Sentimenti: cosa sono, quando e perché li provi

Sentimenti: cosa sono?
Che differenza c’è tra un sentimento e un’emozione?

Una sera facevo un incontro di coaching con una mia studentessa, e mi chiedeva proprio questo: i sentimenti che lei prova verso un uomo, non dipendono forse da lui?
Non è come agisce, chi è, il suo modo di relazionarsi a lei che determina i sentimenti che poi lei prova nei suoi confronti?

In realtà no.
Te lo dico senza troppi giri di parole: i tuoi sentimenti non dipendono mai dagli altri.
Ora ti spiego perché ne sono così certo, da aggiungere quel “mai” che uso molto raramente.

 

Sentimenti o emozioni? Ecco la differenza!

Sentimenti

Prima di tutto la differenza tra emozione e sentimento è spesso teoria da psicologi.
Di solito la psicologia usa come parametro distintivo la durata.
Un’emozione è istantanea e dura pochi secondi o minuti.
Un sentimento è più profondo e dura nel tempo.

Ma questa è teoria.
In pratica io dico che la nostra emotività è composta da ciò che proviamo.
Chiamala emozione, sentimento, stato d’animo.
Comunque sia la pratica, la vita, è la dimensione emotiva che provi, quale che siano le parole con cui vuoi scomporla.

Ora, ogni esperienza emotiva, tutto quello che rientra nella nostra sfera emotiva, dipende sempre e solo da cosa pensi.
L’emozione (intendo qualsiasi esperienza emotiva con questa parola) dipende sempre e solo da cosa pensi, più precisamente dal significato che attribuisci a ogni cosa, situazione, persona, parola, gesto, evento.

Torniamo ai sentimenti che la mia studentessa prova per quest’uomo.
Se davvero quello che lei prova dipendesse da lui, non dovrebbero provarli tutti?

Lei prova un sentimento di amore e complicità, ma se questo fosse frutto di chi è lui, allora tutte le donne, ma anche tutti gli uomini, dovrebbero provare nei suoi confronti questo sentimento.
Se il sentimento dipende da me, allora tutti dovranno provare lo stesso sentimento nei miei confronti.

Ma ti sembra realistico pensare che succede una cosa simile?

Lei si sente innamorata di quest’uomo e di conseguenza prova dei sentimenti per lui.
E non dipendono da lui, ma totalmente da lei.

Anche perché questi sentimenti cambiano anche se l’altra persona resta uguale.
Cosa crea dunque i miei sentimenti?
Cosa penso.

Cosa pensa la mia studentessa di quest’uomo?
Che senso gli da nella propria vita?
Che ruolo gli da, che immagini ha in testa, cosa desidera con lui, come si immagina il loro futuro insieme?

Quello che tu tieni in testa rispetto a qualcuno determina che sentimenti proverai nei suoi confronti.
E ti faccio riflettere ancora di più con un esempio molto estremo.

 

Sentimenti: come viverli pienamente e in modo positivo

Emozioni e sentimenti

Una donna, a cui hanno ucciso il figlio, dichiarò di essere molto dispiaciuta per l’assassino.
Era triste perché lo condannarono a tanti anni di prigione.
Era triste per una seconda vita spezzata (dopo quella del proprio figlio), per la mamma del giovane che lo perdeva dentro le mura di una prigione.

Pensi sia possibile prova sentimenti d’amore, di perdono e comprensione per l’assassino del proprio figlio?

Sì, perché quel sentimento dipende da cosa pensa quella donna.
E se lei pensa a quel ragazzo come a una “vittima” della situazione, se pensa con amore e compassione, proverà sentimenti positivi.

Non una volta ho anche sentito di persone che sono arrivate, tanto l’odiavano, ad uccidere un vicino solo perché infastidite dal rumore del cane nelle scale del palazzo, o per altri “futili” motivi.

Se i sentimenti che proviamo per gli altri dipendessero da loro, allora tutti dovremmo odiare il vicino rumoroso, tutti dovremmo amare l’assassino di una persona cara comprendendone la situazione.

Eppure non è così.
Di solito è raro incontrare un perdono simile.
Fortunatamente siamo molto più pazienti con i vicini.

Quel che provo, qualsiasi sentimento, innamoramento su tutti direi, dipende sempre e solo da cosa penso dell’altro.
I nostri sentimenti li creiamo noi, attraverso i nostri pensieri.

Attraverso il modo in cui giudichiamo gli altri.
Attraverso il modo in cui diamo un senso, un posto e un ruolo, nella nostra vita, agli altri.

Questo significa prima di tutto che non è mai “normale” provare un’emozione.
In nessuna circostanza è normale provare amore oppure odio.

Dipende sempre da come vivo quella circostanza, dal significato che le do e dal mio punto di vista, dalle mie regole più profonde e autentiche.
Chi ti dice che è “normale” stare male o bene in una certa situazione non ha compreso come funziona la mente umana.

L’altra cosa molto importante che deriva dal capire che i sentimenti li crei tu, è che tu puoi trasformarli.

  • Puoi imparare ad amare chi hai vicino, puoi ritrovare l’amore se ti sembra di averlo smarrito.
  • Puoi trasformare odio e indifferenza in comprensione e perdono.
  • Puoi lasciare andare il veleno della sofferenza e tornare a stare bene, diventare felice.

Questo è possibile perché nessuno è responsabile di quel che provi a parte te.
Questa si chiama indipendenza emotiva.

Non un modo di gestire le emozioni, ma la consapevolezza della realtà, di come siamo fatti, di come mente e cuore funzionino realmente.

Nessuno può decidere cosa proverai.
Questa scelta è solo tua. Questa è la vera libertà.


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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