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Diario emotivo: capire le tue emozioni per diventare felice 

Indipendenza Emotiva

Oggi ti parlo del diario emotivo, probabilmente l’esercizio che uso di più e da più tempo per aiutare le persone a liberarsi della propria sofferenza e delle emozioni negative in generale.

Tra l’altro è proprio così che io ho iniziato a capire le mie emozioni e fare il percorso che mi ha portato fino a qui. E continuo anche oggi a usarlo.

Questa è anche la fase 4 del mio programma gratuito per diventare più forte di ogni problema (alla fine di questa pagina riepiloghiamo tutto).

Per prima cosa ti mostro subito un video che ti permette di capire chiaramente come scriverlo. E vedrai anche un esempio reale di come usarlo concretamente.

Questo video è tratto da uno dei laboratori gratuiti riservati agli studenti della mia Scuola. Se vuoi sapere come funziona e quanto costa la mia Scuola, leggi questa pagina ⇒

Come hai visto l’esempio si basa su un diario emotivo reale.

Per prima cosa devi imparare a usarlo bene, altrimenti diventa un semplice diario, un esercizio di scrittura che non ci serve per capire davvero per quale motivo provi le emozioni che senti.

Come visto nella prima parte del video, sono 3 gli elementi che ti servono:

  1. Emozione: cosa provi?
  2. Situazione: cosa stai facendo mentre provi questa emozione?
  3. Pensieri: cosa stai pensando in questa situazione, mentre provi quell’emozione?

Come ho suggerito nel video, cerca di separare anche visivamente questi elementi, magari scrivendoli su tre righe diverse per non fare l’errore di collegare situazione ed emozione.

Come dico sempre, l’emozione non dipende da cosa ti accade, ma da come lo vivi.

Tra l’altro l’immagine nel video in cui spiego come scrivere il diario è un modello del processo con cui creiamo l’emozione negativa.

Nel secondo Passo del corso, inoltre, offro 6 suggerimenti pratici per rendere efficace il diario e trasformarlo in uno strumento con cui capire sempre più in profondità chi sei e cosa provi.

Se ti limitassi solo a scrivere emozioni, situazioni e pensieri, sarebbe poco utile.

 

Diario emotivo: come non perdere il tuo tempo inutilmente

Diario Emotivo

Nel video integrale del secondo Passo spiego questi suggerimenti in modo dettagliato, qui ti do i punti base.

CONSIGLIO NUMERO 1: non legare mai emozione e situazione.

Non scrivere (e non pensare mai più!) “Mi sono arrabbiato perché mia mamma ha detto quella frase” oppure “Il suo comportamento mi ha delusa”.

Ricorda che l’emozione non dipende da quello che accade. Se li leghi, continui a vedere la realtà in modo distorto.

 

CONSIGLIO NUMERO 2: niente poemi.

Non scrivere diari enormi pieni di sensazioni, riflessioni, conseguenze, congetture e descrizioni dettagliate di quello che succede e di cose avvenute prima.

Se vuoi tenere un diario personale va benissimo, ma non è un diario emotivo e con le emozioni serve a poco.

Anzi, spesso crea confusione a chi lo scrive e questo si traduce in più emozioni negative. Attenzione quindi.

Tu scrivi in modo chiaro ma sintetico. L’esempio che trovi nel video è perfetto, ascoltalo con attenzione.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: Che problema c’è?

Questa è forse una delle domande più importanti per la tua vita. Una volta che hai scritto il diario, osservando il pensiero, inizia a chiederti che problema c’è.

Non nel senso: “Non c’è problema, ma di che ti preoccupi!”. Sarebbe sciocco come approccio. Il problema, se vivi un’emozione negativa, c’è. Altrimenti non proveresti quell’emozione.

Quando scrivi un diario emotivo, nel definire cosa pensi, devi chiederti sempre che problema c’è se le cose stanno come tu le stai pensando.

Pensi: “Nessuno mi ama“. Benissimo, che problema c’è se nessuno ti ama?

Credi che un amico non ti abbia rispettato? Benissimo, che problema c’è se non ti ha rispettato?

Sembra banale, ma ti assicuro che è indispensabile capire esattamente che problema c’è se le cose sono come tu credi che siano.

Non dare risposte ovvie, non fare mai l’errore di pensare che sia naturale provare certe emozioni in certe situazioni.

Tu cerca invece di capire quale problema tu, esattamente, vedi in quel che stai vivendo.

