Come vivere con entusiasmo la tua vita e renderla meravigliosa

Indipendenza Emotiva

È nato prima l’uovo o la gallina?

No dai, non fare quella faccia sorpresa, ha molto a che fare con l’entusiasmo quello che ti sto chiedendo.

Chiederti se è nato prima l’uovo o la gallina è davvero importante.

Di solito qualcuno afferma che sia venuto prima l’uovo, così qualcun altro chiederà: e quale gallina lo ha fatto se è venuta dopo?

Allora potresti pensare che prima sia venuta la gallina. Ottimo, e da quale uovo è saltata fuori?

Penso che qualche scienziato, nei secoli scorsi, sia finito in manicomio nel folle tentativo di cercare una risposta scientifica a questo quesito 🙂

Di sicuro oggi potrai dire con certezza, che non lo sai e non lo sa nessuno.

Sono partito dalla gallina e dall’uomo per un motivo semplice: fai le cose alla grande perché hai entusiasmo, o hai entusiasmo perché fai le cose alla grande?

Come vedi è molto simile al discorso dell’uovo.

 

 

Se vuoi entusiasmo devi vivere con entusiasmo

Entusiasmo

Quasi tutti pensano di fare grandi cose perché provano entusiasmo e voglia di agire, motivazione.

Ottimo, ma se questo entusiasmo manca, credono di dover aspettare che arrivi per poter agire e cambiare le cose o stare bene.

Hai una sedia comoda? Perché se la pensi così, puoi sederti e aspettare, forse a lungo.

Cos’è l’entusiasmo?

Esatto, è uno stato d’animo (non avevi dato questa risposta? Farò finta di niente 😉 )

Ecco dove sta il grande dilemma: viviamo in una società che pensa di non avere controllo sulle proprie emozioni.

Ognuno di noi cresce credendo che la rabbia dipenda dal comportamento degli altri, che siano loro a renderci felici, o a farci soffrire.

A questo punto ti suggerisco di fare il test sulle emozioni più intelligente che esista. E non è un test psicologico, ovviamente 😀

Ti permetterà di capire come eliminare la sofferenza dalla tua vita.

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Così l’entusiasmo non lo scegli, ma ti capita di averlo se sei fortunato, o fortunata, o al più finisce che consideri l’entusiasmo frutto della presenza di altre persone, delle condizioni giuste, delle cose che fai.

Così molti pensano che l’entusiasmo dipenda da tutto tranne che da te.

Sbagliato.

Vuoi avere entusiasmo nella vita? Vivi con entusiasmo. E lo avrai.

Una delle leggi che più di tutte dovrebbero insegnare nelle scuole è questa: agisci come se.

Se vuoi avere allegria, agisci come se fossi allegro, o allegra, fai esattamente quello che faresti se vivessi quell’emozione. E la proverai.

Non solo, se vuoi vivere una vita ricca di entusiasmo, agisci sempre come se fosse già tua questa condizione. E lo sarà.

La verità è che qualsiasi emozione dipende da te, da cosa pensi e non da quello che accade intorno o da cosa fanno gli altri.

Di più tutto questo non ha alcuna importanza: sei tu che decidi se sei felice o triste, se hai entusiasmo o voglia di sprofondare in un divano e aspettare che arrivi il prossimo giorno.

Si chiama indipendenza emotiva (segui il link, è importante!).

Per cui fregatene se è nato prima l’uovo o la gallina: prendi quell’uovo e fatti una bella frittata!

Se vuoi coltivare l’entusiasmo, devi portarlo nella tua vita grazie a un semplice esercizio.

 

Sei capace di vivere una vita felice?

Pochi minuti e 10 domande che ti permetteranno di capire se oggi sei capace di vivere una vita profondamente felice.

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Come creare l’entusiasmo

Successo

Prendi un foglio e rispondi a questa domanda: se ora avessi entusiasmo, se la prossima cosa che farai la facessi con entusiasmo, come la faresti?

Un ragazzo a cui avevo fatto questa domanda mi ha scritto, riguardo al giocare a calcetto: se avessi entusiasmo lotterei su ogni pallone, correrei fino all’ultimo, farei di tutto per fare un gol, o per evitarlo.

Se poi chiedi a qualcuno che non ha entusiasmo di fare queste cose che ti risponde? Che non se la sente e non ne ha voglia, che dovrebbe avere più energia e adesso gli manca e non riesce.

È proprio questo l’errore madornale che tutti commettiamo: aspettare di aver voglia di fare le cose che non abbiamo voglia di fare!

