di separare anche visivamente questi elementi, magari scrivendoli su tre righe diverse per non fare l’errore di collegare situazione ed emozione.

Come dico sempre, l’emozione non dipende da cosa ti accade, ma da come lo vivi.

Tra l’altro l’immagine nel video in cui spiego come scrivere il diario è un modello del processo con cui creiamo l’emozione negativa.

Nel secondo Passo del corso, inoltre, offro 6 suggerimenti pratici per rendere efficace il diario e trasformarlo in uno strumento con cui capire sempre più in profondità chi sei e cosa provi.

Se ti limitassi solo a scrivere emozioni, situazioni e pensieri, sarebbe poco utile.

 

 

Diario emotivo: come non perdere il tuo tempo inutilmente

Diario Emotivo

Nel video integrale del secondo Passo spiego questi suggerimenti in modo dettagliato, qui ti do i punti base.

CONSIGLIO NUMERO 1: non legare mai emozione e situazione.

Non scrivere (e non pensare mai più!) “Mi sono arrabbiato perché mia mamma ha detto quella frase” oppure “Il suo comportamento mi ha delusa”.

Ricorda che l’emozione non dipende da quello che accade. Se li leghi, continui a vedere la realtà in modo distorto.

 

CONSIGLIO NUMERO 2: niente poemi.

Non scrivere diari enormi pieni di sensazioni, riflessioni, conseguenze, congetture e descrizioni dettagliate di quello che succede e di cose avvenute prima.

Se vuoi tenere un diario personale va benissimo, ma non è un diario emotivo e con le emozioni serve a poco.

Anzi, spesso crea confusione a chi lo scrive e questo si traduce in più emozioni negative. Attenzione quindi.

Tu scrivi in modo chiaro ma sintetico. L’esempio che trovi nel video è perfetto, ascoltalo con attenzione.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: Che problema c’è?

Questa è forse una delle domande più importanti per la tua vita. Una volta che hai scritto il diario, osservando il pensiero, inizia a chiederti che problema c’è.

Non nel senso: “Non c’è problema, ma di che ti preoccupi!”. Sarebbe sciocco come approccio. Il problema, se vivi un’emozione negativa, c’è. Altrimenti non proveresti quell’emozione.

Quando scrivi un diario emotivo, nel definire cosa pensi, devi chiederti sempre che problema c’è se le cose stanno come tu le stai pensando.

Pensi: “Nessuno mi ama“. Benissimo, che problema c’è se nessuno ti ama?

Credi che un amico non ti abbia rispettato? Benissimo, che problema c’è se non ti ha rispettato?

Sembra banale, ma ti assicuro che è indispensabile capire esattamente che problema c’è se le cose sono come tu credi che siano.

Non dare risposte ovvie, non fare mai l’errore di pensare che sia naturale provare certe emozioni in certe situazioni.

Tu cerca invece di capire quale problema tu, esattamente, vedi in quel che stai vivendo.

E ogni volta che rispondi a questa domanda, puoi rifarla nuovamente, come se scavassi con una pala sempre più in profondità.

Dietro il pensiero che hai scritto, ci sono regole, convinzioni, modi di vedere e sentire il mondo, la vita, gli altri, noi stessi.

Lo scopo del diario non è gettare fuori l’emozione per sentirti meglio, il suo obiettivo reale è comprendere in profondità la tua visione della vita.

Altrimenti non ti servirà a nulla.

 

CONSIGLIO NUMERO 4: cerca di cogliere sempre il primo pensiero.

Cosa stai pensando

Una volta che provi un’emozione, poi questa porta altri pensieri, altre emozioni, in una catena che può diventare estremamente aggrovigliata.

Quando scrivi il diario devi individuare il primo pensiero, la prima cosa che ti è venuta in mente in quella situazione, sentendo quell’emozione.

Quello che pensi dopo, anche 30 secondi dopo, ci interessa di meno. Prendi in considerazione il primo pensiero e poniti su quel pensiero la domanda: che problema c’è?

 

CONSIGLIO NUMERO 5: altra domanda: cosa significa per te quello che sta accadendo o è accaduto, o potrà accadere?

Ovvero: che conseguenze (positive o negative) ti aspetti che abbia sulla tua vita e sul tuo benessere?

L’emozione che tu provi, come detto, non dipende mai da quello che ti accade ma da come lo vivi.

Capire cosa ti aspetti che succeda a te, per via di quello che stai vivendo, è una chiave fondamentale per comprendere il senso che dai alle situazioni.

Provi emozioni negative se ti aspetti qualcosa di negativo. Cosa ti aspetti? Cosa significa quello che stai vivendo?

 

CONSIGLIO NUMERO 6: scrivi sempre.

Scrivere ti aiuta a definire meglio i tuoi pensieri, a vedere con più chiarezza quello che hai dentro e che magari è confuso.

Scrivere ti permette di approfondire meglio, con le domande che ti ho suggerito, i tuoi pensieri e la tua visione del mondo.

Scrivere lascia una traccia: puoi leggere i tuoi diari a distanza di tempo e rifletterci a mente ancora più lucida, o comprendere il percorso emotivo che stai facendo.

Puoi condividerli con me se segui la Scuola o puoi riportarli nei commenti qui sotto per avere un consiglio o un suggerimento immediato.

 

Cercare sempre una soluzione ai problemi che individui è una chiave fondamentale.

Per questo chiedo sempre “che problema c’è?“, perché prima di trovare una soluzione, devo capire con esattezza a cosa devo cercarla.

E spesso, molto spesso, non capiamo davvero quale sia il problema, e cerchiamo così soluzioni che non funzioneranno.

Inizia a scriverlo, fallo per tutte le tue emozioni: positive e negative. Inizialmente è importante che tu prenda confidenza con i tuoi pensieri e le tue regole.

Ultimo consiglio: non censurare nulla.
Non giudicare pensieri, emozioni, regole che scoprirai scavando nei tuoi pensieri.

Cerca solo di capire.
Se giudichi sbagliata un’emozione o un pensiero, non per questo scompaiono. Anzi.

