Si può essere felici da soli? Te lo spiego attraverso un test pratico

Si può essere felici da soli?
In realtà abbiamo imparato che non possiamo essere felici se siamo soli.
Un ragazzo mi scrive che è solo, non ha nessuno, e quindi non può essere felice.

Io gli chiedo: ma se tu potessi essere felice, perfettamente e straordinariamente felice, se la tua vita fosse la più bella e meravigliosa possibile, ma da solo, ti andrebbe bene?

Certo, rimane in silenzio, esita a rispondere, ma poi, per coerenza, deve dirmi di sì.
Solo, precisa, non crede possa essere bella una vita in solitudine.

Ed è qui la prova del successo del lavaggio del cervello sociale che la cultura ha eseguito su di noi.
Questa convinzione è totalmente falsa.

La felicità è una questione interiore.
Io posso essere perfettamente felice anche da solo.
Anzi, ti dirò di più: se tu non puoi essere felice in solitudine, non lo sarai mai neanche in compagnia.

 

Si può essere felici da soli? No, si deve!

Si può essere felici da soli

Per cui il vero problema è illuderci che siano gli altri a renderci felici.
Non accadrà mai.
In realtà, non è mai accaduto.

Ma davvero rifiuteremmo la felicità più autentica e profonda se fosse in solitudine?
Io dico di no, la prenderemmo e non ci importerebbe di stare soli.
Ma non ci credi.
Tu non credi, probabilmente, di poter essere felici in solitudine.

Peccato, perché è l’unica strada per essere felici.
E no, non sto dicendo che dobbiamo isolarci.

Sto dicendo che quando non avrai più bisogno degli altri, li amerai.
Certo, molti contestano che anche se stai bene poi gli altri ti allontanano ugualmente e si rimane comunque soli.

Ma non è qui il problema, il problema torna sempre sullo stesso punto: ci hanno indottrinato a credere che gli altri ci renderanno felici.
E così il problema non è stare soli, ma pensare che questa sia la ragione della nostra infelicità.
Ma non è così.

Se sono solo e infelice, non devo partire dal “solo”, ma da quell’infelice che è il vero guaio.
Se fossi felice, alla solitudine non penserei neanche.
Di più, se fossi davvero felice, difficilmente sarei solo.

 

Sto bene con te solo quando sto bene con me stesso

Stare bene da soli

Ci sono tre persone e tu puoi scegliere con chi trascorrere una vacanza di una settimana.

PERSONA NUMERO 1.
Una persona introversa, che parla poco.
Certo, se tu parli risponde e ti segue, ma ha bisogno di essere stimolata, diciamo così.
Le piace fare esperienze nuove, ma solo se prima qualcuno inizia.
Forse un po’ permalosa, si offende facilmente e devi fare attenzione a che parole usi, al tono che usi.
Se la sai prendere, però, è una buona compagnia.

 

PERSONA NUMERO 2
Una persona molto estroversa, simpatica, chiacchierona.
Pronta sempre a scherzare, si butta in ogni novità e ha sempre un’idea nuova pronta.
Ama improvvisare, non si scoraggia facilmente.
Non le piace però essere contraddetta: se fa qualcosa, è giusto così. Se dice qualcosa, va bene così.
Molto aperta al dialogo, le piace avere ragione, è molto generosa, ma se ti comporti male con lei, mette un muro.
E sa anche essere dispettosa quando vuole, e molto tagliente se si arrabbia.

 

PERSONA NUMERO 3
Una persona equilibrata, a cui piace il silenzio ma anche chiacchierare e divertirsi.
Le piacciono le nuove esperienze, pronta a sperimentare.
Non se la prende mai per niente, ma cerca di capire.
Se ti arrabbi resta calma, ascolta, cerca una soluzione e non si chiude, non scappa.
Se si arrabbia, quando capita, si calma, non ti da la colpa e non se la prende con te.
Puoi contraddirla, ascolterà. Se la offendi te lo fa notare senza rancore e cerca di risolvere il problema.
Non ti assilla per stare insieme, è indipendente.
Sembra sempre serena, anche di fronte ai problemi, e se ne hai uno tu, rimane calma e ti aiuta.

 

Chi scegli?
Con chi trascorreresti un’intera settimana di vacanza, in camera doppia?

Ci sono due cose che non consideriamo di solito.
La prima è che noi saremo “in camera doppia” con noi stessi ogni istante della nostra vita.
Per cui tu dovresti diventare, oggi e sempre, la persona con cui trascorreresti volentieri ogni minuto.
E se lo diventi, la solitudine diventerà una vacanza.