Ecco cosa devi fare: rispondere alla domanda che ti ho fatto prima. Puoi farlo anche nei commenti, sarà interessante.

Cosa faresti, e come, se avessi entusiasmo?

Scrivilo dove vuoi, ma scrivilo adesso, pensandoti in una delle giornate migliori, quelle in cui l’entusiasmo ti esce dagli occhi e lo potresti andare anche a vendere.

Poi agisci, adesso, come se quell’energia, quella carica, quella forza fossero già tue. Lo saranno.

Pensaci. Cosa succede se un ragazzo corresse davvero dietro ogni pallone e lottasse per vincere fino all’ultima goccia di sudore?

Darebbe il massimo, si divertirebbe e alla fine sarebbe super soddisfatto.

Perché?

Perché avrebbe dato tutto, ed è proprio quello che accade se metti entusiasmo.

Qualche giorno fa parlavo con una ragazza e mi diceva di come fosse in un momento no.

Triste, sconsolata, con le lacrime agli occhi.

Allora le spiego che deve reagire, non a parole, ma in pratica.

Così si convince a scuotersi e decide di uscire di casa per fare una passeggiata.

Casualmente (ma io non credo al caso!) incontra delle ragazze che le propongo di fare un percorso a piedi insieme.

Già ti sento, riluttante a spostarti dal divano, che rifiuti perché non sei dell’umore adatto!

Lei per fortuna segue il corso e ascolta i consigli del suo mental coach (come chi, io! 😀 )

Così accetta e le si apre una giornata imprevedibile, positiva e interessante.

Basta che tu decidi di provare per scoprire che l’entusiasmo viene da dentro, da te, dipende da come osservi le cose e guardi la vita.

Proprio ieri ero seduto anche io sul divano accanto a un amico in un momento di sconforto. Cerco di tararlo su e poi gli propongo di uscire fuori a lavorare nell’orto.

Neanche per sogno, non ne ha voglia.

Gli manca l’entusiasmo per uscire e preferisce restare sul divano. Per qualche minuto lo assecondo, giusto il tempo di sentire che mi sto abbassando anche io a uno stato di inerzia e apatia.

La giornata è bella, sarebbe grandioso lavorare la terra, e invece sono sul divano a fare nulla, guardando i muri perché il mio amico non è in vena.

Ma per fortuna ne è passata di acqua sotto i punti e so cosa devo fare. Rinnovo l’invito e mi alzo, cambio le scarpe e inizio a scrollarmi di dosso le emozioni negative.

Vado a lavorare cantando, con gioia, mettendoci io l’entusiasmo che prima, su quel divano, pareva la cosa più lontana da quella stanza.

Avrei potuto restare lì, nella penombra, e aspettare che l’entusiasmo passasse a chiamarmi per uscire.

Ma quando ho preso in mano le redini della situazione e sono uscito io, ho scoperto che l’entusiasmo mi stava già seguendo 😉

Chiaro il concetto?

Bene!

Rispondi a questa semplice domanda e fallo adesso, non quando non avrai voglia di fare nulla o penserai che non sia il momento giusto.

Decidi ora cosa farai con entusiasmo, decidilo desso, a mente lucida.

Alcune persone iscritte al corso mi dicono che farsi questa domanda mentre sono giù di corda è difficile.

Ma va?! Certo che è difficile!

Se sei giù di morale, se provi emozioni negative e stai male, la mente è chiusa e idee per reagire non ne vedrai molte.

Ma ora stai leggendo con calma questa pagina e puoi fermarti, pensare alle situazioni in cui di solito vorresti avere entusiasmo e ti manca, ai momenti critici, e rispondere a questa domanda.

Per questo devi scrivere le risposte: ti serviranno in qui momenti, dopo, quando dovrai decidere se lasciarti andare o vivere con entusiasmo.

Per cui fallo adesso, è il momento migliore, e se hai voglia di una mano da parte mia, scrivi un commento e ti aiuto molto volentieri, con entusiasmo 😉

Che sia nel tuo lavoro, un hobby, lavare i piatti o pulire casa, chiediti come faresti qualsiasi cosa se ne avessi l’entusiasmo.

Scrivilo, è davvero prezioso, e poi agisci.

Inizia a mettere entusiasmo in quello che fai non domani, non quando ti verrà spontaneo, ma ora.

Occhio, non si tratta di fingere, ma di creare.

Non fai finta di avere entusiasmo, lo crei agendo con energia.