Se li censuri non li vedi più, ma quei pensieri continuano a stare nella tua mente e controllarti, soprattutto se li nascondi perché non ti piacciono.

Niente giudizi, capire, capire, capire.
E poi scegliere come cambiare e cosa fare.

Per farlo dobbiamo andare alla fase 5 del mio programma gratuito. E lo faremo tra qualche ora…

fase 1

Sto male: cosa fare subito e come eliminare la sofferenza

fase 2

???

fase 3

???

fase 4

Diario emotivo: capire le tue emozioni per diventare felice

fase 5

???

test finale

???

P.S.
Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito. In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

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Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

Giacomo Papasidero

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Emanuele
Iscritto
Emanuele
3 mesi fa

Ciao Giacomo, oggi pensavo a questa domanda: se il mio principio è ostacolo al mio obiettivo, io proverò inevitabilmente delle emozioni negative, per smettere di provare emozioni negative, io devo decidere, se seguire la scelta che la mia dignità mi consiglia, oppure metterla da parte e seguire ciò che io voglio il mio obiettivo. finché resterò nel mezzo continuerò a provare emozioni negative… devo schierarmi da un lato, secondo la cosa che conta di più per me.

Sandra
Ospite
Sandra
4 mesi fa

Ciao Giacomo . Mi chiamo Sandra e mi ha sempre incuriosito la mente delle persone e perché agiamo in un certo modo . Ho letto diversi libri ma non sono mai riuscita a migliorare nelle mie lacune che mi portò dietro da sempre . Ad aprile percaso leggo alcuni capitoli su internet del tuo libro e devo dire che a piccolissimi passi ma sto riusciendo a cambiare ed essere più serena . Io vivo una situazione da 8 anni con il mio compagno che ha una figlia che ha 13 anni e mio figlio ne ha 15 anni . Stiamo bene io e lui assieme ma abbiamo avuto sempre conflitti per i nostri figli , sopratutto sull’ educazione della figlia . Perché io ci tengo alle buone maniere mentre il mio compagno a sempre assecondato la bambina perché si sente in colpa per il divorzio con la mamma ( tipica situazione dei divorziati ) . Quello che non mi aiuta e che non so litigare senza aggredire e urlare e questo faccio fatica a cambiarlo ma vorrei tanto riuscirci.

Sandra
Ospite
Sandra
4 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Per me sarebbe una grande soddisfazione , perché sentirmi dire che bisogno c’è di urlare mi fa stare male . Sono istintiva non penso non riesco ad applicare nessun metodo per imparare in quel momento , mi sento ferita quando sento cose ingiuste e quando lui nega evidenza delle cose . Non riesco a controllarmi e alzo la voce . L’unico modo è non parlare ma ho bisogno di sfogare di dire quello che penso . Forse avendo avuto mia mamma che era così con mio papà sono anche io come lei . Mi sento sempre come se so di avere ragione ma alla fine passo dal torto per come mi pongo .

Sandra
Ospite
Sandra
4 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie. Solo da quando seguo te sono riuscita a trovare serenità e mi rendo conto che si riesce ad essere più in pace con se stessi, anche se non sempre è facile , dovuto a costruzioni mentali difficili da cambiare . Ma da quando vivo le situazioni consapevole che quello che vivo non è la realtà ma come le vedo io , le affronto meglio . Grazie infinite .

Mauro Visentin
Studente
Mauro Visentin
4 mesi fa

Diario situazione un ora fa ero seduto in poltrona emozione rabbia pensiero divevo uscire x andare a correre

Mauro Visentin
Studente
Mauro Visentin
4 mesi fa

Si giacomo e molto importante il diario io ho scritto diversi commenti ma il diario l ho trascurato cercherò di applicarmi di piu

PAOLA
Iscritto
PAOLA
5 mesi fa

ciao Giacomo, ho fatto il diario emotivo sulla situazione che si è creata ieri.
Situazione: tornando a casa dal medico mi accorgo che mi ha sbagliato una ricetta
Emozione: fastidio
Pensiero:o dovrò tornarci e perdere altro tempo o mio marito dovrà smezzare il farmaco per ridurre la dose

Situazione: rientro a casa e faccio presente il disguido: disappunto e arrabbiatura di mio marito, per la disattenzione, nei confronti miei e del medico
Emozione: sorpresa dalla reazione di rabbia, tralaltro palesemente contro la mia disattenzione
Pensiero: non accetta nessun imprevisto mi sembra eccessivo arrabbiarsi così, non è in pace con se stesso

Situazione: dopo un eccesso di rabbia nei miei confronti mio marito non vuole vedermi, non vuole che gli parlo, non ha niente da spiegare
Emozione: dispiacere stristezza
Pensiero: spesso non riesce accettare i piccoli problemi della vita e questo ancora incide sul mio umore soprattutto se la cosa involontariamente l’ho generata io.

PAOLA
Iscritto
PAOLA
5 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie Giacomo per la tua risposta.
Lego la mia felicità al suo umore, questa è una delle regole che devo cercare di cambiare, è una visione distorta dell’amare.
Associo la mia felicità a quello che fa lui, perché lo scopo della mia vita era renderlo felice, tu hai capito che rendere felice un altro è impossibile, io l’avevo come obiettivo e scopo di vita pensa….per me era una regola quindi finché non riesco a cambiare questa regola sento di non aver raggiunto lo scopo.
Potrei vivere meglio le sue reazioni/emozioni se pensassi che sono solo sue e che non dipendono da una mia incapacità. Finora le sue reazioni più che sorprendermi mi deludono, perché in conflitto con la mia regola.
Devo ammettere che ho la convinzione che essere pacati, alterarsi raramente ed essere flessibili sia un segno di superiorità intellettiva. Quindi mentre io non capisco perché arrabbiarsi e aggredire verbalmente per cose così banali e risolvibili, devo fare i conti con le convinzioni di mio marito che si altera soprattutto perché si sente circondato da gente distratta, insensibile e quindi poco intelligente.