E ogni volta che rispondi a questa domanda, puoi rifarla nuovamente, come se scavassi con una pala sempre più in profondità.

Dietro il pensiero che hai scritto, ci sono regole, convinzioni, modi di vedere e sentire il mondo, la vita, gli altri, noi stessi.

Lo scopo del diario non è gettare fuori l’emozione per sentirti meglio, il suo obiettivo reale è comprendere in profondità la tua visione della vita.

Altrimenti non ti servirà a nulla.

 

CONSIGLIO NUMERO 4: cerca di cogliere sempre il primo pensiero.

Cosa stai pensando

Una volta che provi un’emozione, poi questa porta altri pensieri, altre emozioni, in una catena che può diventare estremamente aggrovigliata.

Quando scrivi il diario devi individuare il primo pensiero, la prima cosa che ti è venuta in mente in quella situazione, sentendo quell’emozione.

Quello che pensi dopo, anche 30 secondi dopo, ci interessa di meno. Prendi in considerazione il primo pensiero e poniti su quel pensiero la domanda: che problema c’è?

 

CONSIGLIO NUMERO 5: altra domanda: cosa significa per te quello che sta accadendo o è accaduto, o potrà accadere?

Ovvero: che conseguenze (positive o negative) ti aspetti che abbia sulla tua vita e sul tuo benessere?

L’emozione che tu provi, come detto, non dipende mai da quello che ti accade ma da come lo vivi.

Capire cosa ti aspetti che succeda a te, per via di quello che stai vivendo, è una chiave fondamentale per comprendere il senso che dai alle situazioni.

Provi emozioni negative se ti aspetti qualcosa di negativo. Cosa ti aspetti? Cosa significa quello che stai vivendo?

 

CONSIGLIO NUMERO 6: scrivi sempre.

Scrivere ti aiuta a definire meglio i tuoi pensieri, a vedere con più chiarezza quello che hai dentro e che magari è confuso.

Scrivere ti permette di approfondire meglio, con le domande che ti ho suggerito, i tuoi pensieri e la tua visione del mondo.

Scrivere lascia una traccia: puoi leggere i tuoi diari a distanza di tempo e rifletterci a mente ancora più lucida, o comprendere il percorso emotivo che stai facendo.

Puoi condividerli con me se segui la Scuola o puoi riportarli nei commenti qui sotto per avere un consiglio o un suggerimento immediato.

 

Cercare sempre una soluzione ai problemi che individui è una chiave fondamentale.

Per questo chiedo sempre “che problema c’è?“, perché prima di trovare una soluzione, devo capire con esattezza a cosa devo cercarla.

E spesso, molto spesso, non capiamo davvero quale sia il problema, e cerchiamo così soluzioni che non funzioneranno.

Inizia a scriverlo, fallo per tutte le tue emozioni: positive e negative. Inizialmente è importante che tu prenda confidenza con i tuoi pensieri e le tue regole.

Ultimo consiglio: non censurare nulla.
Non giudicare pensieri, emozioni, regole che scoprirai scavando nei tuoi pensieri.

Cerca solo di capire.
Se giudichi sbagliata un’emozione o un pensiero, non per questo scompaiono. Anzi.

Se li censuri non li vedi più, ma quei pensieri continuano a stare nella tua mente e controllarti, soprattutto se li nascondi perché non ti piacciono.

Niente giudizi, capire, capire, capire.
E poi scegliere come cambiare e cosa fare.

Per farlo dobbiamo andare alla fase 5 del mio programma gratuito. E lo faremo tra qualche ora…

Ti piace quello che scrivo? Leggi il mio libro ⇒

Scrivere il diario non ti renderà felice

Attraverso il diario emotivo puoi capire come tu crei le tue emozioni. E arrivare, di conseguenza, a vivere ogni situazione senza più starci male.

Non si tratta di distacco o indifferenza, ma amore, entusiasmo, empatia senza però stare male, mantenendo serenità di fronte a ogni situazione, anche la più difficile.

Da qui sono partito io ma vedo che molti scrivono sì il diario, ma anche dopo mesi continuano a stare male e magari sempre per le stesse situazioni.

Così ho creato un percorso che ti permetterà di usare il diario per smettere davvero di stare male, e ti basteranno 20 minuti al giorno per riuscirci davvero. Ti interessa?

