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Problem solving: come risolvere tutti i tuoi problemi 

Indipendenza Emotiva

Oggi parliamo di Problem solving, cioè di come risolvere i problemi. Tutti, presenti o futuri che siano.

Che tu sia convinto, o convinta, di saperlo fare o di non riuscirci mai, sto per mostrarti i segreti, semplici e molto pratici, per trovare sempre una soluzione.

Quello che ti spiego adesso è un approccio che funziona sempre, in qualsiasi contesto e che tu, tra poco, potrai utilizzare anche se finora non hai mai saputo risolvere i tuoi problemi.

Ti mostrerò anche un video con un esercizio in cui ti accompagno ad affrontarne immediatamente uno e risolverlo.

Cominciamo!

 

Problem solving: dove sta il problema?

Problem solvingPartiamo dal principio più importante quando affronti un problema: c’è sempre una soluzione.

Questa è una di quelle rare regole della vita che non ammettono eccezioni.

Ti assicuro che qualsiasi problema tu possa avere, una soluzione c’è sempre.

A volte non sembra per due motivi principali:

  • Non hai capito bene qual è il vero problema.
  • Non hai voglia di mettere in pratica le soluzioni, o perché non credi di farcela o perché non ti piacciono.

Il primo punto è anche la cosa più importante quando affronti un problema e lo vuoi risolvere: hai chiaro qual è il problema?

Spesso, infatti, non vediamo il vero problema ma solo alcune situazioni superficiali, che magari sono più immediate ma che derivano dal problema reale.

Per fartelo capire meglio ti faccio leggere un frammento del mio libro, Indipendenza emotiva, in cui lo spiego bene con un esempio.

 

Maria esce di casa e scopre che le ruote della sua macchina sono tutte bucate. La rabbia lascia presto il posto all’ansia perché adesso teme di arrivare in ritardo al lavoro e che questo le comporterà un rimprovero da parte del suo direttore.

Se però fosse domenica, o il primo giorno di ferie, probabilmente Maria non sarebbe comunque contenta di vedere le ruote bucate, ma di certo non starebbe in ansia e quello non sarebbe un grosso problema. Forse potrebbe non esserlo affatto, perché magari non userà l’auto per più giorni e quindi la situazione non le creerà nessun disturbo.

Certo, prima o poi dovrà riparare le ruote se vorrà utilizzare l’automobile, ma in quel momento, quella mattina di domenica, non sarebbe un problema.

Tante volte ci lamentiamo per i nostri problemi e chi ci ascolta non capisce perché facciamo tante storie. Un problema, ricordalo, è tale se ti crea disagio, se può intralciarti sulla tua strada per vivere una vita felice, serena, tranquilla.

Se può farlo, allora saprà farti stare male attraverso le emozioni negative che ti crei vedendolo e cominciando a considerare tutto il peggio che può succederti.

Andiamo al sodo: per prima cosa identifica dove sta il problema, esattamente, con precisione.

Nel caso di Maria, il suo problema non è la ruota bucata, anche se potrebbe sembrare questo, ma come arrivare in orario in ufficio. Come vedi è una cosa molto differente.

L’errore più comune sta proprio nel non capire quale problema abbiamo, finendo per non intervenire nel modo giusto. Infatti, se Maria pensa che sia la ruota bucata il vero problema, cosa farà?

Di tutto per sistemarla: chiamerà il suo meccanico se è disponibile, chiederà a un amico che conosce, o cercherà di sistemarla lei stessa.

Questo, ovviamente, richiede tempo e magari lei arriverà in forte ritardo in ufficio.

Il vero problema è però quest’ultimo, e anche se si mette a riparare la ruota, o se arriva il suo meccanico, continuerà a provare emozioni negative perché il problema segnalato dall’ansia o dalla rabbia è ancora presente e probabilmente senza soluzione.

 

Come vedi, dunque, il primo passo se vuoi risolvere un problema è capire qual è veramente il problema.

Come hai letto da questo estratto, il vero problema è legato alle emozioni negative che provi.