PAOLA
Iscritto
PAOLA
5 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

?, ne parliamo, succede spesso quando passa Vittorio Sgarbi in televisione, per me è da rinchiudere, lì mi dà ragione però mi fa anche notare che vive nonostante il suo carattere. Va bè…
(Detto tra me e te c’è modo e modo di vivere, per esempio accettare gli altri senza pensare che siano tutti delle capre)

Alexsia
Studente
Alexsia
6 mesi fa

L’incertezza di condividere questa esperienza è stata forte, la mia profonda riflessione, con i fatti alla mano sono un tassello in più per voltare pagina. Un buon punto di partenza per acquisire strategie importanti, che grazie alla scuola di questo percorso, so di poterci contare. So di aver sradicato una mia paura si affacciava profonda… ogni volta in opposizione a mio figlio, di riccato emotivo. Con Loren, spero l’ultima… due settimane fa in una controversia, un attacco di rabbia una condizione che imprecando come al solito per le pretese. il suo stato emotivo…di prevaricare il mio… credo di essermi ripresa il ruolo genitoriale…

Credo, quello che paradossalmente succede spesso nella nostra quotidianità, che possono sembrare semplici banalità, ma che incidono nella sfera emozionale.

A volte il nostro presente è doloroso, minaccioso, non è il semplice paradosso delle proprie azioni, richiede forza di andare a fondo al problema, con la speranza di superare i propri limiti, imparare a conoscersi è anche per dare un’opportunità all’altro a divenire forte e integro.

Certi atteggiamenti di reazioni negative non fanno altro che rafforzare quelle idee contrapposte di pensieri di pregiudizi che non combaciano con la realtà, ognuno con le proprie visioni, di privacy, dei propri ideali di desideri individuali, sono quelle stesse verità, che creano insicurezza, giudizi, etichette, che fluttuano in attesa di risposte…

Un’ adolescenza normale in risposta ai suoi limiti e in risposta ai no! Questo che alimenta l’Amore la forza che ci fa dire Si! Si!
e No! No!
La scelta del Si! perché si Ama profondamente… sempre pronti e disponibili a tutto! Si! A noi stessi o qualcuno, in un presente fatto di “libertà”, di pazienza, e priorità… nel vivere bene.
No! Nel rispetto di se stessi. Per il bene dell’altro, nel rispetto delle regole della libertà… di scelte o azioni di errori e responsabilità di non assecondare…

La mancanza di fare chiarezza in quelle aspettative o di qualcosa, portano insicurezza, porta confusione, paura, una visione distorta ciò alimenta la sfiducia, con paure che portano a mettere un muro di inimicizia, si innescano quelle controversie con una mancata visione della realtà, di rifiuto alla disponibilità è emerge l’ostilità rafforza le pretese portano alla sofferenza e alla “dipendenza”

Dare il proprio contributo con coscienza, nel rispetto delle regole nel dover esprimere pensieri costruttivi che possano stimolare fiducia, serenità, vicinanza, comprensione e solidarietà. Amare incondizionatamente con la speranza che anche
comunicare indirettamente cioè con la
capacità di interagire con gesti, azioni, parole porta implicitamente ad una apertura di scambio di connessione… seppur diversi, ma sempre utili fare da specchio dall’essere puri, sinceri… propositivi.

Sostenere l’altro, ad essere pronti, innanzitutto aiuteremo noi stessi a rivestire il ruolo determinante ad occupare uno spazio vitale, tanto più per la nosta integrità di apparire quello che siamo.

Ma che cos’è che ci limita ed essere allineati per usare le stesse note, accogliere il vero significato alle cose.
Un legame profondo che genera una vera sintonia di Amore, armonia, gioia entusiasmo, è difficile da ignorare, o dimenticare, va giù in profondità, non andrà più via, diventerà indelebile! È L’Amore!…

Qualche settimana fa ho risposto a qualcuno della scuola quanto fosse importante vivere il presente, anche le
esperienze vissute, belle o brutte sono una grande occasione per esprimere le proprie verità non di certo di sottomissione o rassegnazione, ma lasciando cadere gli errori le pretese e con umiltà, di accogliere il buono… scegliendo il bene ciò che si ritiene giusto. Capire cos’è meglio prevenire e rimandare oppure capire se agirare lasciare la pretesa per stare bene si tratta di non essere rigidi ma flessibile con se stessi e con gli altri. Agire liberamente senza imposizione.

Quando non c’è fiducia, la mente cerca qualsiasi appiglio, può far scaturire un conflitto! Puo diventare una sfida! ingiustizia, Rabbia, paura…

In una situazione “cringe”
il mio “pensiero negativo” per la sua azione reazione alla “pretesa” senza condizioni.

Sono felice di questa consapevolezza, non solo di aver preso atto di situazioni, con una grande opportunità di mettere ordine… per sfatare i pregiudizi, è allargare gli orizzonti.

L’occasione per riversare fiducia, Amore! Quello vero! Forse in quel frangente… mai creduto? O mai capito?

Senza connessione non si può essere interconnessi… e…con giusto equilibrio! Come dice Giacomo! Poiché una pretesa è sempre legata alla sofferenza, allora questi “finti” desideri sono bombe emotive a orologeria.

Amare non é assecondare…
La Speranza che possa imparare dall’errore…nel divenire è farne un’esperienza significativa.

Quello che ho ripetuto per dare una sterzata ai pensieri negativi per condividere per trarne beneficio, di umanità di responsabilità di Amore o perdono.
non per me per lui per sé stesso per il ruolo che riveste di figlio! Essere felice!

Ovvio la sua felicità mi sta a cuore, questo è sempre stato il mio obiettivo fin dalla nascita, felice in un presente che ci facesse vivere quello che c’è, di gioire delle cose semplici, di qualità.. di provare gratitudine che genera ricchezza al cuore, di credere con forza, andare avanti con “fiducia” è comprendere quanto fosse potente il nostro… “Amore ”

Un comportamento che con forza arriva la sua rabbia…
una situazione di imbarazzo
Il mio pensiero: negativo di stanchezza: sono reazioni esagerate le sue paure…le pretese
Il mio pensiero è negativo: prima o poi succedera? perderà il senno della ragione senza autocontrollo… senza lucidità.