Scopri come funziona ⇒


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Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

Giacomo Papasidero

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Tweenny
Studente
Tweenny
4 giorni fa

Ciao Giacomo,
congratulazioni per il tuo lavoro. Sono in un periodo di forte paura per una relazione sentimentale che sta avendo dei problemi. Mi capita, in momenti vari, di essere presa dalla paura che la mia relazione possa finire, entro nel loop del Chissà cosa sta facendo ora? con chi sta? non riesco a fidarmi. Vengo innondata da emozioni negative e non riesco a staccarmi da quelle. Lo so che impanicarmi non mi aiuterà ma non riesco a non farlo…

Salvatore
Iscritto
Salvatore
13 giorni fa

Ciao Giacomo e stato ieri sera che le mie emozioni anno avuto il sopravento, abbiamo litigato quella sua parola che mi ha fatto scattare di Rabbia, calore, voglia di spaccare tutto. L esempio tuo di ritornare indietro per identificare il problema li fatto ed e sempre la stessa parola. Ora il punto e mantenere la calma alle volte riesco alle volte esplodo. Voglio provare a fare il diario emotivo puo essere che funziona, ma fin quando stiamo assieme nella stesso tetto penso sara difficile. Per motivi di Covid non trovo casa. La cosa brutta che mio figlio assiste o per lo meno sente noi che litighiamo e come ieri sera ha visto la madre tirarmi uno schiaffo in faccia. I problemi sono tanti ma credo che fin quando staremo nella stesso tetto non si risolveranno

Elisa
Iscritto
Elisa
1 mese fa

Ciao Giacomo,
vorrei un chiarimento sul diario emotivo. Spesso mi trovo a non avere la possibilità di scriverlo subito (ad esempio sono in ufficio con altri colleghi) e se il tempo passa diventa molto più difficile individuare quando un’emozione è cominciata. Poi emozioni e pensieri si susseguono continuamente e per fare un diario emotivo che riesca a cogliere con una certa chiarezza quello che ho dentro…non so, ho la sensazione che dovrei essere sempre con la penna in mano..

Elisa
Iscritto
Elisa
27 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie Giacomo. Pensando ad alcune situazioni, però, mi sono resa conto che con il diario emotivo ad un certo punto mi blocco. Un esempio: in questo periodo provo spesso rabbia quando incontro persone che non usano o usano male la mascherina. Di solito non temo conseguenze negative, perchè la soluzione è tenermi a distanza. Provo l’emozione perchè considero questo comportamento come una mancanza di rispetto per gli altri, a meno che non si tratti di un’evidente distrazione. Un altro esempio: una collega si comporta in modo arrogante, pretendendo che io faccia un lavoro come e quando lo dice lei. E’ anche pronta a scrivere e a rivolgersi al capo ufficio. L’emozione, di nuovo, è rabbia. Non temo conseguenze, non può succedere nulla di negativo, ma l’emozione nasce dal pensiero che il suo comportamento non è collaborativo e rispettoso dei colleghi. Il passaggio successivo, allora, è lavorare sulle mie pretese, immagino..

Fabrizio
Ospite
Fabrizio
1 mese fa

Ciao Giacomo,

da quanto hai scritto sopra mi è sembrato di capire che tu consigli di chiederci mentalmente, anche più volte e dopo aver scritto il diario, “che problema c’è” e “cosa significa per te ciò che è accaduto”. Ho provato invece a scrivere anche queste domande su un foglio a parte per non sovraccaricare troppo il diario, e devo dire che l’ho trovato utile. Può essere un’alternativa?
Inoltre, non sono sicuro di aver capito bene la seconda domanda: per “ciò che è accaduto” intendi la situazione iniziale, non i pensieri?

Fabrizio
Ospite
Fabrizio
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Perfetto, grazie 🙂

MARIA
Iscritto
MARIA
1 mese fa

Emozione: ansia
Situazione: guardo il tg- Pasqua in lockdown
Pensieri: dopo un anno non è cambiato nulla, non ne usciremo più!
Qual è il problema? Mi sono scocciata di stare troppo tempo in casa e di non essere libera di andare dappertutto dove e quando mi pare. C’è sempre la possibilità di poter contrarre il coronavirus

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
1 mese fa
In risposta a  MARIA

è vero che “non ne usciremo più”? o si tratta di avere ancora un po’ di pazienza? 😉

e cosa e come puoi fare adesso in questa situazione (che comunque sfugge al tuo controllo e non puoi cambiare) per poter stare bene nonostante tutto ? è vero che se non puoi andare dove e quando ti pare non puoi stare bene? 🙂