Per approfondire come queste siano campanelli d’allarme utilissimi per identificare i veri problemi, ti consiglio di leggere la guida sull’indipendenza emotiva, che ti spiega cosa sono le emozioni, come nascono e come utilizzarle al meglio.

 

 

Risolvere problemi? Prima di tutto identificali

Risolvere problemi

Come nell’esempio tratto dal libro, devi cercare di capire cosa vuoi ottenere, che obiettivo hai, perché abbiamo un problema ogni volta che qualcosa ci impedisce di raggiungere un nostro obiettivo.

Il problema non è cosa accade, ma che ci ostacoli in questo percorso.

Se comprendi bene l’obiettivo che vuoi raggiungere, puoi risolvere il vero problema, ossia trovare un modo per ottenere quello che desideri nonostante le difficoltà o le situazioni che stai vivendo.

Ecco un altro esempio: Francesca si arrabbia con suo figlio perché non vuole fare la doccia e lo minaccia se non farà come dice.

Poi interviene il papà, e Matteo, il bambino, decide di farsi la doccia volentieri.

Il problema di Francesca sembra essere quello di convincere Matteo a fare la doccia, ma solo in parte è vero. Lei non si arrabbia per questo, ma perché Matteo non ubbidisce.

Qual è l’obiettivo di Francesca? La doccia? O che il figlio la ascolti?

Tra poco ti mostro come risolvere l’apparente problema della doccia e anche come risolvere quello principale, il vero obiettivo di Francesca: che suo figlio ubbidisca alle cose che lei gli chiede.

Osserva con attenzione i tuoi problemi e individua cosa vuoi ottenere, quale obiettivo ostacolano, cosa ti impediscono di raggiungere.

L’obiettivo a cui punti è il nocciolo della questione: il Problem solving passa tutto da qui, per cui scrivi con chiarezza qual è il tuo vero problema.

Per aiutarti ecco alcune domande che ho tratto sempre dal mio libro:

 

[…] Per prima cosa potresti cercare di comprendere se qualche tuo amico vivrebbe nello stesso modo questa situazione. Magari per te una telefonata che non arriva è un problema, per un’altra persona no.

Se ti rendi conto che alcuni reagirebbero diversamente, senza trovarsi necessariamente in difficoltà per la stessa situazione che stai affrontando, comincia a chiederti per quale motivo tu la vivi in modo problematico.

Pensa anche a fare delle variazioni in merito alle vicende che stai vivendo: sarebbe un problema se fosse un giorno diverso, un periodo della tua vita differente, se ci fossero altre persone con te, se ti trovassi in una città diversa?

In questo modo isoli il problema dal contesto e potresti renderti conto che in altre circostanze non lo troveresti fastidioso.

Ecco qualche domanda specifica che puoi utilizzare:

  • Dove sta il problema esattamente?
  • Se fosse domenica (o lunedì) cambierebbe qualcosa?
  • Se fossi con altre persone (o completamente solo) sarebbe diverso?
  • Sarebbe ancora un problema se cambiasse la reazione degli altri (magari sarebbero disponibili ugualmente con te)?
  • Sarebbe ancora un problema se la situazione fosse completamente opposta rispetto a com’è?

Ovviamente devi adattare le domande che ti suggerisco alla situazione che stai vivendo, cercando di modificarla nella tua mente per valutare se ci sono dei motivi che renderebbero meno problematico quello che stai facendo.

Immaginati magari a spiegare dove sta il problema a un amico che proprio sembra non capirlo.

 

Io faccio spesso questo lavoro, mi immagino su un isola deserta, ad esempio, o con persone che vogliono aiutarmi e non reagiscono male ai problemi, oppure elimino qualcosa dalla situazione.

Elimino il tempo atmosferico, gli orari, le scadenze, i ruoli che ricopro, i soldi (se sono in gioco) e via dicendo.

Tutte queste variazioni ti possono aiutare a identificare il vero problema, il tuo vero obiettivo, evitando che il contesto ti condizioni impedendoti di coglierlo.

Ovviamente nel libro che ti ho citato l’esempio di Maria prosegue e trovi moltissime informazioni su come affrontare i problemi e non solo.