Il mio atteggiamento è esattamente quella opposta esteriomente, è quella di reagire con sicurezza di mantenere razionalmente una sicurezza interiore e esteriore con autodeterminazione, ma è su condizioni una realtà contrapposta alle pretese ai giudizi di un comportamento irrazionale paradossale alla realtà.

Essere emotivamente indipendente di sentirsi separatamente forti e integri. Con Amore … Indipendentemente da quello che succede.

Una visione completamente nuova, anche di sentirsi contraposti, ma adeguati. Stare nel giusto, su regole, agire per …l’altro, dare fiducia Amare e perdonare… incondizionatamente senza calcoli, proiettata per fare chiarezza, per ritrovare chi è perduto è gioire (inter nos)
con gratitudine… dei doni dei Tesori… che Dio ci ha dato… Grazie di ❤

Emanuele
Iscritto
Emanuele
6 mesi fa

EMOZIONE:RABBIA
SITUAZIONE:SONO A CASA HO SONNO..
PENSIERO: NON RIESCO A DEDICARMI COME VORREI ALLE ATTIVITÀ CHE MI SERVONO PER RAGGIUNGERE I MIEI OBBIETTIVI…
CHE PROBLEMA C’È: COSÌ NON DIVENTERÒ MAI UNA PERSONA MIGLIORE. COSÌ NON IMPEGNERÒ MAI IL MIO TEMPO IN MODO VALIDO.
SOLUZIONE COSA POSSO FARE: VIVIRE IL MIO PROGRESSO IN MODO INTELIGENTE E CALMO…
COSA SIGNIFICA QUELLO CHE STAI VIVENDO: È UNA SVOLTA PER CAMBIARE APPROCCIO NELAL MIA COSTRUZIONE DELLA CASA SULL’ALBERO

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa

Emozione: nn so definirla. Di solito nn so dare il nome esatto della sensazione. Sento che sto male. Potrei definirla delusione.

Situazione: leggo la bozza di un testo di una sua nuova canzone. Parla di superare un’ assenza. Parla di quel che nn si può. Di nuovo rinunce rassegnazione.
Pensiero: scrive e quindi immortala quello che dovrebbe invece superare e archiviare.

Pretesa: che la cancelli che la archivi e nn che la immortali nel testo di una canzone.
Non posso nn avere questa pretesa.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
8 mesi fa
In risposta a  Paola

Quando hai una pretesa provi sempre emozioni negative. Anche scegliere di “pretendere di non poter non pretendere è una pretesa”:). Le emozioni non sono mai “naturali” ma figlie di quello che noi pensiamo e di come vediamo la realtà, non giudicare come giusto o naturale la tua pretesa, ma cerca di capire. Qual’è il problema per te se l’autore della canzone vuole “immortalare” i suoi pensieri ? se l’autore non li scrivesse nella canzone ma ci pensasse senza fartelo sapere, proveresti lo stesso delusione, sarebbe meglio ?

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

il problema è che così facendo mostra quel che prova ancora davvero, a dispetto di quel che mostrano gli altri suoi comportamenti. Se non lo mostrasse così, finirebbe col mostrarlo prima o poi in un modo o nell’altro.
Il problema quindi non è il mezzo con cui mostra questa realtà, il problema è la realtà che io non accetto, non posso accettare senza starci male.
Perché io non ci stessi male dovrebbe liberarsi di questa figura. Ma mentre prima pensavo di poter arrivare a capire fra le righe dei comportamenti parole quel che pensa davvero la gente, ora sto imparando che non posso contare su questa mia sensibilità. E’ questo mi fa ancora più male.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
8 mesi fa
In risposta a  Paola

Sei sicura al 100% che questa persona, scrivendo questa canzone, mostra quello che prova davvero? può essere che anche lui sta cercando di capire cosa prova, che è confuso, che ha paura, che è insicuro? E se fosse sicuro oggi, cosa garantirebbe che lo sia anche domani o tra 2 anni?
Quali sarebbero le conseguenze per te se questa persona non dovesse liberarsi di questa figura?

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

ritenere che integrare i propri vuoti con passioni equivalga ad una forzata conversione in tutto quello che non si può significa assimilare le passioni a qualcosa che si percepisce come irraggiungibile. Mi fa male pensare che viva con l’idea di non poter raggiungere qualcosa che vorrebbe. Sa di rinuncia, di rassegnazione. Non è su questo piano che si può costruire uno stato di benessere interiore.
Io non posso a mia volta stare bene sapendo che chi mi vive accanto rimane intimamente ancora irrisolto.
Ma se gli chiedessi cos’è che non si può? La risposta servirebbe a lui? O servirebbe quanto meno a me? O la mia domanda sarebbe vissuta come un’intrusione, un’interrogatorio? Rischierei di provocare una reazione di chiusura per cui finirebbe con esprimere sempre meno quel che sente e pensa davvero, evitando di lasciare, ad esempio, bozze sul tavolo in bella vista per paura di sgradite intrusioni?

Il mio sentirmi anche solo in minima parte un’intrusa è un sentimento che non può portare del bene e che dovremmo affrontare. Ma la mia sensazione è che affrontarlo porterebbe soltanto a situazioni peggiori.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
8 mesi fa
In risposta a  Paola

Se lui si sente libero di scrivere bozze di canzoni “senza nasconderle” e lasciandole sul tavolo, forse, non “ti sente come un intrusa”. Forse anche lui sta cercando di capire come raggiungere il suo benessere interiore ed è un percorso che può percorrere solo lui, con i suoi tempi e i suoi modi. Cerca di capire se le domande che vuoi fare sono per paura o per amore. Sei pronta ad accogliere le sue risposte o “non risposte” rimanendo serena? Cosa vuole dire per te amarlo, cosa vorresti ricevere se tu fossi lui: vorresti ricevere la libertà di avere il tempo per capire, sorrisi, vicinanza a prescindere di come tu ti senti e da quello che puoi offrire o vorresti ricevere domande che “pretendono” risposte certe su cose che ancora devi capire ?