Anna Ialungo
Studente
Anna Ialungo
1 mese fa

Caro Giacomo, seguendo il tuo percorso sto cercando di affrontare due problemi presenti in questo momento nella mia vita. Mi sento che sto arrancando, ma non ho intenzione di mollare. Uno dei due riguarda il fatto che sono rimasta sola e faccio fatica ad allontanarmi dal mio ex. So che e’ una cosa buona e giusta per tutta una serie di razionali considerazioni, ma a livello affettivo questa cosa mi fa sentire molto sola. Soprattutto in certi momenti della giornata. Sto continuando con il diario emotivo, ma forse come dici tu, censuro troppe verità e devo andare ancora più a fondo …

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
1 mese fa
In risposta a  Anna Ialungo

Cerca di capire Anna, in quali momenti ti senti molto sola di preciso? E a cosa pensi in quei momenti?

Anna Ialungo
Studente
Anna Ialungo
1 mese fa
In risposta a  Serena Sironi

Grazie del suggerimento. In realtà avrei individuato il momento, ma non avevo collegato i pensieri …

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
1 mese fa
In risposta a  Anna Ialungo

Ora lo hai fatto? E cosa hai trovato?

Rosy
Iscritto
Rosy
1 mese fa

Ciao Giacomo come vorrei trascorrere una giornata a chiacchierare con te ! I miei genitori erano di Belvedere Marittimo Cosenza ,io invece abito in Francia, ma vorrei tanto ritornare in Italia Valle d’Aosta ❤

Irene
Ospite
Irene
1 mese fa

Ciao, Sto seguendo il tuo programma, e mi sembra di vivere in un altro mondo, io sono molto molto giù di morale per il fatto che da quasi due anni mio marito mi ha lasciata, ed era una persona che mi adorava faceva di tutto e di più per me poi all’improvviso se ne andato! Io da allora non Riesco più a riprendermi, sono andata anche da una psicanalista ma dopo che uscivo da lì e non cambiava niente quindi non so proprio come fare a togliermelo dalla testa è un grossissimo problema ce la farò?

Irene
Ospite
Irene
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Ci proverò’! Anche se mi rendo conto che provo ancora dei forti sentimenti per lui! nonostante il male subito da parte sua!!!!

Claudio Solimene
Ospite
Claudio Solimene
1 mese fa

Ciao Giacomo, è da circa un anno che ho perso mia moglie e vivo solo. ho una figlia ma vive in Olanda con il marito e le sue due figlie. Purtroppo mi stanno sorgendo numerosi pensieri negativi: il primo fra tutti è quello di come affrontare una malattia restando da solo in casa, e questo genera in me una forte ansia e paura. E’ pur vero che ho degli amici che vengono a trovarmi ed io vado da loro. Ma non posso disturbarli continuamente. Come devo fare? Attendo una tua risposta. Grazie per tutto e sappi che ti seguo con molta attenzione da molto tempo. I tuoi consigli mi stanno sempre di più facendo affrontare positivamente questa mia situazione

Maria
Studente
Maria
1 mese fa

Ciao Giacomo, ho iniziato da poco la Scuola ma sono anni che lavoro su di me e nonostante i grandi passi avanti dentro di me resta la paura. È lì da quando più di 20 anni fa sono arrivati gli attacchi d’ansia. Ero arrivata a non poter uscire dal quartiere in cui vivevo ma più difficile era relazionarmi, mi si chiudeva lo stomaco all’ avvicinarsi dell’incontro, passavo le notti insonni e le gengive si irrigidivano(solo per dire alcuni effetti dell’ansia anticipatoria) ero traboccante di pensieri ossessivi e ansiogeni…una tortura.
Ad oggi ho dei cari amici che frequento ma, per quanto stia bene con loro, quella Paura è rimasta e sfugge al mio controllo. Temo il momento in cui ricevo un invito ad uscire l’emozione che provo è ansia, ho bisogno di sapere chi c’è, i cambiamenti all’ultimo minuto mi agitano e di solito il pensiero che mi viene è come faccio a trovare una scusa per non andare che non rovini il rapporto. Poi mi butto e la vivo bene ma la volta dopo subentra frustrazione.. Ti chiedo come si fa interrompere questo collegamento non voluto tra relazioni e ansia…(ho compreso che a bloccarmi è l’essere giudicata, il sentirmi inadeguata, il non fidarmi, la paura di non essere accettata e di avere delle responsabilità… ma non vado oltre). Grazie Giacomo, ti auguro ogni bene

Maria
Studente
Maria
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie Giacomo 🙏😊

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