Chiediti cosa fai quando l’entusiasmo lo provi davvero. Cosa fai e in che modo.

Che differenza c’è tra queste occasioni e quelle in cui invece ti manca?

Per esempio pensa a te che lavori con entusiasmo e poi a te che lo fai senza energia e voglia.

  • Cosa noterebbe una persona che ti osserva dall’esterno di diverso?
  • Se io ti guardassi in entrambe le situazioni, che differenza vedrei?
  • Quando lavori con entusiasmo (ma lo stesso vale se giochi o fai qualsiasi cosa), da cosa si nota che sei proprio in vena?

Devi cogliere queste differenze.

Così il ragazzo di prima mi aveva descritto cosa caratterizzava una partita di calcetto quando era entusiasta e pieno di energia, rispetto a quando aveva poca voglia e giocava a malapena.

Devi fare esattamente la stessa cosa: se provi entusiasmo cosa cambia?

Una volta che hai questa risposta devi solo metterla in pratica.

Se canti a voce alta quando sei entusiasta, invece che a bassa voce, strilla, adesso, subito.

Se a lavoro l’entusiasmo ti fa essere più veloce e parli di più, datti una mossa, non rallentare, non sederti.

Ricorda anche che l’entusiasmo non sta solo nella testa, ma anche nel corpo, nel modo in cui ti muovi, nell’energia che ci metti.

Agisci subito come se avessi l’entusiasmo che desideri, e lo avrai.

Lo ripeto, non si tratta di fingere o recitare, devi metterci entusiasmo, fare tutto come se fosse tuo, crearlo con il tuo modo di agire, pensare, vivere.

Non conta se viene prima l’uovo o la gallina, agisci con entusiasmo comunque, metticela tutta.

Questo vuol dire concentrazione, passione, impegno, dare il massimo in quello che fai.

Fallo come se fosse la cosa più importante del mondo. Non tirarti indietro, non accontentarti. Dai il massimo.

Vivi con energia e vitalità, non aspettare che capiti, sei tu il solo, la sola, responsabile della tua vita.

Non dipende dagli altri, da cosa fai o dove ti trovi. Nessuno può impedirti di vivere con entusiasmo se tu scegli di farlo.

La felicità è una scelta, l’amore è una scelta, l’entusiasmo è una scelta.

E questa spetta sempre e solo a te. Nessuno può farla al tuo posto, nessuno può impedirtela.

Segui questo semplice esercizio, scopri che differenza fa l’entusiasmo nella tua vita, nei gesti semplici di ogni giorno, chiediti come laveresti i pavimenti se fosse la cosa più importante del mondo.

Poi vivi esattamente così ogni compito, ogni istante della tua vita.

Non solo sarà un piacere vivere così, ma vedrai che otterrai i migliori risultati di sempre, e solo perché hai scelto di metterci entusiasmo, mentre altri avrebbero preferito sprofondare sul divano 😉


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Laura Mira
Studente
Laura Mira
14 giorni fa

Io quando provo entusiasmo sono allegra, propositiva, quando sono in macchina canto a squarciagola. Mi piace tanto… Ora é un po’ che non riesco a farlo.
Quando sono al lavoro mi impegno, porto a termine tanti lavori, non mi lamento con gli altri e sono più propensa ad aiutare
Quando sono a casa sono più propositiva nell’aiutare i ragazzi e a seguirmi, sia nei compiti che nelle attività extrascolastiche.
Mi prefiggo degli obbiettivi, per esempio una dieta, o attività sportiva

Laura Mira
Studente
Laura Mira
13 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Non sono mai stata una super positiva… Anzi sono “famosa” per essere quella sempre arrabbiata e imbronciata. Però a tratti anche io ogni tanto sono felice ed entusiasta delle cose… 😊 Quindi quando lo sono sono così, quando non lo sono sono incupita.
Ultimamente le cose sono difficili per tutti, ma é anche vero che i problemi ci sono sempre. In questi giorni ciò che mi tormenta é il mio matrimonio. Io e il mio compagno abbiamo deciso di sposarci a maggio. Ora il dilemma é se sposarci in tempi di covid o rinviare all’anno prossimo.

Alberto
Studente
Alberto
17 giorni fa

Ma non sembra essere bugiardi con se stessi??