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

potrei pensare di non essere completamente intrusa se non avesse avuto nel recente passato reazioni molto aggressive nel vedermi (per scherzo) trattenere nelle mie mani il suo cellulare e sentendomi rispondere se non me lo dai mi incacchio sul serio…
se l’ha lasciata lì è perché non si rende nemmeno conto delle implicazioni dietro a quelle parole

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
8 mesi fa
In risposta a  Paola

Se lui è in difficoltà e sta cercando di capire, forse ha un “punto” oltre il quale ci tiene a mantenere una propria intimità senza che questo comporti il sentirti come “completamente intrusa”, forse si è semplicemente distratto … Che implicazioni hanno per te quelle parole ? cosa temi esattamente ?

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

se la rassegnazione nasce dalla paura, come insegna Giacomo, ed effettivamente comincio a vedere anche io che potrebbe proprio essere così, la mia paura di conseguenza, è che stiamo sbagliando strada. Se la rassegnazione non è un passaggio che porti poi a maturare l’accettazione, e soprattutto il cambiamento di valutazione di certe situazioni e di idee su alcuni aspetti della vita, penso che permarrà un sentimento di costrizione, legato all’idea del NON Si PUO’. Se tutto questo è dovuto al aver scelto una strada sbagliata, mi domando, quale strada potrei scegliere per poter trasformare quel NON SI PUO’ in un non mi serve? Oppure in un SI PUO’?

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
8 mesi fa
In risposta a  Paola

Concordo con te. La paura è alla base di tutte le nostre emozioni negative. Per poterla superare è necessario “accoglierla” per capire esattamente cosa temi. Rispetto a cosa e perchè provi rassegnazione ? in cosa ti senti costretta e non libera ?

Paola
Studente
Paola
7 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

io rassegnata dal canto mio e lui dal canto suo. Non ci sentiamo liberi di fare esattamente come avremmo voluto. Io avrei voluto più complicità perché credo che sarebbe stato l’unico modo per fortificarci e sentirci alleati di nuovo. Lui lo ha ritenuto impossibile perché io ero e sono parte in causa di questa storia e sostiene che sia un suo problema che deve risolversi lui. Io sento che questa mancanza di condivisione ci allontana, lui sostiene che io pretendo tutto e subito e che invece col tempo tutto passerà. Ma se poi si dice rassegnato per me l’essere rassegnato contraddice la possibilità che tutto prima o poi passi davvero. Sono le contraddizioni a farmi sentire rassegnata all’idea che non passerà mai tutto davvero, ma rimarrà sempre una strada presa senza convinzione.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
7 mesi fa
In risposta a  Paola

Ti comprendo bene Paola, non è semplice. Secondo me è opportuno che capire bene le pretese che sono alla base delle tue emozioni negative per poi capire se a cosa ti servono, se sono giuste e se puoi raggiungere un obiettivo in modo diverso.
Provo a dirti quello che ho capito io. Vederei un paio di pretese: non ci devono essere contraddizioni altrimenti non c’è convinzione; bisogna essere essere maggiormente complici. Entrambe le pretese dipendono anche da un altra persona che può non essere in grado, per il momento, di fare delle scelte perchè confuso, o perchè anche lui timoroso o perchè, semplicemente, ha una visione diversa dalla tua (pensa che con il tempo le cose cambieranno).
Qual’è il tuo obiettivo Paola ?

Paola
Studente
Paola
7 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

scava scava il mio obiettivo è essere felice. Posso esserlo pensando che vivo con qualcuno che avrebbe voluto qualcosa che per proteggere me si nega?

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
7 mesi fa
In risposta a  Paola

Concordo con te Paola: scava, scava, il mio obiettivo principale è quello di stare bene, di essere felice.
Sono io che scelgo quali sono le modalità per essere felice, cosa è giusto o ingiusto, cosa è bene o male per me.
Per rispondere alla tua domanda: posso essere profondamente sereno se faccio dipendere la mia felicità da quello che decide un’altra persona o sarò sempre attento nel vedere come si comporta ? se oggi si comporta “bene”, cosa mi assicura che domani non possa cambiare ?
Se il mio obiettivo è essere felice, le mie attuali regole mi consentono di esserlo veramente o sono in balia di altri ?
Prova a rispondere a te stessa in modo sincero. Puoi scegliere di donarti la libertà di lasciare la presa da quello a cui sei legata. Quando doni libertà a te stessa, allora, hai la forza di donare la libertà anche agli altri ed in particolare a questa persona.
Sono consapevole che non è facile, richiede impegno ed è una scelta da fare ogni giorno: il segreto è imparare ad amare in modo incondizionato se stessi e gli altri. La buona notizia è questa: tu frequenti questa scuola e qui è possibile imparare a farlo 🙂

Paola
Studente
Paola
7 mesi fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

È questo che mi sembra impossibile. Se ti importa di qualcuno come puoi lasciare la presa. Certo che siamo legati agli altri. Ovvio che non siamo indipendenti. Lasciare la presa per me rimane un atto che equivale a dire non provo più niente per te. Non mi importa nulla di te. Questo è amare? Siamo interconnessi dal momento in cui veniamo al mondo. Lottare contro questo dato di fatto dicendosi io amo, e tutto il resto, compreso come stanno gli altri, non mi deve provocare nessuna emozione tanto meno negativa è come pretendere di nuotare senza bagnarsi.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
7 mesi fa
In risposta a  Paola

