Diario emotivo: capire le tue emozioni per diventare felice

Scritto da: Giacomo Papasidero

Oggi ti parlo del diario emotivo, probabilmente l’esercizio che uso di più e da più tempo per aiutare le persone a liberarsi della propria sofferenza e delle emozioni negative in generale.

Tra l’altro è proprio così che io ho iniziato a capire le mie emozioni e fare il percorso che mi ha portato fino a qui. E continuo anche oggi a usarlo.

Per prima cosa ti mostro subito un video che ti permette di capire chiaramente come scriverlo. E vedrai anche un esempio reale di come usarlo concretamente.

Questo video è tratto da uno dei laboratori gratuiti riservati agli studenti della mia Scuola. Se vuoi sapere come funziona e quanto costa la mia Scuola, leggi questa pagina ⇒

Come hai visto l’esempio si basa su un diario emotivo reale.

Per prima cosa devi imparare a usarlo bene, altrimenti diventa un semplice diario, un esercizio di scrittura che non ci serve per capire davvero per quale motivo provi le emozioni che senti.

Come visto nella prima parte del video, sono 3 gli elementi che ti servono:

  1. Emozione: cosa provi?
  2. Situazione: cosa stai facendo mentre provi questa emozione?
  3. Pensieri: cosa stai pensando in questa situazione, mentre provi quell’emozione?

Come ho suggerito nel video, cerca di separare anche visivamente questi elementi, magari scrivendoli su tre righe diverse per non fare l’errore di collegare situazione ed emozione.

Come dico sempre, l’emozione non dipende da cosa ti accade, ma da come lo vivi. Siamo noi a creare ogni emozione, e questo è il punto di partenza dei “25 Passi”, il corso base della mia Scuola.

Nella quarta lezione, inoltre, offro 6 suggerimenti pratici per rendere efficace il diario e trasformarlo in uno strumento con cui capire sempre più in profondità chi sei e cosa provi.

Se ti limitassi solo a scrivere emozioni, situazioni e pensieri, sarebbe poco utile.

Prima di capire come usarlo bene, ti propongo il mio test sulle emozioni. Capirle è essenziale.

 

Diario emotivo: come non perdere il tuo tempo inutilmente

Diario Emotivo

Nel video integrale della quarta lezione dei “25 Passi” spiego questi suggerimenti in modo dettagliato, qui ti do i punti base.

CONSIGLIO NUMERO 1: non legare mai emozione e situazione.

Non scrivere (e non pensare mai più!) “Mi sono arrabbiato perché mia mamma ha detto quella frase” oppure “Il suo comportamento mi ha delusa”.

Ricorda che l’emozione non dipende da quello che accade. Se li leghi, continui a vedere la realtà in modo distorto.

 

CONSIGLIO NUMERO 2: niente poemi.

Non scrivere diari enormi pieni di sensazioni, riflessioni, conseguenze, congetture e descrizioni dettagliate di quello che succede e di cose avvenute prima.

Se vuoi tenere un diario personale va benissimo, ma non è un diario emotivo e con le emozioni serve a poco.

Anzi, spesso crea confusione a chi lo scrive e questo si traduce in più emozioni negative. Attenzione quindi.

Tu scrivi in modo chiaro ma sintetico. L’esempio che trovi nel video è perfetto, ascoltalo con attenzione.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: Che problema c’è?

Questa è forse una delle domande più importanti per la tua vita. Una volta che hai scritto il diario, osservando il pensiero, inizia a chiederti che problema c’è.

Non nel senso: “Non c’è problema, ma di che ti preoccupi!”. Sarebbe sciocco come approccio. Il problema, se vivi un’emozione negativa, c’è. Altrimenti non proveresti quell’emozione.

Quando scrivi un diario emotivo, nel definire cosa pensi, devi chiederti sempre che problema c’è se le cose stanno come tu le stai pensando.

Pensi: “Nessuno mi ama“. Benissimo, che problema c’è se nessuno ti ama?

Credi che un amico non ti abbia rispettato? Benissimo, che problema c’è se non ti ha rispettato?

Sembra banale, ma ti assicuro che è indispensabile capire esattamente che problema c’è se le cose sono come tu credi che siano.

Non dare risposte ovvie, non fare mai l’errore di pensare che sia naturale provare certe emozioni in certe situazioni.

Tu cerca invece di capire quale problema tu, esattamente, vedi in quel che stai vivendo.

E ogni volta che rispondi a questa domanda, puoi rifarla nuovamente, come se scavassi con una pala sempre più in profondità.

Dietro il pensiero che hai scritto, ci sono regole, convinzioni, modi di vedere e sentire il mondo, la vita, gli altri, noi stessi.