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
17 giorni fa
In risposta a  Alberto

menti a te stesso se fingi di provare qualcosa che in realtà non provi, e naturalmente non avrebbe senso 🙂

Tutt’altra cosa è invece se ti dai il tempo di osservare, comprendere, e allenarti per sviluppare un approccio nuovo, che giorno dopo giorno fai veramente tuo. E non si tratta di ignorare le difficoltà, ma di permetterti di vedere anche altro 🙂

Oggi, ad esempio, è una giornata piovosa qui da me: cielo plumbeo, poca luce, a tratti pioggia forte che rende difficoltosi gli spostamenti.

Ma la pioggia, è negativa ? chiedilo a tutte le piante che ne ricevono nutrimento indispensabile per la loro sopravvivenza e crescita 😉

E quante cose interessanti e piacevoli puoi ugualmente fare, proprio approfittando di una giornata di pioggia in cui non puoi uscire? Senza considerare che per molti (compresa me 😀 ) un paesaggio piovoso ha anche il suo immenso fascino! 🙂

Manuela
Studente
Manuela
17 giorni fa

Purtroppo è da un po’ di tempo che ho perso l’entusiasmo per il mio lavoro. I miei studi sono stati interessantissimi, anche i primi tempi del lavoro, ma adesso che è diventato routine non mi dà più nuovi stimoli e mi pesa. Quest’anno ho seguito svariati corsi, per perfezionarmi sempre più e per cercare di riaccendere l’entusiasmo, ma sta di fatto che gli argomenti sono sempre gli stessi e non mi suscitano più curiosità. Di cambiare lavoro non se ne parla, sono un neurologo e questo mestiere mi è costato una vita di impegni e fatica per poterlo svolgere. Come posso fare per tornarci a convivere piacevolmente?

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
17 giorni fa
In risposta a  Manuela

A pesarti è l’attività in sè o l’ambiente specifico in cui lavori? cambiare lavoro non significa necessariamente fare tutt’altro se ciò per cui hai studiato lo ami e ti appassiona.
Pur continuando a svolgere la tua professione di neurologa, avresti la possibilità di organizzarti per poterlo fare in un contesto diverso, ad esempio in uno studio tuo anzichè nel settore pubblico o viceversa, anche cambiando città o paese se dovesse servire?

Una cosa fondamentale però, come hai letto anche in questa guida, è che l’entusiasmo non è qualcosa che capita ma è qualcosa che dipende da come tu vivi le cose, da ciò che tu metti in ciò che fai e se sai renderlo tu sempre diverso e nuovo. In tutto ciò che fai, non solo nel lavoro.

Un consiglio che ti do è quello di non pensare alla tua professione come a “un lavoro” ma all’opportunità, di offrire il tuo contributo, unico e prezioso, (è uguale se un paziente viene da te o va da un altro neurologo? 😉 ) proprio grazie a tutto ciò che hai studiato, a persone che ne hanno bisogno e che grazie a te possono migliorare la propria vita. Neanche a farlo apposta, proprio domani ho un appuntamento con un neurologo per mia zia novantenne malata di parkinsonismo, e sapessi quanto è importante per lei e la sua qualità di vita essere seguita da un professionista di questo tipo 🙂

Hai mai letto questa guida? 🙂 Amare il proprio lavoro cambiando il modo di lavorare

Manuela
Studente
Manuela
17 giorni fa
In risposta a  Megumi Campanella

L’ambiente in cui lavoro è buono; è l’attività in sè piuttosto faticosa sul piano mentale e nello stesso tempo monotona (lavoro in un ambulatorio pubblico). Ogni tanto mi trovo a pensare alla possibilità di fare un concorso per l’ospedale: lì il lavoro sarebbe più movimentato, offrirebbe maggiori possibilità di confronto, ma a prezzo di minore libertà e minore tempo libero, che sarebbe da contendere sempre con i colleghi.

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
15 giorni fa
In risposta a  Manuela

in che cosa consiste esattamente la fatica sul piano mentale nel tuo attuale lavoro? hai provato ad identificarlo con esattezza facendo un elenco preciso per punti?

Manuela
Studente
Manuela
14 giorni fa
In risposta a  Megumi Campanella

Ci sono diversi problemi. I principali:
1) la varibilità individuale che rende incerto il risultato di ogni terapia, per cui ogni scelta terapeutica è una sorta di “scommessa” di cui mi devo assumere la responsabilità;
2) l’inesistenza di terapie per alcuni problemi, o l’inefficacia, o gli effetti collaterali, per cui per un 50% di successi, vi è un altro 50% di insuccessi che sono fonte di frustrazione;
3) la difficoltà a raccogliere i dati anamnestici utili alla diagnosi da tante persone poco scolarizzate, che non comprendono bene le domande poste, e dimenticano di portarmi la documentazione clinica, o da quelle “logorroiche”, che mi sommergono di informazioni inutili ma che lascio parlare per farle sentire “accolte”, il tutto da svolgere nei tempi ristretti imposti dalla asl;
4) la scarsa disponibilità al sud di strumenti diagnostici per alcune patologie più indaginose o rare;
5)il fatto che questo lavoro mi impegni la maggior parte delle ore della giornata.

