Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (anche il male?)

Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.
Questa è una delle frasi di Paolo più famose e per me più importanti e significative.

Ma quel “tutto” significa tutto.
Significa che anche quelle cose che noi consideriamo negative e ingiuste, concorrono al bene di coloro che amano Dio.
E se concorrono al bene, vuol dire che Dio le permette?

Molti mi dicono che Dio non può permettere il male, o il dolore, la sofferenza, la malattia.
E così spesso ho riflettuto su questo: Dio può permettere il male?
Oggi voglio condividere a cosa sono giunto su questo tema molto delicato.

 

Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio?

Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio

Quando si parla di questo, conosco molti che dicono che Dio non è responsabile del male, ma che lo sono gli uomini.
Dio lascia l’uomo libero (libero arbitrio su cui torneremo) e l’uomo decide cosa fare, essendo artefice del male che viviamo nel mondo.

Chiaramente questa lettura ha dei limiti abbastanza evidenti.
Certo, se parliamo di violenza, guerre, maltrattamenti, fame, è ovvio che posso notare come queste siano tutte scelte che gli uomini compiono.

Chiaramente potrei anche chiedermi per quale motivo Dio le permetta, senza intervenire, ma ci torniamo tra poco.
Ma se parliamo di malattie non dovute a qualcosa compiuto dagli uomini?

Penso a malattie genetiche dovute a “causali” malformazioni ereditarie.
Penso anche a un uragano, o un terremoto o un’eruzione vulcanica che distrugge case e vita umane e dove non ci sia l’errore dell’uomo a contribuire a questi effetti.

Se costruiamo una scuola antisismica, a regola d’arte, e un terremoto violento, con epicentro proprio sotto la scuola, la fa crollare e uccide i bambini che studiavano in quel momento, sarà colpa degli uomini che scelgono il male?

Per cui ci sono cose che evidentemente esulano dalla volontà umana, dalla paura, dagli errori che possiamo commettere. Cose che però danneggiano qualcuno, magari persone innocenti.

Dio ha permesso queste cose?
Qui la libertà umana non c’entra.
Dio ha permesso che qui bambini morissero?

Alcuni dico di no.
Non è Dio che permette questo, Dio non vorrebbe nulla di tutto questo, ma accade.

Nel Vangelo mi ha colpito la cosiddetta parabola dell’uomo forte.
In particolare in quello di Marco, Gesù spiega che nessuno potrà entrare nella casa dell’uomo forte a rubargli qualcosa se prima non avrà legato l’uomo forte.

E chi può mai legare un uomo forte, se non qualcuno ancora più forte?
Allora se queste cose accadono, se dolore, morte, malattia accadono senza il contributo umano, e senza che Dio le voglia (cioè Dio non vuole che accadano), significa che qualcuno più forte di Dio le ha imposte anche a Lui.

Pensaci: se io non voglio che accada qualcosa, ho due possibilità: la lascio accadere, oppure la evito.

Se la evito, significa che intervengo affinché quella cosa non accada.
Può Dio impedire la morte, la malattia, una catastrofe?
Io dico di sì, io penso che Lui abbia il potere di impedire che accada tutto quello che preferisce.

Però potrebbe non voler intervenire.
Cosa vuol dire dare un permesso?

Significa che io lascio la possibilità di fare qualcosa.
Lo faccio contro la mia stessa volontà?
Se non voglio che accada, non lo permetto. Soprattutto se ho il potere di intervenire.

Ad esempio Gesù suggerisce che i capelli sulla nostra testa sono tutti contati, oppure che nemmeno un passero viene ucciso senza il permesso di Dio.

Così torniamo alla frase di Paolo: tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.
Secondo me significa che coloro che amano Dio, cioè che si abbandonano nelle Sue mani e in totale fiducia, trarranno bene da ogni cosa, anche da quelle che consideriamo peggiori.

Perché tutto, se accade, è stato permesso da Dio.
Se così non fosse avremmo diverse possibilità:

  • Dio potrebbe intervenire ma non lo fa e lascia soffrire anche gli innocenti (dio poco amorevole direi).
  • Dio non può intervenire, qualcosa di più potente gli impone la propria volontà (dio mediocre direi)
  • Dio permette, perché anche quel che noi consideriamo “male”, concorre al Suo disegno.

Chi lo dice che il dolore, la malattia, la morte, siano cose che Dio non vuole?
Se esistono, significa che Lui le ha permesse.

Tutto concorre al bene, significa che tutto, anche le cose che consideriamo peggiori, rientrano nel Suo disegno e servono a coloro che Lui guida sulla strada che ha stabilito per ciascuno di noi.

Dio vuole la nostra felicità?
Io credo fortemente di sì.

Ma la felicità non consiste nell’evitare dolore, problemi, morte o malattia. La felicità consiste nel vivere tutto questo, anche la peggiore delle situazione, con pace, amore e fiducia.

E coloro che amano Dio hanno in questo la forza per vivere con serenità tutto.
E così quel “tutto” concorre davvero al bene di chi ama Dio, concorre davvero alla sua felicità.

Dio ci metta alla prova?
Dio ci offre molte opportunità, anche attraverso situazioni molto difficili.

Ma, come scriveva Paolo, tutto concorre sempre al nostro bene, se amiamo Dio, se abbiamo fiducia in Lui.
Io sono certo che nulla accade senza la Sua volontà.

Così salta fuori una domanda: perché Dio permette il male?


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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