Se ti interessa, puoi leggere gratis il primo capitolo di “Indipendenza Emotiva” ⇒

Una volta che hai definito il vero problema e il tuo obiettivo, ti spiego cosa fare per risolverlo, ma prima di procedere scrivi tutto su un foglio.

Questo ti aiuta a focalizzarlo meglio e lavorarci con maggiore chiarezza. Se invece non riesci a individuare con esattezza il problema non preoccuparti: lasciami un commento e ti aiuterò io 😉

 

 

Come risolvere i problemi: cerchiamo a soluzione

Come risolvere un problema

Maria non è preoccupa per le ruote, deve arrivare a lavoro in orario.

A Francesca interessa la doccia, ma è solo una situazione come tante altre, lei vuole che suo figlio ubbidisca.

Ricordi che ogni problema ha sempre una soluzione?

E che un problema è tale solo se ti impedisce di ottenere qualcosa che desideri?

Ottimo, se hai individuato dove sta il vero problema, cioè se hai l’obiettivo che vuoi raggiungere, ora devi semplicemente individuare una strada alternativa per ottenerlo.

Così Maria potrebbe prendere l’autobus, o chiamare un amico, andare a piedi, farsi dare un passaggio da una collega, fare l’auto stop.

Il suo problema è arrivare in orario al lavoro, per cui, sgombrato il campo dai falsi problemi, tu devi concentrarti solo su come raggiungere il tuo obiettivo nonostante le difficoltà che stai incontrando.

Francesca vuole che suo figlio le ubbidisca, per cui potrebbe spiegare perché gli chiede certe cose, capire cosa vuole lui e trovare un punto di incontro, non imporsi con la forza dell’adulto, ma coinvolgerlo affinché lui si fidi di lei e la ascolti quando gli chiede qualcosa.

Potrebbe anche scoprire perché Matteo ascolta il papà e non lei 😉

Ecco alcune domande molto utili che puoi porti subito, e mi raccomando, scrivi ogni risposta:

  • Come puoi ottenere questa cosa nonostante le difficoltà che hai adesso?
  • Conosci qualcuno che ottiene lo stesso risultato? Come ci riesce, cosa fa?
  • Se un amico avesse il tuo stesso problema e ti chiedesse un consiglio, cosa gli suggeriresti di fare?
  • Se avessi la certezza di avere successo, cosa faresti subito?
  • Parti a ritroso, dall’obiettivo fino a dove ti trovi: che passi ci sono, che strada potresti prendere?

Il punto è concentrarti sulle alternative possibili, sui modi di raggiungere il tuo obiettivo.

Di solito siamo bloccati al problema e pensiamo che la soluzione sia rimuovere le situazioni, o i comportamenti degli altri, che ci creano difficoltà.

Orientarci in modo negativo (come elimino questo) non è mai utile ed efficace.

Il tuo deve essere un obiettivo positivo, qualcosa che fai, che puoi raggiungere oppure ottenere.

Non puntare a obiettivi posti in modo negativo (non fare questo evitare quest’altro): costruiscili come mete che ti muovi per raggiungere.

Anche questa volta, se trovi difficile tirare fuori alternative e idee concrete per raggiungere il tuo obiettivo, devi solo lasciarmi un commento e ti aiuterò a creare le strade che ti servono.

Ricordati questo: se le condizioni favorevoli non ci sono, le puoi sempre creare tu!

 

 

Dalla soluzione alla pratica

Esempi di problem solvingNon ci resta che passare all’azione.

Se hai una soluzione sola, se c’è una strada soltanto, devi agire.

Trasforma questa soluzione in azioni concrete, cose da fare.

Se Maria vuole arrivare con un passaggio al lavoro, potrà prendere subito il cellulare e chiamare un’amica, o un collega.

Devi tradurre la tua soluzione in passaggi intermedi, in azioni pratiche che puoi iniziare a compiere subito.

Se funziona, hai risolto il problema.

Se non funziona devi solo ricominciare da capo, cercare una strada differente, un’alternativa diversa e agire, come sempre rendendola concreta.

Io ti consiglio sempre di dividerla in piccoli passi, perché così è più facile agire e realizzarli tutti.