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
12 giorni fa
In risposta a  Manuela

questi aspetti che hai elencato, cambierebbero se iniziassi a svolgere la tua professione in ospedale? probabilmente troveresti una situazione più varia e movimentata e possibilità di confronto, ma la “fatica mentale” di cui parli? e la mancanza di tempo libero, che avverti già ora?

Considera poi che la maggior parte dei problemi che hai elencato, se non tutti, hanno a che vedere con cose che non sono e non saranno mai sotto il tuo controllo e questo immagino faccia parte della professione medica, come anche di altri lavori e della vita stessa e imparare a riconoscere e lasciar andare ciò che non è sotto il nostro controllo da ciò in cui invece possiamo dare il nostro prezioso contributo nonostante tutto, sia fondamentale. Anche sottolineandolo con i pazienti, che certamente in molte occasioni “pretendono” che tutto si risolva quasi miracolosamente con una bacchetta magica! 😀

Quando incontri un ostacolo, una difficoltà, sposta immediatamente la tua mente su ciò che dipende da te. La tua vera responsabilità consiste proprio in quel “cosa posso fare”, e far comprendere correttamente questo anche ai pazienti credo sia un punto essenziale.

Mi hai scritto di aver trovato interessantissimi i tuoi studi e che all’inizio eri entusiasta del lavoro. Che cosa esattamente trovavi entusiasmante ed interessante? 🙂

Se vuoi possiamo approfondire anche in un incontro gratuito su Skype, se dai un’occhiata al calendario ho inserito delle disponibilità anche in orari serali 🙂

Manuela
Studente
Manuela
12 giorni fa
In risposta a  Megumi Campanella

Forse potrei lavorare di più, come mi suggerisci, sulla comunicazione al paziente di quello che è possibile fare. Il peso che avverto probabilmente è proprio quello delle aspettative altrui che non riesco bene a gestire. Grazie per i preziosi consigli!

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
11 giorni fa
In risposta a  Manuela

una comunicazione chiara e precisa è sicuramente fondamentale, sia per la persona che hai davanti, sia per te stessa 🙂
Al paziente offri così l’opportunità di conoscere con esattezza come stanno le cose, evitando di creare false aspettative (cosa che non è detto che avrà poi la capacità e la forza di fare, ma tu intanto saprai di aver fatto del tuo meglio per spiegargli bene la situazione), e tu in questo modo non ti fai carico di responsabilità che in realtà non sono tue e puoi così concentrarti al massimo su tutto ciò che invece dipende da te, cercando di migliorare e capire sempre di più.
Potrebbe essere utile, se già non lo fai, anche mettere per iscritto in un modo che possa essere estremamente chiaro e semplice anche per persone non abituate, i passi che devono fare loro (farmaci da assumere, esami da portare, comportamenti da adottare). Potresti creare ad esempio un modello precompilato al pc con esami e documentazioni che richiedi più frequentemente e consegnarlo al paziente con delle spunte a seconda dei casi e tenertene una copia per tuo promemoria ma anche per evitare eventuali discussioni future.
Non dare per scontato che le persone siano precise ma piuttosto aspettati il contrario: parti dal presupposto che potrebbero non esserlo e guidali passo dopo passo come faresti con una persona assolutamente inesperta 🙂

Manuela
Studente
Manuela
11 giorni fa
In risposta a  Megumi Campanella

Mi rendo anche conto di sentirmi oppressa dal pensiero di tutte le persone che sono fuori in attesa, e alla mole di lavoro che mi aspetta! per cui durante una visita penso già a tutte le altre successive. Forse è questo l’ambito migliore in cui applicare il principio della calma.