Lo scopo del diario non è gettare fuori l’emozione per sentirti meglio, il suo obiettivo reale è comprendere in profondità la tua visione della vita.

Altrimenti non ti servirà a nulla.

 

 

CONSIGLIO NUMERO 4: cerca di cogliere sempre il primo pensiero.

Cosa stai pensando

Una volta che provi un’emozione, poi questa porta altri pensieri, altre emozioni, in una catena che può diventare estremamente aggrovigliata.

Quando scrivi il diario devi individuare il primo pensiero, la prima cosa che ti è venuta in mente in quella situazione, sentendo quell’emozione.

Quello che pensi dopo, anche 30 secondi dopo, ci interessa di meno. Prendi in considerazione il primo pensiero e poniti su quel pensiero la domanda: che problema c’è?

 

CONSIGLIO NUMERO 5: altra domanda: cosa significa per te quello che sta accadendo o è accaduto, o potrà accadere?

Ovvero: che conseguenze (positive o negative) ti aspetti che abbia sulla tua vita e sul tuo benessere?

L’emozione che tu provi, come detto, non dipende mai da quello che ti accade ma da come lo vivi.

Capire cosa ti aspetti che succeda a te, per via di quello che stai vivendo, è una chiave fondamentale per comprendere il senso che dai alle situazioni.

Provi emozioni negative se ti aspetti qualcosa di negativo. Cosa ti aspetti? Cosa significa quello che stai vivendo?

 

 

CONSIGLIO NUMERO 6: scrivi sempre.

Scrivere ti aiuta a definire meglio i tuoi pensieri, a vedere con più chiarezza quello che hai dentro e che magari è confuso.

Scrivere ti permette di approfondire meglio, con le domande che ti ho suggerito, i tuoi pensieri e la tua visione del mondo.

Scrivere lascia una traccia: puoi leggere i tuoi diari a distanza di tempo e rifletterci a mente ancora più lucida, o comprendere il percorso emotivo che stai facendo.

Puoi condividerli con me se segui la Scuola o puoi riportarli nei commenti qui sotto per avere un consiglio o un suggerimento immediato.

Cercare sempre una soluzione ai problemi che individui è una chiave fondamentale.

Per questo chiedo sempre “che problema c’è?“, perché prima di trovare una soluzione, devo capire con esattezza a cosa devo cercarla.

E spesso, molto spesso, non capiamo davvero quale sia il problema, e cerchiamo così soluzioni che non funzioneranno.

Inizia a scriverlo, fallo per tutte le tue emozioni: positive e negative. Inizialmente è importante che tu prenda confidenza con i tuoi pensieri e le tue regole.

Ultimo consiglio: non censurare nulla. Non giudicare pensieri, emozioni, regole che scoprirai scavando nei tuoi pensieri.

Cerca solo di capire. Se giudichi sbagliata un’emozione o un pensiero, non per questo scompaiono. Anzi.

Se li censuri non li vedi più, ma quei pensieri continuano a stare nella tua mente e controllarti, soprattutto se li nascondi perché non ti piacciono.

Niente giudizi, capire, capire, capire.
E poi scegliere come cambiare e cosa fare.

Vuoi diventare più forte di qualunque problema?

Mettere in pratica quello che scriviamo non è facile. Ma è possibile.
Come Mental Coach possiamo allenarti in questo.
Non un semplice miglioramento della tua vita, ma diventare tu, per sempre, una persona capace di affrontare qualsiasi problema senza che nulla possa abbatterti o fermarti.

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Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito.
In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

Questi li hai già letti?

Serenità: quando nasce e come viverla (per sempre) ogni giorno

Consigli autostima: 5 cose semplici che faranno la differenza

Non ci riesco: secondo me non ci hai nemmeno provato!
Come educare i figli: imparare l’arte di essere genitori

AUTORE

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni.
Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.

Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Alessia
Iscritto
Alessia
7 mesi fa

Grandioso Pamela!
Grazie per questa Meravigliosa condivisione.

Vero! 

A volte non ci rendiamo conto che dietro le regole si nascondono alcune verità contrastanti e inconscie.

Fare il Diario Emotivo è una
 “Manna dal Cielo”. 

A ogni emozione c’è una soluzione! 
Che trovo utilissimo, soprattutto nelle situazioni più complesse. 

Essere mamma è impegnativo: il ruolo di mamma cambia mentre i figli crescono si evolve, cambia nel corso del tempo, è un legame forte indissolubile. 

Siamo figli e diventiamo madri e tutto quello che noi proviamo con le nostre madri lo impariamo è un istinto alla maternità. Nell’infanzia immitiamo le nostre mamme… 

“Siamo come spugne” …

<<Tutto l’amore ricevuto lo immagaziniamo nella nostra mente nel nostro vissuto, ma è anche la nostra cultura, la società ad influenzare le aspettative come modello di Madre. >>
 
Ogni tappa ha uno sviluppo che portano a nuovi orizzonti di consapevolezze, soddisfazioni e sfide: ogni donna ha un proprio ideale di come vuole essere. 