Se invece hai diverse soluzioni tra cui scegliere, prima di trasformarle in azioni concrete, devi valutare quale sia la migliore.

Il modo più semplice è prendere un foglio, dividerlo in due sezioni e pensare a tutti i pro e i contro di ogni soluzione.

Valuta cosa rende difficile applicare la soluzione, se hai bisogno di aiuto e non puoi farlo da solo, o da sola, se non puoi realizzarla subito, quanto tempo richiede, se ne hai le capacità.

Osserva tutti gli aspetti, considera sempre con obiettività i vantaggi di ogni alternativa e anche tutti gli svantaggi: anche se li ignori si presenteranno quando la realizzi, meglio prevenirli!

Magari potresti chiedere un parere ad altre persone, così ti aiuteranno a vedere da angolature differenti quella soluzione e individuare vantaggi e svantaggi che a te non venivano in mente.

Alla fine devi scegliere la soluzione che ti sembra migliore, i cui vantaggi sono più importanti degli svantaggi.

Non è una questione di quantità, perché anche un solo svantaggio potrebbe essere abbastanza serio da rendere scartabile quella soluzione.

Per esempio Maria potrebbe pensare all’autobus, ma non sa dove ci sono le fermate. O magari al passaggio, che non le costerà nulla, ma forse non conosce nessuno che passa vicino casa sua.

Elenca tutti i pro e tutti i contro e ponderali, cioè dagli un peso in funzione della tua situazione.

Ecco un video che riassume molto bene tutto quello che ti ho spiegato finora.

 

 

Conclusioni: come risolvere ogni problema

Come risolvere i problemi

Per prima cosa, dunque, individua sempre con precisione il problema evitando di lasciarti ingannare dalle situazioni che ci ruotano attorno.

Identifica quindi il tuo obiettivo, cosa vuoi ottenere.
In questo, specie quando i problemi sono di tipo emotivo (stare male), ti consiglio di usare il diario emotivo.

Si tratta di un esercizio molto importante che ti farà individuare il vero problema in qualsiasi situazione.
Poi applicherai al problema individuato quello che ti ho spiegato in questa guida.

Il principio vale sempre, sta a te adeguarlo alle situazioni che vivi.

Cerca modi differenti, anche più di uno, per raggiungerlo nonostante le situazioni difficili che vivi.

Valuta tutte le alternative e scegli quella che consideri migliore.

Infine traducila in azioni semplici, concrete, fattibili e anche immediate: meno è complicato realizzare la tua soluzione, più sarà probabile che tu abbia motivazione e spinta per riuscirci.

Ti suggerisco di leggere la guida in cui ti spiego come fare sempre la scelta giusta. Non sarebbe male vero? È possibile, non temere!

Ora non ti resta che agire: il Problem solving è un’arte che si impara praticandola, come ogni altra cosa.

Più affronti i problemi con la certezza da cui siamo partiti (c’è sempre una soluzione), più verrà facile farlo anche quando saranno molto complessi.

La soluzione c’è sempre, garantito, ma la trovi solo se individui il problema e sei disposto, o disposta, a realizzarla.

Ricorda che potrebbe non piacerti, o potresti dubitare di farcela.

 

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Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

Giacomo Papasidero

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Salvatore
Iscritto
Salvatore
15 giorni fa

Ciao Giacomo come scritto in altre email l mia paura di restare solo di non trovare nessuno di non farcela da solo, che lei mi abbia lasciato mi rende insicuro su tutto e poi la cosa più importante che mi tormenta che lei posso trovare unaltro uomo, che unaltro uomo posso vedere e toccare cio che e stato mio in questi 10 anni

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
15 giorni fa
In risposta a  Salvatore

ciao Salvatore, hai letto questa pagina? https://www.diventarefelici.it/come-dimenticare-un-amore/

inoltre ti chiedo: davvero un altro essere umano può essere considerato tuo ? 🙂 è vero che è ciò che ci hanno culturalmente insegnato, ma è davvero un approccio che ci aiuta a essere felici?