Lasciare la presa non equivale a “non provo più nulla per te” ma, al contrario, amare profondamente 🙂
Indipendentemente da quello che tu fai, da quello che tu provi, da quello che tu pensi, da come ti comporti, io ti amo e sono pronto a donarti il mio tempo, la mia attenzione, la mia presenza… Se ti amassi “a condizione che…”, più che amore, sarebbe interesse.
Hai ragione, amare incondizionatamente è forse la cosa più impegnativa che ci sia ma, non impossibile.
Io posso scegliere di imparare ad amare incondizionatamente solo quando la mia felicità non dipende da come si comporta l’altro.
Se tu scegli di stare con me sarò contento, se tu scegli di non stare più con me, a me può dispiacere, ma non provo disperazione perchè so che posso essere felice in quanto non ho bisogno (non sono dipendente) di te. Lasciare libero l’altro di fare le scelte che lui ritiene più giuste per sè.
Concordo con te: amare è come scegliere di nuotare e non posso non bagnarmi. Io posso nuotare in modo sereno se per me non è necessario che l’acqua sia fredda o calda o salata, dolce, agitata, calma… 🙂
Come dire, se scegli di amare condizionatamente ti immergerai nell’acqua indossando una muta, dei braccioli o dei vestiti o nuoterai con la testa alzata perchè preoccupato di controllare se l’acqua è come tu la vuoi (pretendi)
Se scegli di amare incondizionatamente ti immergerai nell'acqua senza preoccupazioni perchè per tu sai nuotare indipendentemente dalle condizioni dell'acqua.
Un altro punto per me importante è questo: io non posso controllare le condizioni dell'acqua che cambiano in continuazione, posso nuotare sereno in tutte le condizioni solo se mi alleno molto 🙂
A te la scelta Paola: come ti vuoi fare il bagno, con i braccioli o senza ? Ti vuoi allenare per nuotare serenamente anche quando il mare è agitato ?
Se scegli di farlo, sai che non sei sola. A me, per esempio, piace molto il mare e nuotare 🙂

Paola Francone
Studente
Paola Francone
20 giorni fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

Il mare sarà sempre più forte di qualsiasi essere umano per quanto allenato.
il paragone dell’immergersi era riferita all’empatizzare con qualcuno senza provare emozioni negative. Io poi posso semmai imparare a gestire la mia emozione negativa in modo equilibrato, ma non provarla eppure empatizzare, mi sembra intrinsecamente impossibile, a meno di decidere di non calarmi, di non empatizzare.

Gianluca Soffietti
Coach
Gianluca Soffietti
20 giorni fa
In risposta a  Paola Francone

Sapere immergersi tranquillamente vuole dire anche sapere quando non immergersi, proprio perchè conosco la forza del mare 🙂
In che senso se empatizzo devo necessariamente provare emozioni negative? Il punto è sempre nell’atteggiamento con il quale mi impegno a provare empatia: amore o paura.

Paola
Studente
Paola
19 giorni fa
In risposta a  Gianluca Soffietti

non immergersi secondo il vostro sistema significa scegliere di non amare, per non farsi male. Se l’emozione che sente l’altro con cui io mi relazione è un’emozione negativa, se io mi calo in quel che sente l’altro, per capire cosa prova, proverò la sua stessa emozione negativa, capirò la sua rabbia se la proverò anche io se proverò la sua stessa emozione.

Paola
Studente
Paola
19 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

il punto è che io credo che per capire a fondo cosa prova l’altro l’unico modo è provarlo a tua volta, sentire quell’emozione, quella rabbia, o qualsiasi altra emozione, calarti nel mondo dell’altro, mettendo da parte te o come lo sentiresti tu, ma mettendoti totalmente nei panni dell’altro e di quel che prova. Puoi fare questo e non percepire dentro di te la rabbia (per restare nell’esempio) che sente l’altro? Se non fai così, puoi capire in teoria, razionalmente, puoi simpatizzare, ma senza empatia.
Se non significa non amare, allora cosa vuol dire “se il mare è agitato non mi immergo”?

Paola
Studente
Paola
18 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Quelli gratuiti sono pochi nn ne mai o a orari in cui lavoro. Semmai a pagamento.

Paola
Studente
Paola
17 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Non come preferisco. Come posso date le circostanze :D… Perché è ovvio che preferirei l incontro gratuito… 😀

Paola
Studente
Paola
13 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

potrei se, per esempio, avessi un posto tranquillo in cui potermi collegare, una volta che decidessi di spostare gli altri appuntamenti, e ammesso che anche gli altri partecipanti possano spostare gli appuntamenti e che tutto si incastri. Dovrei vedere se gli incontri si possono fare usando il cellulare invece del pc. immagino di sì, scaricando skype (se ho spazio se no dovrei pure crearlo cancellando altro) sul cell. A quel punto l’unico posto tranquillo e accessibile in qualsiasi momento della giornata potrebbe essere la mia auto.
se devo dirla tutta, l’idea di fare queste cose durante il giorno quando la priorità ce l’ha il lavoro, non mi piace per niente. Vedi… va contro le mie regole più o meno inconsce!! 😀

Paola
Studente
Paola
12 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

sto leggendo i miei martedì col professore. Parla, ad un certo punto, della tensione degli opposti. Tema interessante…
in questo caso gli opposti sono il sentirsi tirare per la “giacca” da due desideri, o da due cose che sembrano giuste entrambe: il lavoro che richiede la mia presenza, e quindi il rispetto per il lavoro e i suoi orari (non è che la gente viene in magazzino a prendere le olive alle otto di sera, ma ovviamente negli orari preposti e io è in quegli orari che devo esserci, possibilmente) e il desiderio di, ad esempio, prendermi questa mezz’ora. La tensione degli opposti.

