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diventarefelici.it

Dio ci mette alla prova offrendoci l’opportunità di capire 

Molte persone sono convinte che Dio ci mette alla prova.
A molte altre quest’idea non piace.
Spesso qualcuno mi ha scritto chiaramente che non crede che un Dio di amore metta alla prova coloro che ama.

E secondo me tutto si gioca in quel “prova”.
Tu cosa intendi?

 

Dio ci mette alla prova?

Dio ci mette alla prova

Mettere alla prova, umanamente parlando, significa spesso sottoporre qualcuno a un test, una sorta di giudizio.
Io metto alla prova un amico per vedere se mi è fedele.
Quasi che, sotto sotto, dubiti della sua fedeltà e attraverso la mia prova lui deve guadagnarsi la mia fiducia.

Se la intendi così, sembra che se Dio ci mette alla prova, lo faccia per vedere se riesce a farti cadere e quasi dimostrarti che non sei abbastanza forte.
No, non mi convince come immagine.

Però la “prova” non è solo questo.
Magari io voglio imparare la lingua inglese e mentre studio apro il telegiornale della BBC e mi metto alla prova.
Che vuol dire?

Significa che mi do l’opportunità di verificare le mie reali capacità con l’inglese.
Mi do modo di “provare” le mie competenze, di vedere a che punto sono.

Non c’è sfiducia o diffidenza, c’è curiosità e voglia di capire.
Dio ci mette alla prova?
Può darsi.

Ma pensi che Lui non sappia quanto sei forte?
Quali sono i tuoi limiti?
Su cosa devi ancora migliorare e in cosa sai essere grande?
Se davvero credi in Lui?

Io penso che Dio sappia perfettamente come andrà la tua prova.

E se Dio mi mette alla prova non è perché Lui si diverte a vedere se fallisco.
Se Dio mi mette alla prova è per darmi la possibilità di capire.
La da a me, a Lui non serve di certo.

Ma a me serve.
Serve capire cosa riesco a fare, a capire i miei limiti e le mia capacità, a scoprire chi sono davvero, quanto sono cambiato, quanto e dove devo ancora migliorare.

Se Dio ci mette alla prova, ci sta offrendo l’opportunità di capire.

Magari vedrò che ho capacità che non conoscevo, e questo mi servirà per avere la fiducia in me stesso nel fare quel che Lui desidera da me.
Magari vedrò dei limiti, e questo mi servirà per impegnarmi e migliorare al fine di poter fare quel che Lui desidera da me.

Mi renderò conto di quanto sia profonda la mia fiducia in Lui.
O mi renderò conto che in quel momento di difficoltà traballa.

Lui sa perfettamente questo secondo me.
Ma io lo so?

Tu lo sai fino a che punto è “provato” quel che pensi o desideri?
Fino a che punto ciò che dici di voler fare avrai poi realmente la forza di farlo?

A volte qualcuno mi scrive, visto che dico che le emozioni dipendono da noi e mai da quello che ci accade (ma lo diceva anche Gesù in realtà, e ne riparleremo) se io riuscirei a stare bene anche in condizioni estreme.

Posso dirti che voglio avere questa forza e a Dio la chiedo.
A Dio chiedo di darmi la forza per fare quel che io vorrei fare per Lui.
Perché so che a volte la volontà c’è, ma la fragilità, il dolore fisico, possono spaventare.

Non so dirti con certezza se le difficoltà che viviamo sono prove che Dio pone davanti a noi o punizioni per i nostri errori.
Alcuni guardano anche questo lato di Dio, il dio che punisce chi sbaglia.

A molti questo non piace, non sarebbe un Dio d’amore, però è innegabile che nel Vangelo Gesù ripeta spesso frasi dure e severe per chi non segue la strada che Lui indica. Ma ci torneremo.

Prove? Punizioni?
Io so che sono tutte opportunità.

Una delle frasi che più mi piacciono di Paolo è proprio questa: “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio“.
E ho scoperto oggi che S. Agostino aggiungeva: “Anche il peccato!” 😉

Tutto, anche le difficoltà, puoi chiamarle prove o punizioni, io le chiamo opportunità.
E di certo se Lui ci mette alla prova, questa sarà sempre un’opportunità per conoscerci meglio e capire.

Ti piace quello che scrivo?

Ogni giorno condivido la mia esperienza, ogni domenica lo faccio parlando di spiritualità.