Veronica
Ospite
Veronica
1 mese fa

Ciao Giacomo , grazie innanzitutto per il tuo lavoro . Io Ho il problema dell’insicurezza dovuto ad un attaccamento insicuro ambivalente sviluppato in infanzia e questo influenza i miei rapporti ,come posso risolvere questo problema dell’insicurezza? Grazie

Veronica
Ospite
Veronica
1 mese fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie, nello specifico questo attaccamento comporta delle credenze o distorsioni che in maniera automatica controllano le situazioni, temo di essere lasciata dal mio partner, di non essere abbastanza , temo di non riuscire a prendermi cura di me , percepisco gli altri come imprevedibili e tutto questo comporta ansia e malessere emotivo . Sto cercando di utilizzare la tecnica dell’ abc con un diario dove cerco di individuare l’evento scatenante, i pensieri disfunzionali connessi le emozioni generate e il comportamento che ne deriva , andando poi a cercare di modificare il pensiero con uno più onesto e oggettivo . Sono consapevole che il vero responsabile di ogni disagio è il pensiero 😅 e non la situazione . Sto cercando anche di imparare a riconoscere le mie distorsioni cognitive così da poterle sfidare 💪. Cosa mi consigli di fare a riguardo ? Spero di essere stata un po’ più esaustiva . Thanks🥰

Alberto Decimi
Iscritto
Alberto Decimi
2 mesi fa

Ciò giacomo, il mio problema è che mi faccio coinvolgere troppo dai miei pensieri e mi creo spesso problemi non concreti, cioè per così dire paranoie

Flo
Ospite
Flo
4 mesi fa

Ho 33 anni una figlia di 3 anni e mezzo e un compagno di 49 anni. Stiamo insieme da 6anni. Lui ha un carattere chiuso niente baci niente carezze niente complimenti, io ci soffro tanto sono affettuosa e passionale. Mi sono chiusa anch’io. La vita sessuale è piatta pochissimi rapporti. Lui soffre di eiaculazione precoce. Abbiamo fatto una terapia da un sessuologo finita la terapia si sono ripresentati gli stessi problemi. Io vorrei separarmi lui dice che passerà e non vuole perdere questa famiglia. Lui è un papà super molto presente e attivo. Assente come compagno. Io ho paura di ferire la mia bambina non vorrei deluderla. Io voglio un compagno complice… Ho 33anni non credo di pretendere chissà cosa.: Un po’ di amore…

Luana
Ospite
Luana
4 mesi fa

Ciao Giacomo. Il mio problema è la dipendenza emotiva e la ferita dell’abbandono

Michela
Iscritto
Michela
4 mesi fa

Meraviglioso articolo! Mi piace 🙂

Sonia
Iscritto
Sonia
4 mesi fa

Ciao Giacomo, ti leggo sempre molto molto volentieri! Il mio problema è che ho bisogno di aiuto per la paura della sofferenza, per la malattia o la morte di un caro, di un amico! Qui non c’è una guida non c’è una regola! Se dovesse succedere sarei ingoiata!

Grazia
Iscritto
Grazia
4 mesi fa

Ciao Giacomo il mio problema è la, famiglia numerosa avendo 4 figli non riesco a fare in casa, tutto quello che vorrei è poi un altro problema è che non ho la, macchina e devo tutti i giorni andarli a prenderli e riportarli a, piedi. I

Grazia
Iscritto
Grazia
4 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Si perché perdo tempo per accompagnarli. E poi perché toccano tutto a casa