Paola
Studente
Paola
10 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Scopri come le vivi… Ergo diario emotivo… Nn facile…

PAOLA
Iscritto
PAOLA
6 mesi fa
In risposta a  Paola

Ciao Paola, ti passo alcune frasi di Felice Buscaglia, a me sono servite, spero anche a te…
“…Il controllo assoluto su un altro essere umano non è possibile e tantomeno auspicabile, ed è sempre distruttivo……Sentirsi uniti, protetti, solidali è un sentimento del tutto naturale, ma diventa un problema se ne facciamo un esigenza esclusiva. Constatare che le persone che amiamo sanno amare anche altre persone, dovrebbe essere un conforto non una minaccia. In realtà noi siamo in grado di amare molte persone contemporaneamente senza con questo diluire il nostro amore. Pretendere che qualcuno esista solo per noi è un illusione egocentrica che dopo gli anni dell’infanzia andrebbe abbandonata……” Non è una critica verso i tuoi sentimenti, anzi sono consapevole che arrivare a questo pensiero, così lontano dall’educazione che abbiamo avuto sia veramente un salto di qualità. Un abbraccio

Paola
Studente
Paola
6 mesi fa
In risposta a  PAOLA

Ciao Paola,
Quindi a te non farebbe male sapere che il tuo compagno ama desidera e gli manca se non può averla un’altra?
Io non sono mai stata gelosa finché non me ne è stato dato motivo. Ho sempre avuto fiducia nel suo amore e nelle sue parole. Non ne ho più dal momento in cui ho scoperto quello che ho scoperto.
Un conto è voler bene a più persone e questo non è mai stato in problema. Ha sempre avuto amicizie sue femminili che io conosco e non frequento ma per le quali so essere riservati sentimenti che non sono quelli nati in questo caso per questa persona viscida e subdola. Amare desiderare essere attratti sono una cosa, voler bene è un’altra cosa. Quello di cui voi parlare qui è quello che generalmente definiamo voler bene.
Non credo che tu saresti contenta di vedere il tuo compagno innamorato di una che fa la gatta morta. Grazie sempre e cmq per i tuoi interessanti interventi 🙂

PAOLA
Iscritto
PAOLA
6 mesi fa
In risposta a  Paola

Si Paola mi fa male, ma sto cercando di capire, almeno per la mia esperienza, cosa manca o cosa è mancato ad una persona per desiderare così tanto un’altra. Di solito nasce da un bisogno, da una mancanza che porta a idealizzare un individuo come migliore e capace di farti stare meglio. Ma siccome nessuno sarà mai in grado di risolvere i nostri problemi al 100per cento desiderare così tanto una persona non è di sicuro amore ma l’illusione che una persona potrà renderti felice. L’intimità di cui tu parli credo si raggiunga solo accettando di sentire anche le cose che non vorremmo sentire dall’altro. Cosa che spesso è più facile accettare da un amico che da un compagno. Le fragilità di un compagno non le vogliamo vedere, vogliamo che si confidi sperando di sentire solo cose che siamo in grado di accettare. Cose che le nostre regole giudicano superabili. E quindi dobbiamo ammettere che alla fine il lavoro è soprattutto personale e che abbiamo tanto da imparare perché se ci pensi bene amare nel bene e nel male pochi li sanno fare. Ti abbraccio

Paola
Studente
Paola
6 mesi fa
In risposta a  PAOLA

La mia disponibilità a sentire tutta la verità anche quella per me più scomoda o difficile c’è stata sempre. La sua di dire la verità no. Per paura di ferirmi? Per paura di peggiorare la sua situazione? non so.
Il punto è che una volta chiariti i motivi fra noi che possono essere serviti da spunto per fare quel che ha fatto, se poi non cambia idea sulla persona che ha deciso di lasciare perché non è chiara con lui (ti voglio/non ti voglio…) e continua a piacergli, nonostante il male che gli ha fatto, io non credo che smetterà di piacergli, anche se non dovesse più vederla per tutta la vita. Posso io essere serena sapendo che in fondo al suo cuore c’è ancora un posto riservato alla nostalgia per un’altra? Per non provare più la minima nostalgia dovrebbe pensare che lo ha solo usato e che non c’era nemmeno amicizia.
Il lavoro su me stessa allora qual è? Imparare ad accettare che si possono amare (non voler bene, ma amare desiderare etc..) due persone e dirgli vai, non ti negare per colpa mia quel che vorresti? (l’ho anche fatto, ma non senza dolore, e per questo lui non mi ha dato retta, e ha continuato ad evitarla, ma ha senso?) Anche se quel che vuoi è un accontentarti? Anche se accontentandoti manchi di rispetto verso te stesso? Se cmq la loro intesa era così bella come entrambi mi hanno detto, (come può essere bella se poi lui si deve accontentare…?) perché dovrei negargli una cosa bella per lui? Sono io che sbaglio? E’ sbagliata la gelosia, dite voi, l’amore è per tutti, dite voi, l’amore è libertà, penso anche io… E per ora l’amore resta ancora qualcosa che fa soffrire.
Ricambio l’abbraccio 🙂

Paola Francone
Studente
Paola Francone
20 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

coppia = relazione col massimo grado di trasparenza fra due esseri umani. Quindi basato sull’amore. Non unica forma d’amore.

Non c’entra qui, ma mi viene in mente… : non mi hai mai dato la tua opinione in merito al fatto che M L K non mette in contrapposizione gli altri due tipi di amore, quello erotico da una parte e filiale/amicale dall’altro, con l’amore Agape, ma li affianca a Agape.

Paola
Studente
Paola
19 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

su questo siamo d’accordo. Nel senso che è una mia idea.
Dio è inconoscibile, è al di fuori della portata umana, possiamo soltanto immaginarlo come piace a noi, come un bambino che si costruisce un bambolotto con cui parlare. Io non dico che Dio non esiste né che esiste, dico che mi arrendo al fatto che è al di fuori della nostra umana portata. Possiamo sperare, credere, affidarci, immaginarlo parlarci per darci forza, ma con chi parliamo in realtà? Con noi stessi. Quindi alla fine dei conti tutto ruota intorno a te, tu sei più importante per te di qualsiasi altro, dato che tu sei l’unico con cui puoi avere la relazione più importante.
Parli di felicità possibile solo se ti apri, però poi metti in guardia dall’affidarci all’altro. E questa non è chiusura? Apritevi ma NON affidate agli altri le cose più importanti, voi stessi. E questo sarebbe amore? Amore è rischiare di dare se stessi, e la propria vulnerabilità sapendo che potrebbe essere mal riposta, sapendo che potremmo essere feriti, eppure farlo lo stesso. Non affidare ad un altro essere umano che non siamo noi le cose più importanti, mi sembra un atto definitivo di chiusura e di difesa, altro che apertura.