Dipende anche dai diversi contesti, il nostro privieggio è comprendere le emozioni: ci da il potere di capire e di scoprire in profondità quello che si nasconde dietro le situazioni che celano i diversi significati:
– Bellissima questa tua definizione! 

<< Una buona madre mette amore in ciò che fa e in ciò che dà, considerando che potrebbe sbagliare comunque, chi può dirlo se è buona o meno? >>

– Io credo che l’atteggiamento per un figlio, e non solo per il proprio figlio… 
va oltre ogni incomprensione: ci rapportiamo a loro in modo individuale per la loro unicità, sempre pronti a capire, interagire… con amore, fiducia e libertà. 
“Restando aperti all’amore, all’umiltà al perdono” … 

Grazie Pamela! 
Un abbraccio
Alessia

Vera
Iscritto
Vera
1 anno fa

ciao Giacomo ☺️
Potresti farmi un esempio di come hai trasformato delle tue emozioni negative, 
Quindi che problema c’era per te , che senso davi alla situazione e come sei riuscito a risolvere il  problema ? 

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
1 anno fa
In risposta a  Vera

ciao Vera 🙂

forse desideri una risposta proprio da Giacomo, ma intanto ti rispondo io 😉

Un solo esempio penso possa essere troppo riduttivo, per cui ti dico, nelle varie situazioni che cosa esattamente faccio, a volte spontaneamente e in automatico, altre volte consapevolmente e con un piccolo sforzo.

-Verificando se il mio pensiero corrisponda alla realtà e provando a metterlo in dubbio da mille angolazioni (per accorgermi spesso che la mia era infondo una scusa)

-aprendomi alle soluzioni anzichè fermarmi al problema

-prendendo atto che la realtà, che a me piaccia o no, non cambia. E dunque accogliendola e ancora una volta cercando soluzioni per migliorarla.

-concentrandomi solo su ciò che dipende da me e lasciar cadere la pretesa che gli altri dicano o facciano o non facciano.

-osservare i risvolti positivi e le tante cose positive che mi circondano nonostante tutto,

-chiedendomi : “se agissi con amore, adesso, che cosa farei?”

In pratica, senza accorgermene, applico quelle che sono poi le 10 leggi della Felicità 🙂

Ti faccio comunque anche un esempio sul “che problema c’è”.

che problema c’è se non posso usare le ferie per riposarmi/andare in vacanza? non stacco mai a differenza degli altri colleghi che almeno una volta l’anno vanno in vacanza. Non lo trovo giusto

E’ vero che per “staccare” devo necessariamente prendere ferie e andare in vacanza? Oh, no, posso farlo in tanti altri modi 😀 :
1 mettendomi prima di tutto in condizione di non aver bisogno di “andare in ferie”. Come posso farlo? gestendo sempre meglio il mio lavoro, lavorando sulle emozioni negative, lo stress, rendendo sempre più carina la mia postazione, lavorando con cura e amore, trovando mille modi per rendere il mio lavoro sempre più piacevole e interessante e riposando spesso per evitare di stancarmi troppo.
2 organizzando nella città dove vivo o nei dintorni delle uscite e gite carine per fare ugualmente le cose che mi interessano. Ad esempio, mi va di andare al mare? mi serve davvero “andare in vacanza al mare”? Per niente 😉 Ci vado la domenica mattina. Ti assicuro che mi basta e avanza! Tra l’altro quest’anno per vari motivi non ci sono andata e non mi manca particolarmente, ci andrò a settembre o il prossimo anno 🙂

Emozioni negative: zero.

Vera
Iscritto
Vera
1 anno fa
In risposta a  Megumi Campanella

Grazie mille🥰

Atena
Ospite
Atena
1 anno fa

Ciao Giacomo, sto affrontando una crisi di coppia. Grazie ai tuoi consigli va molto meglio. Sono finite le urla e la rabbia ha lasciato il posto ad un contegno affettato ma civile. Con nostro figlio va meglio, per fortuna. Sebbene io mi impegni molto nel rapporto, dall’altra parte non vedo lo stesso entusiasmo. Non mi guarda, non mi pensa, è svanita ogni complicità. Credo che flirti con le colleghe (25enni per giunta!). Non un pensiero, un gesto, uno sguardo nei miei confronti. Sono stanca, insicura, mi sento sola. Cosa posso fare per acquistare sicurezza, per essere indipendente? Per trovare il coraggio di essere felice. Ho bisogno di sostegno. Grazie

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