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
10 giorni fa
In risposta a  Manuela

una cosa che potresti fare è anche focalizzarti sul fare una cosa alla volta, allenandoti a farlo sempre, anche al di fuori del lavoro. Quando fai una cosa, anche piccola e semplice, fai solo quella, concentra la tua mente completamente in ciò che stai facendo, chiudendo le saracinesche al prima e al dopo. Tenendo d’occhio il tempo naturalmente, anche con l’aiuto di sveglie silenziose quando serve, ma mettendo tutta te stessa, con cura, calma, concentrazione, nell’attività che stai facendo, come se fosse la cosa più importante del mondo.
D’altronde, pensare mentre fai qualcosa, a tutto ciò che dovrai fare dopo, ti è in qualche modo di aiuto o solo di grande intralcio e fonte di ansia e nervosismo? 🙂

Martina
Ospite
Martina
5 mesi fa

Sono martina mamma di tre figli
E sono in un periodo no…. non riesco a venirne fuori. Sto leggendo quello che proponi. E su cosa faresti con entusiasmo mi sono bloccata. Non so più nemmeno cos è. Mi sento una morta vivente. Vivere senza entusiasmo è pesantissimo. Mi manca . Vorrei tornare a vivere i giochi con i miei figli con entusiasmo…. ma qualsiasi cosa…. lavarmi i denti con entusiasmo cucinare lavorare ogni singola cosa.Ma Ma appena penso ad una delle tante volte che ho vissuto con entusiasmo subito mi avvolge la tristezza e non riesco nemmeno a visualizzare tutta l immagine.

Ibr
Ospite
Ibr
7 mesi fa

Ciao, come faccio a mettere dell’entusiasmo a qualcosa che guardo cioè lo guarderei sempre, basta.

Ibr
Ospite
Ibr
7 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

E comunque mi piacciono però vorrei avere l’entusismo nel guardare i cartoni non altre attività.

denisa
Iscritto
denisa
9 mesi fa

ciao,
pur avendo una natura allegra, ho da sempre un malessere genarle.
Anche ciò che mi appassiona non sempre ho voglia di farlo.
Ho tentato molte vie per capire il perchè e risolvermi, ma non ha funzionato niente davvero.
grazie

Katia
Ospite
Katia
1 anno fa

Io non mi sento amata da mio marito, ho chiesto più volte dimostrazioni ma lui è incapace di darle, credo che non mi ami e che voglia vivere con me solo esclusivamente perché la situazione gli fa comodo ma Nonostante i miei problemi, oggi mi alzerò dal letto mi preparerò per bene e con mio figlio andrò a pranzo da mia madre… E poi nel pomeriggio faremo una passaggiata… Anche se non mi aiuterà a risolvere tutto ma per lo meno respireró aria pulita per un po.. Prima di tornare a casa e fare la coinquilina perché è così che mi sento.

Anna
Iscritto
Anna
2 anni fa

Non ricordo più le cose che mi entusiasmano davvero è quando avrei dovuto rispondere cosa ti entusiasma la penna si è bloccata non scriveva…

Francesco Pucci
Ospite
Francesco Pucci
2 anni fa

Buonasera…e proprio vero,

stamani mi sono svegliato con l’entusiasmo,con la voglia di fare qualcosa che mi sbloccava da un periodo nerissimo….sono andato alla ricerca di una lista alimentare fatta dalla nutrizionista a giugno per un problemino allo stomaco causato tra l’altro dalla mente…per rimettermi in forza,dopo una buona colazione sono uscito a fare la spesa,rientrato ho preparato il pranzo ( ottimo ) ho lavato i piatti e senza cadere nel sonnellino pomeridiano dovuto alla solita svogliatezza ho fatto lo zaino,sdraio …via al mare rilassato,libro… relax
Sono rientrato per rimettermi al lavoro…e non vedo l’ora che arrivi domani per ricominciare con gioia…buonanotte e provateci a prescindere…

Emanuela
Iscritto
Emanuela
2 anni fa

Ciao Giacomo,
ho letto questo articolo prima di staccare da lavoro alle h 19.00 e piena di questi nuovi pensieri ho deciso che con entusiasmo sarei andata a trovare i miei genitori e restare per cena. Entrata in casa, ho trovato mio padre nervoso e con il muso lungo fino a terra e mia madre non c’è…hanno litigato. L’entusiasmo che cercavo di avere (e che in questo periodo mi manca) è subito scomparso e mi è venuto spontaneo scriverti subito per farti una domanda:
come si fa a non farsi influenzare da chi ci circonda e dalle cose che accadono?
Ora posso continuare a sforzarmi di mettere entusiasmo in ciò che farò, ma il loro malumore mi contagerà inevitabilmente.
Questo episodio penso che è l’esempio di tante situazioni che potranno capitare dove la volontà di impegnarmi subirà interferenze esterne che non saprò come gestire emotivamente.
Grazie in anticipo se vorrai rispondermi!