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Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

Giacomo Papasidero

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Stefania
Studente
Stefania
1 mese fa

Vorrei condividere con voi un racconto iniziatico, secondo me molto bello, che riassume la funzione delle “prove” poste sul nostro cammino come possibilità di diventare più forti e quindi di poter progredire e crescere. (Trovato in Metagenealogia scritto da Jodorowsky e Costa)
Un contadino riceve la visita del suo Dio. S’inginocchia davanti a lui e lo ringrazia con fervore di avergli accordato il dono della vita. “Di tutto ti sono debitore, eppure avrei una lamentela: lavoro per concimare le mie terre e farvi crescere grano in abbondanza, e tu mi mandi uragani, la siccità, gli uccelli voraci, i topi, le piogge torrenziali, le epidemie. Per una volta, non potresti risparmiarmi tutti questi mali?” Il Dio decise di soddisfare la preghiera del contadino. Dopo la semina, nessun uragano solleva la terra; il clima è mite tutto l’anno, piove solo quando serve, non si vede l’ombra di un topo né di un uccello, nessun insetto dannoso…Per colpa della mancanza di ostacoli da superare, i semi, indeboliti, marciscono nella loro buona terra senza neanche germogliare.
Buona giornata a tutti 🙂

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
1 mese fa
In risposta a  Stefania

Grazie, Stefania, per la tua condivisione. Mi viene in mente una frase che avevo letto tempo fa: “Il mare calmo non ha mai reso il marinaio esperto”.

Penso che riuscire a vedere le difficoltà e gli ostacoli, anche molto impegnativi, come un’opportunità, se non addirittura un Dono per noi dipenda solo da noi e ci cambi completamente la prospettiva, rendendoci veramente forti e grati. Doni su misura per noi, considerando che Lui meglio di chiunque conosce sia i nostri limiti, che abbiamo così la possibilità di superare e migliorare, e anche la nostra forza. Che anche quando non sappiamo di averla, c’è, sempre 🙂

Stefania
Studente
Stefania
1 mese fa
In risposta a  Megumi Campanella

🙂 😉

Paola
Studente
Paola
1 mese fa

sì bella vista così. Un’opportunità di migliorare, di crescere, di diventare più forti… poi penso al solito esempio estremo che propongo quando parliamo di dio. E ti chiedo, spiegami cosa c’entra in tutto questo e quale forza dovrebbe avere un bambino, una bambina che subiscano violenza e stupri. Spiegatemelo perché io non lo capisco, e ripeto, capisco solo che se il disegno di dio passa di lì, ebbeh perdonate, ma penso che sia un dio, diciamo, strano, ecco, per non usare termini che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno.

Paola
Studente
Paola
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Bene. Grazie.

Matteo
Iscritto
Matteo
1 mese fa

Grazie Giacomo per la tua visione della spiritualità, un’opportunità unica di vedere in maniera autentica, nuova, forse più vera, questo aspetto fondamentale dell’uomo e della vita su cui purtroppo si è troppo costruito sopra, appesantendo e rendendo spesso sterile la sua vera essenza.
Tempo fa seguii proprio il tuo corso sulla spiritualità e lo ricordo ancora come un fantastico viaggio in territori nuovi e pieni di aria pura. Ho ritrovato lo stesso spirito in questa prima newsletter e spero che così possano fare tutti quelli che ti leggono senza perdersi in letture rigide e dogmi. Ogni tanto leggendo con occhi nuovi il Vangelo (anche con l’aiuto di preti veramente illuminati che per fortuna ci sono) mi trovo ad immaginare come le tue stesse parole le abbia dette un giovane ebreo al suo gruppo di giovani amici e alle folle che lo seguivano. E penso che sia un messaggio semplice di di vero amore e null’altro
Grazie ancora e alla prossima opportunità di crescere nel bene e nell’amore

Sergio Gallo
Iscritto
Sergio Gallo
1 mese fa

Aggiungo: le Scritture ( sacre?) sono opera dell’uomo ( almeno ciò che ci resta; vedete Mauro Biglino). Di Dio si può dire tutto ed il contrario di tutto. Secondo me, Dio si può solo scoprire. dopo di che ci si può solo affidare a lui, con la cosapevolezza che ciò che ci accade è per noi non contro di noi.

Mirian
Studente
Mirian
1 mese fa

Non credo che Dio ci metta alla prova, in fondo le sacre scritture dicono esattamente il contrario. Credo piuttosto che Dio permetta che difficoltà e circostanze ci mettano alla prova dandoci così la possibilità di testare la qualità della nostra fede e di affinare quelle qualità che sono necessarie per perseverare

Anna Marini
Iscritto
Anna Marini
1 mese fa

Io credo che prima di venire su questa terra a fare questa esperienza,noi(la nostra anima)abbia deciso e studiato nei minimi particolari ciò che sarebbe arrivata a sperimentare ed a imparare,Dio ha “approvato”,questo progetto e ha fatto in modo che nel momento giusto arriveranno gli aiuti per far fronte alle situazioni,anche quelle più difficili.