Francy
Ospite
Francy
4 mesi fa

Ciao Giacomo, sei arrivato nella mia vita proprio durante un mio infortunio alla schiena, fortunatamente niente di grave. Sei arrivato al momento giusto per farmi capire la maggior parte dei miei malesseri. Sono fidanzata da 7 anni e non ho mai vissuto questa mia relazione con felicità, xk in realtà non lo sono mai stata io con me stessa. Grazie al tuo blog ho capito che fondamentalmente io questa persona non l ho mai amata, mi sono solo innamorata usando questa persona per un mio scopo”essere felice” ma inconsapevolmente. Ho iniziato la mia crescita personale da tre anni e grazie anche a tutte le tue guide sono diventata consapevole di tutti i miei meccanismi di paura, Gelosia, ansia, insicurezze ect. Diventando autonoma, lavorando sulla mia autostima e sicurezza e creando la mia felicità e il mio scopo di vita. Tutto questo ai suoi occhi è diventato un po’ fastidioso, xk mentre prima ero assillante e ripetevo quello che non volevo da parte sua,oggi mi focalizza solo sulle cose che voglio. E se in lui nn vedo questo mi allontano mi viene naturale. Mi rendo conto che oggi non mi sento capita, ascoltata e molto spesso no che lo pretendo ma mi farebbe piacere un’azione piuttosto che un’altra, tutto ciò xk lui non ha fatto un lavoro con sé stesso e in tante cose è inconsapevole, quando comunichiamo non ci capiamo quasi mai. In 7 anni ho sempre biasimato le sue attenzioni e focalizzato sempre su quello che non volevo creando negatività, facendomi del male ovviamente. Oggi Interfacciandomi con altre persone ho scoperto cosa voglio e cosa no. Ho una grande voglia di amare ma non capisco se è lui la persona che devo amare.

Francesca Dei Pieri
Ospite
Francesca Dei Pieri
4 mesi fa

Ciao Giacomo ti leggo piacevolmente da quando ho deciso di seguirti.
Leggendo sembra tutto facile…
Io ci provo insistentemente ma non ho ancora trovato la soluzione per vivere senza più sotto lo stesso tetto del padre dei miei figli..narcisista patologico conclamato il cui più grande
hobby in 26 anni è picchiarmi…vessarmi..e chiaramente TRADIRMI… prendendosi TUTTO ciò che serve ogni giorno …DA ME

INSISTO….
GRAZIE… FRANCESCA

Francesca Dei Pieri
Ospite
Francesca Dei Pieri
4 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Potrei dire tanti perché e tra quelli c’è anche un non lo so, è vero sono stanchissima ormai i miei ragazzi sono grandi ma sono ancora a casa,allo stesso tempo non riesco a
non provare sentimenti per il padre dei miei figli gli sono infinitamente grata per ciò che ho non sono chiaramente felice …soddisfatta …del suo non avermi rispettata ,aiutata,supportata nel cammino che abbiamo percorso sicuramente non insieme…ho perseverato per cercare di fargli prendere le proprie responsabilità comportamentali ma chiaramente non ci sono riuscita e so di aver fatto del male a me stessa e adesso che i miei cuccioli sono grandi e i nostri discorsi sono da adulti mi sono resa conto di aver creato dentro i loro cuori risentimento nei miei confronti per non aver reagito in tutti questi anni come tante donne avrebbero fatto eppure sai sono molto forte quasi in tutti gli accadimenti della mia vita mi emoziono molto ma non mi dispero MAI e sono sempre molto reattiva e d’esempio per tanti ma in questo contesto la mia reazione è sempre stata di ATTESA come se fossi ad una qualunque fermata e stessi aspettando”SCUSA MI DISPIACE PROFONDAMENTE NON TI MERITAVI TUTTO QUESTO ” e il mio passaggio per oltre risponde “GRAZIE…. ADESSO SPARISCI DALLA MIA VITA”
So che non accadrà mai …chi è così persevera nel cercare come nutrire se stesso…e io …forse spero in un MIRACOLO.
NAMASTÈ

Francesca Dei Pieri
Ospite
Francesca Dei Pieri
4 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Io certo che vorrei sparire ma con i miei figli …ma a me sembra un gesto di cattiveria come se io volessi privarlo di loro anche se lui si è privato da solo nel camminare con loro…mi si obbliga ad andarmene se non mi sta bene questa situazione ma perché io devo andarmene e non lui… battibecco infinito…stupido non costruttivo lo so…ma questa è anche la mia casa…la mia vita…con i miei cuccioli figli e i miei 6 cuccioloni mici…lui da sempre lavora per mantenere la famiglia e…manioola il mondo intorno a sé
Scusami per le chiacchere …so che la responsabilità è MIA di tutto ciò che vivo …ma il mio specchio su delle immagini riflette delle cose non coerenti con ciò di cui ho consapevolezza
Grazie

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