Paola
Studente
Paola
19 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Allora non ti rispondo perché sono andata fuori tema.

Paola
Studente
Paola
8 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

ad assicurarmi (leggi illudermi) che non gli importi più davvero niente di niente di questa persona.

PAOLA
Iscritto
PAOLA
6 mesi fa
In risposta a  Paola

Ma davvero Paola tu pensi di stare meglio se sei sicura che non gli importi più niente di quella persona? Io credo che le persone, tutte, nel bene o nel male, lascino sempre dei segni nella nostra vita, sta a noi metterle nella casellina giusta, ed è sempre un percorso molto personale. Controllare le emozioni degli altri non è possibile, puoi solo provare a regalarle emozioni più belle….un abbraccio!

Paola Francone
Studente
Paola Francone
20 giorni fa
In risposta a  PAOLA

hai ragione cara omonima, che leggo solo ora (deve esserci qualche problema con le notifiche però… perché altrimenti avrei letto volentieri e risposto a tempo!).

La risposta è sì, penso che starei meglio. Primo perché significherebbe non rimanere con dei sospesi come ad esempio: è veramente la cosa più giusta quella che abbiamo fatto? E quindi perché saprei che in nessun momento della sua vita proverà più emozioni negative ripensando a quella storia. Non importargli nulla non significa indifferenza, ma pensarci senza turbamenti, con un sentimento di risoluzione e pace.

E’ innegabile, qualsiasi frequentazione lascia un segno. Tanto più sentirai profondo e importante il segno lasciato da qualcuno che continui a vivere come rinuncia, tanto più resterà inalterato il sentimento di rinuncia, nonostante e per quante più belle siano le emozioni che proverai con chi ti è rimasto a fianco.
Regalare emozioni più belle… In effetti è quello che cerco di fare: tornare a noi, restare forte, credergli quando mi dice che mi ama, fare cose insieme, ma anche non tenermi le cose dentro, essere trasparente anche nelle mie fragilità. E accettare di sentirmi dire che non sa se sarebbe in grado di frequentarla senza ricadere nell’attrazione fatale… ma il punto quindi rimane proprio questo:
Io credo ancora che l’unico modo per cambiare il suo sentimento non risieda nel mio comportarmi bene (allora non sarebbe amore il suo, ma interesse… sarebbe giusto che io dovessi essere amata solo se regalo emozioni più belle?…), non risieda nel passare del tempo (se amo davvero amo fino al mio ultimo respiro a prescindere da tutto e da tutti, penso io…), ma nel capire. Se non ti sei dato modo, per paura, di capire come stavano davvero le cose, non saprai mai la verità, e continuerai per tutta la vita a basare le tue convinzioni sui dati che avevi e di conseguenza a pensare che hai rinunciato a qualcosa che c’era davvero, che non era solo un’illusione.
Finché sarà così, il nostro bellissimo rapporto dove io regalerò belle emozioni, sarà sempre un rapporto a cui mancherà qualcosa, o meglio, qualcuno.

Najma
Iscritto
Najma
15 giorni fa
In risposta a  Paola Francone

Paola Francone, anch’io sono nella tua stessa situazione. Ho attraversato il dolore per il tradimento, l’umiliazione nell’ascoltare il racconto particolareggiato delle situazioni, la beffa per essere stata di conforto e supporto nei momenti di lucidità altrui, però non riesco ancora a superare ed accantonare ciò che è stato. Ti capisco per come ti senti e per ciò che provi. Ti sono vicina. A proposito, mi chiamo anch’io Paola.

Paola
Studente
Paola
10 giorni fa
In risposta a  Najma

Cara omonima mi dispiace che ad unirci in qualche modo sia un evento come questo.
Ti ringrazio per le tue parole e per aver condiviso qualcosa di molto personale.
Umiliazione io non so non sento di averne provata. Più senso di impotenza.

Paola Francone
Studente
Paola Francone
20 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

mi sono persa… a cosa si riferiva questa tua risposta Giacomo? 😀

Paola
Studente
Paola
19 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

😀 ok ok hai ragione, amen! buona domenica e buon San valentino… 😀

Stella
Iscritto
Stella
9 mesi fa

Situazione: sono al cellulare,vado a controllare la pagina facebook del mio conpagno e vedo che la sua ex gli ha pubblicato una foto di quando anni fa stavano insieme e lui la commenta con dei cuori
Emozione: tristezza
Pensiero: se a lei viene in mente di fare questo, probabilmente tra loro ci sta ancora qualcosa oggi che lui non vuole dirmi ,visto anche che lei commenta spesso i suoi post, quindi mi sta nascondendo qualcosa.
Che problema c’e’? Se fosse così vorrei saperlo, mi sento presa in giro tradita nella fiducia, vorrei avere la possibilità di scegliere
La soluzione? Gli ho detto che quella cosa mi ha dato fastidio, che l’ ho trovata da parte di lei irrispettosa nei miei confronti e che anche lui conoscendomi avrebbe dovuto capire il mio fastidio.

K.a.
Ospite
K.a.
9 mesi fa

Situazione: sono a letto mi giro e vedo la fede di mio marito sul comodino
Emozione: tristezza, rabbia, paura
Pensiero: la mia mente si logora perché viviamo una crisi e vedere L oggetto della nostra unione la mi rattrista, mi fa pensare al peggio come se tutto fosse già realmente finito, e mi fa vedere il futuro buio e nero. Una valanga di sensazioni negative invadono la mia mente. E lo stomaco mi si stringe.

K.a.
Ospite
K.a.
9 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Imbattendomi in ciò che tu scrivi sto cercando di capire tutti i miei sbagli, sto provando a trovare la mia felicità è far sentire a prescindere il mio amore. Sperando. Che questo risvegli ciò che eravamo.

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