Daniele
Ospite
Daniele
1 mese fa

Ciao a tutti e Ciao Giacomo, premetto che anche se sono cristiano cattolico mi è sempre stata stretta la religione non per questo non credo in nulla, anzi! ho solo trovato un’altra strada quella vedica che trovo molto più esaustiva e completa e soprattutto ha le risposte alle classiche domande. Detto questo io non credo che Dio ci voglia mettere alla prova. Noi siamo anche Anima che è eterna ed aspira a crescere, essere migliore, sempre. Dio o gli Dei ci danno ogni giorno la possibilità di crescere (inteso come anima) vederle come prove è riduttivo io lo vedo come un percorso che dobbiamo affrontare per poterci elevare spiritualmente il che implica diventare persone migliori. Un percorso influenzato dal nostro karma e dalle nostre aspirazioni. Faccio un esempio banale, mi spaventa la solitudine ma sento che voglio superare questa cosa se è un pensiero costante finirà che mi ritroverò spesso solo, Dio mi darà la possibilità di superare questa paura dandomi occasioni per affrontare la solitudine. Non le vedo come prove ma occasioni per migliorare non tanto come persona ma come anima che essendo eterna ha l’eternità per migliorare. Conosco da poco la filosofia vedica, ho molto ancora da imparare e mi spiego anche male quindi possiamo parlarne. Tra l’altro sembra che anche Gesù conoscesse la filosofia vedica e i suoi insegnamenti sembrano basati su ciò che dicono i Veda ma in modo semplificato senza troppe spiegazioni.

Francesca
Iscritto
Francesca
1 mese fa

È molto bello l’argomento che hai proposto! Io credo che Dio non voglia che soffriamo o ci stia mettendo alla prova. È vero che le sofferenze possono far emergere il meglio di noi ma non ci provoca le prove. E quando siamo affranti e scoraggiati lui ci risponde sempre attraverso la Bibbia e le preghiere, in Giacomo 1:13 ‘ viene detto che con i mali Dio non prova nessuno , ma Che Lui è il datore di ogni dono buono e regalo perfetto.

Francesco
Ospite
Francesco
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

La questione di Abramo è diversa, Abramo ebbe Isacco nella vecchiaia e la moglie era sterile. Quando Isacco era ancora un ragazzo Dio gli promise che da Isacco sarebbe venuto il suo seme (Genesi 21:12 Dio parlava direttamente con Abramo, mandandogli anche Angeli) successivamente gli disse che suo figlio doveva essere immolato o sacrificato (ancora una volta gli parla direttamente Genesi 22:2) un attimo prima che Abramo sacrificasse suo figlio Isacco , Dio lo fermò.( Genesi 22:11-12) Abramo senza rendersene conto inscenò in senso futuristico il sacrificio di Cristo e la sofferenza di un padre (Dio Padre) per il bene di tutta l’umanità. Abramo era stato messo a conoscenza passo dopo passo. Il suo dubbio era: ma come ,prima mi prometti una generazione da Isacco e poi mi dici di sacrificarlo? Abramo sapeva che la parola di Dio non tornava indietro senza risultato. Questo evento storico è un dramma futuro una profezia di quello che Dio avrebbe fatto per tutta l’umanità. Giovanni 3 “16Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna. 17 Poiché Dio ha mandato suo Figlio nel mondo non per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. ” Dio ha usato Abramo per un messaggio per tutta l’umanità, non per farlo soffrire ho imporgli sofferenze o altro, Abramo è l’unico ad essere chiamato amico di Dio. Un Saluto.

Francesco
Ospite
Francesco
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Non voglio dimostrare la propria verità. Amo la giustizia, è incolpare qualcuno per qualcosa che non ha fatto, non è giusto, mi sento in dovere di dire ciò che è giusto. Se poi qualcuno vuole fare discorsi aleatori e tirar fuori concetture astratte, che lo faccia , io mi sento in dovere di difendere la verità, che a volte è scomoda e mina le basi di certe credulità basate sulle tradizioni o per sentito dire. Dio è stato il primo a porgere la mano all’umanità che più volte lo ha deluso. Vi ricordo che Gerusalemme significa città di pace, ma è stata distrutta 17 volte e ricostruita 18. La pazienza di Dio è stata portata ai limiti. Pertanto perseguiamo la verità anche se è scomoda.

Francesco
Ospite
Francesco
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Si che lo letta…

Sonia
Iscritto
Sonia
1 mese fa

Grazie Giacomo, è un meraviglioso angolo di serenità, grazie di cuore! Ti stimo molto…..

Nicola
Iscritto
Nicola
1 mese fa

(Io penso)che la prova ho sempre uno scopo! Però non tutte le prove vengono da Dio. Però sono convinto che anche se cado o rimando in Piedi , Gesù è colui che mi sostiene. Io penso che per le emozioni abbiamo il diario emotivo ma per le prove ci vuole la fede.

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