La seconda cosa è capire che noi preferiamo la compagnia di persone felici.
Non di persone infelici che in noi cercano la felicità.
Magari all’inizio, se loro sono allegre e positive per averci incontrato, ci sta bene.
Ma a lungo andare, se loro non sanno essere felici da sole, questo verrà fuori e i momenti “no” aumenteranno.

Lo stesso vale per noi.
Per questo ti dicevo che prima devi essere felice anche in totale solitudine.
Perché significa che tu stai bene con te, l’unica persona con cui non potrai che condividere ogni istante.

A quel punto starai davvero bene con chiunque.
E visto che noi preferiamo le persone positive, difficilmente vivrai in solitudine.
A meno che non sia una tua scelta.

E fidati: se diventi davvero felice, amerai la solitudine quanto la compagnia.
Per capirlo c’è un test molto semplice.

A volte le persone infatti mi dicono che stanno bene da sole.
Sì, a tempo.
E se è necessario.

Ma se stare sole si protrae per troppi giorni, o se puoi farne a meno, difficilmente scegliamo la solitudine.
Il test è semplice: riesci a preferire la solitudine, cioè lo stare con te anche quando gli altri ti offrono la loro compagnia?

Io penso che potrò dire di stare davvero bene da solo quando per me, stare da solo, sarà un’alternativa tanto piacevole quanto stare con gli altri.
Altrettanto piacevole significa che anche quando mi invitano a stare insieme, spesso dirò di no perché mi piace troppo stare anche da solo.

Se invece mi dico che sto bene solo, ma non rifiuto mai la compagnia, non perderei mai una serata con gli amici per un libro, un film o una passeggiata in solitaria, allora vuol dire che molto probabilmente non sto bene da solo, ma lo sopporto quando nessuno mi fa compagnia.

Analizzati con questo test e scopri se stare con te e nessun altro è tanto bello quanto stare con gli altri.
Tanto che spesso dirai di “no” agli altri per dedicarti solo a te!

Per concludere condivido una canzone di Matteo Faustini scoperta da pochi giorni e che mi ha davvero sorpreso per il testo, decisamente raro nella musica, come nella poesia. Lo trovi qui sotto il video.

Siamo come puzzle nella scatola
Tanti pezzi rotti nella società
Sembra quasi una partita di Memory Card
Trova la coppia
Siamo tutti in cerca di un’altra metà
Convinti che l’amore ci completerà
Ma ho imparato che l’amore vero in verità
È la somma di due interi e non di due metà

Solo non puoi stare, cercati qualcuno”
Lo dicono le favole per i bambini
Perché gli eroi che restano da soli
O senza amore poi diventano i cattivi
Mai nessuno mi aveva detto
Che l’amore è un condimento
Anche senza, anche senza
Siamo buoni lo stesso

Siamo soli, oppure no?
Siamo tutti alla ricerca di un numero pari
Siamo soli, oppure no?
Siamo soli, oppure no?
Siamo tutti alla ricerca di un numero pari
Siamo soli, oppure no?
Domani cenerò
Da solo
Da solo

Ma in verità, qualcosa non va
Troppe frazioni in cerca di unità
Io sono 1 e mi credevo 0
Non voglio una dolce metà
Ma un dolce tutto intero
Solo non puoi stare, aggrappati a qualcuno
L’offerta è vantaggiosa, 2 al prezzo di 1

La vita ci fa a pezzi, pezzi difettosi
Ma siamo completi anche da soli
Mai nessuno mi aveva detto
Che l’amore è un condimento
Anche senza, anche senza
Siamo buoni lo stesso

Siamo soli, oppure no?
Siamo tutti alla ricerca di un numero pari
Siamo soli, oppure no?
Siamo soli, oppure no?
Siamo tutti alla ricerca di un numero pari
Siamo soli, oppure no?
Domani cenerò
Da solo
Da solo

L’amore ti migliora se ti basti tu per primo
Perché il verbo amare è anche riflessivo
È un intero più un intero
È un intero più un intero
Con questa canzone sto cercando di spiegare
Che siamo completi anche quando siamo

Single…are
È tutto in una frase
La solitudine non è un vuoto da riempire
Ma uno spazio da ascoltare

Da solo
Da solo
Siamo soli, oppure no?
Siamo tutti alla ricerca di un numero pari
Siamo soli, oppure no?
Domani cenerò
Da solo
Da solo

 

Il problema non è mai la solitudine, ma saper amarsi e stare bene con se stessi, oppure no.

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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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